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Percepire un luogo: il caso della Regione Lazio

Oggigiorno il fenomeno della globalizzazione ha reso il mondo un vero e proprio “mercato globale”, in cui ogni nazione, e per estensione, ogni città, regione, in generale ogni territorio, deve competere con tutti gli altri per la sua parte di “consumatori”, turisti, investitori esterni al territorio, studenti, imprenditori, eventi di ogni genere che siano in grado di apportare un risalto, possibilmente internazionale, e siano in grado di far ottenere il rispetto dei mezzi di comunicazione.
Quanto detto, delinea il quadro di riferimento in cui si inserisce la presente tesi sperimentale. Infatti, il presente lavoro nasce con l’intento di accrescere l’efficacia delle politiche di marketing territoriale della Regione Lazio definendo l’attuale posizionamento che il Lazio presenta; individuando le strategie di comunicazione adottate dall’amministrazione regionale a livello locale, nazionale e internazionale per veicolare l’immagine stessa della regione; e, soprattutto, delineando quei tratti identitari regionali, che siano per loro natura distintivi, da poter essere riutilizzati in un processo di modifica dell’attuale brand regionale. Lo scopo, è quello di migliorare l’attuale immagine del Lazio attraverso un riposizionamento, distintivo e credibile, capace di guidare la narrazione della Regione.

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9 Introduzione Oggigiorno il fenomeno della globalizzazione ha reso il mondo un vero e proprio “mercato globale” 1 , in cui ogni nazione, e per estensione, ogni città, regione, in generale ogni territorio, deve competere con tutti gli altri per la sua parte di “consumatori”, turisti, investitori esterni al territorio, studenti, imprenditori, eventi di ogni genere che siano in grado di apportare un risalto, possibilmente internazionale, e siano in grado di far ottenere il rispetto dei mezzi di comunicazione. In un mercato così caotico e affollato, la maggior parte di queste persone e organizzazioni, probabilmente non hanno il tempo di cogliere la realtà degli altri paesi, vicini e lontani. Navighiamo tutti nella grande complessità del mondo moderno, armati di pochi semplici, e a volte errati, cliché, che costituiscono la base delle nostre opinioni, anche se non ne siamo sempre coscienti e non siamo sempre pronti ad ammetterli: Parigi e Milano sono le capitali della moda, Roma è la capitale dell’arte, il Giappone il paese della tecnologia, la Svizzera il paese della ricchezza e della precisione, Rio de Janeiro è la città del carnevale e del calcio, la Toscana la regione del buon vivere o la maggior parte delle nazioni africane sono associate a idee di povertà, corruzione, guerra e malattia. Molti di noi rischiano di cadere nella “trappola” di convogliare la maggioranza delle attenzioni e preoccupazioni se stessi piuttosto che fermarsi un secondo per provare a formulare visioni complete, equilibrate e informate su un determinato paese, una regione o una città. Queste visioni, infatti, vanno oltre quelle generate attraverso le informazioni che possono essere reperite da una semplice guida turistica piuttosto che attraverso il web. Ne consegue, l’affidarsi ad indicazioni spesso sommarie riguardanti altri popoli e altri luoghi, quelli che probabilmente non conosceremo né visiteremo mai, e approfondiamo queste semplici impressioni, magari stravolgendole completamente, in positivo, solo quando per qualche ragione dobbiamo avere a che fare con essi. Questi cliché e stereotipi (positivi o negativi, veri o falsi che siano), influenzano radicalmente il nostro comportamento verso altri luoghi, popolazioni e prodotti ed è molto 1 S. Anholt, 2007 2 S. Anholt, 2007 3 Adelmeque C., Kemeris S., Senkius D, 1984.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Gianfranco Tedesco Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

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