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Investimenti in agricoltura in Tanzania tra land grabbing e tentativi di best practices. I casi Sun Biofuels ed Ecoenergy nei distretti di Kisarawe e Bagamoyo

Informazioni tesi

  Autore: Fabio De Blasis
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Cooperazione Internazionale, Sviluppo e Diritti Umani
  Relatore: Mario Zamponi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

La ricerca ha affrontato il fenomeno delle acquisizioni dei terreni per scopi agricoli in Tanzania e si è posta come obiettivo quello di comprendere se gli investimenti su larga scala in agricoltura possano apportare un contributo significativo allo sviluppo rurale. Lo studio è stato finanziato dall'Università di Bologna attraverso un bando per tesi all'estero.
Dopo una descrizione del fenomeno del land grabbing nel contesto dell'Africa sub sahariana, sono state analizzate le procedure e le modalità di acquisizione dei terreni in Tanzania, i ruoli attribuiti dal corpus normativo agli attori coinvolti nelle concessioni (governo, investitori e comunità locali) e il trend degli investimenti in agricoltura degli ultimi anni. Infine, con la collaborazione del network dei contadini tanzaniani (MVIWATA) sono stati analizzati gli impatti sociali ed economici sulle comunità locali di due diversi investimenti esteri, i quali si differenziano per quanto riguarda modelli produttivi, coinvolgimento delle popolazioni locali e destinazione finale della produzione.

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2 INTRODUZIONE La corsa alla terra: crisi congiunte e congiunture di interessi Dopo decenni di scarso interesse verso gli investimenti in agricoltura, a partire dagli inizi del nuovo millennio, è sensibilmente cresciuta l’attenzione verso le terre fertili dell’Africa sub-sahariana. Le motivazioni del rinnovato interesse nelle agricolture dei Paesi in via di sviluppo vanno ricercate in una serie di crisi congiunte che, a partire dal 2007-2008, hanno favorito quella che da diverse organizzazioni non governative è stata definita una corsa alla terra. La crisi dei prezzi delle derrate agricole iniziata nel 2007, la crisi energetica e climatica, la crisi finanziaria, hanno spinto alcuni governi nazionali, soprattutto Orientali e del Golfo, numerose aziende private e diversi fondi di investimento a ricercare terreni nel continente africano. La possibilità di ricevere nuovi investimenti nel settore agricolo è stata accolta con favore da numerosi governi africani, i quali attuano politiche di attrazione degli investimenti su larga scala e giustificano le concessioni dei terreni con la grande disponibilità di risorse nel territorio. I governi nazionali in Africa sub-sahariana condividono una notevole aspettativa sui grandi investimenti esteri in agricoltura, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di modernizzare il settore agricolo e favorire lo sviluppo rurale. Land grabbing e regolamentazione del fenomeno: scenario win-win? La recente ondata di acquisizioni di terra che ha investito il continente africano, secondo diverse organizzazioni della società civile, ha però messo in crisi la sussistenza di milioni di piccoli produttori e determinato problemi di accesso alla risorse, insicurezza alimentare e insostenibilità ambientale. Nel continente africano oltre il 90% della popolazione utilizza la terra seguendo le regole dalla tradizione e non possiede dei titoli formali di possesso. In questo contesto, le acquisizioni di terra hanno penalizzato in particolare le popolazioni e le comunità che utilizzano la terra su base comune, come piccoli agricoltori, pastori e cacciatori, i cui diritti sulla terra sono debolmente riconosciuti o del tutto negati. Le maggiori organizzazioni internazionali hanno progressivamente portato la loro attenzione sul fenomeno del land grabbing e proposto, nel 2010, dei principi per gli

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Parole chiave

sviluppo rurale
land grabbing
accaparramento della terra
land use change
land deal
investimenti agricoli
investimenti in agricoltura

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