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The Permanent Campaign: un'analisi comparativa italiana-americana

Il rapporto quadripartito tra linguaggio, persuasione, politica e consenso appare uno tra i più ricorrenti oggetti d’indagine degli studi di comunicazione politica del XX e XXI secolo.
Gli studi di comunicazione politica effettuati dai teorici statunitensi teorizzano un'evoluzione delle campagne elettorali che, per complicità dei mezzi di comunicazione, sono diventate sempre più lunghe fino a diventare permanenti. è possibile parlare di campagna permanente anche per quanto riguarda la realtà italiana? quali argomenti a sostegno di questa tesi? Tutte le risposte che cercate a vostra disposizione nell'elaborato

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Introduzione Il rapporto quadripartito tra linguaggio, persuasione, politica e consenso appare uno tra i più ricorrenti oggetti d’indagine degli studi di comunicazione politica del XX e XXI secolo. Accademici come Arendt ed Edelman hanno concentrato i propri studi su questo argomento che fin dall’antichità si è affermato come il prediletto nella discussione tra i più famosi filosofi, producendo una letteratura pressoché sterminata. Il fattore principale che distingue gli ultimi studi da quelli che li precedono è l’inserimento di una costante ormai ineliminabile del dibattito politico, ovvero il sistema dei media. Attraverso i nuovi strumenti di comunicazione, i partiti politici sono riusciti a raggiungere l’elettorato in modo inedito ed efficace, stravolgendo le logiche elettorali, politiche e di potere che, fino a quel momento, avevano dominato incontrastate. In particolare, si può facilmente notare come il pubblico dei media sia oggigiorno inevitabilmente portato a formulare opinioni nei confronti degli eventi trasmessi e dei suoi protagonisti, conferendo un potere tutt’altro che marginale a coloro che gestiscono l’informazione. Dall’evoluzione di questa situazione deriva il concetto di permanent campaign, (Caddell, Citato in Edwards, 2003). Con tale espressione si designa la situazione nella quale un governo sia costretto a perpetuare il ricorso a strategie tipiche della campagna elettorale, anche nel periodo successivo all'elezione vera e propria, prolungando, di fatto, la durata della campagna. Tale processo è favorito dalla sostanziale presenza dei media, che ogni giorno bypassano l’informazione politica ai cittadini rendendo necessario il ricorso a finissime strategie retoriche affinché il messaggio, o piuttosto il suo scopo, non venga alterato(Mazzoleni 2004:30). Partendo da queste due premesse, il mio interesse si è focalizzato sul confronto di due realtà, quella americana e quella italiana. Una simile restrizione del campo d'indagine è stata necessaria in quanto gli Stati Uniti rappresentano “il più grande laboratorio della comunicazione politica” (ibidem: 15) all’interno del quale sono state formulate numerose teorie successivamente ereditate dai paesi Europei (Sampugnaro 2006: 13). Riguardo all’influenza americana in materia politica esistono tuttavia due principali correnti di pensiero: l' americanizzazione e la convergenza. L'obiettivo di questo lavoro è quello di definire, seppur in maniera limitata, i punti di sovrapposizione e differenza tra le due realtà. Lo schema del lavoro è piuttosto semplice. Nel primo capitolo si introduce il lettore alla politica del XX secolo; partendo dal concetto di retorica si andrà a definire la campagna elettorale, ricostruendo brevemente la sua evoluzione negli ultimi 60 anni e identificando gli effetti della 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Linguistiche

Autore: Alessandra Guazzo Gerardi Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.