Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Aspetti psicologici in gravidanza: vissuto di tre generazioni

Gioia e paura, felicità e allo stesso tempo tristezza; la gravidanza è una vera e propria "altalena di emozioni" che si rincorrono e accavallano. Da una parte c'è l'eccitazione per la novità, per la nuova vita che sta per nascere e le nuove sfide che attendono la coppia e la famiglia, dall'altra la nostalgia per il passato, il timore per la "rivoluzione" che un figlio rappresenta.
La gravidanza è un momento unico e irripetibile per la donna e per tutta la sua famiglia, il cui valore sta nell' acquisire fiducia in sé e autonomia, passo dopo passo, ascoltando se stessa, il proprio corpo che cambia e le proprie sensazioni ed emozioni, accogliendo tutto quello che viene dentro: senso di potere, paure, riso e pianto, felicità, tristezza e tutto ciò che si presenta nel corso dei giorni.
Ascoltare se stesse non è cosi facile e scontato e ancora più difficile è essere ascoltate dagli altri quando se ne sente la necessità, familiari o esperti che siano.

Mostra/Nascondi contenuto.
- 2 - Capitolo 1 ASPETTI TEORICI 1.1 Storia delle emozioni* Le emozioni sono state da sempre motivo di interesse e di studio per una larga parte della comunità scientifica e non solo: da scienziati appartenenti a diverse aree, filosofi e teologi, fino a letterati e artisti. Nel corso della storia, si sono susseguite diverse teorie riguardanti le emozioni, basate su principi e approcci spesso molto differenti tra loro e a tutt'oggi non esiste un'unica teoria delle emozioni sulla quale basarci. Aristotele fu tra i primi a prendere in considerazione il problema delle emozioni, già nel 300 a.C., nel De Anima e nell’Etica Nicomachea affronta tale argomento “Le emozioni hanno relazioni con l’apparato cognitivo perché si lasciano modificare dalla persuasione” (Trad. it. di Armando Plebe, Bari 1973). Secondo Aristotele l'emozione si genera dalla valutazione delle proprie credenze, in maniera razionale. Questo processo termina poi con il conseguente svilupparsi di un'azione di risposta. Secondo questa visione, l'individuo è in grado di controllare in maniera molto marcata le proprie emozioni, andando ad agire sul processo di valutazione delle credenze. Secondo Cartesio (1600), le emozioni appartenevano al cosiddetto "esprit des bêtes", allo "spirito degli animali". Erano un qualche cosa che ci mette in contatto con una serie di automatismi e di comportamenti più semplici di quelli che, invece - secondo il suo dualismo - sarebbero stati diretti da un'anima, che avrebbe trovato delle risposte naturalmente di tipo cognitivo, di tipo più elevato. Pertanto Cartesio * Fonte principale del paragrafo: "Il cervello e la teoria delle emozioni" Intervista ad Alberto Oliverio - http://www.caffeeuropa.it/attualita/90filosofia-oliverio.html

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Monica Caggiari Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2271 click dal 20/12/2013.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.