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Il proibizionismo delle droghe

L'Elaborato si pone l'obiettivo di analizzare il fenomeno del proibizionismo delle droghe sotto l'aspetto dell'economia politica e sociale per poi passare ad una finale simulazione contabile circa l'applicazione di un sistema regolamentato all'interno del mercato italiano. La tesi si compone di tre capitoli: il primo, si pone l'intento di andare ad individuare la genesi del proibizionismo delle droghe, evidenziando le tre leggi cardine che hanno generato tale fenomeno. Il secondo capitolo analizza le conseguenze economiche e sociali portate del proibizionismo. Concentrando l'analisi sull'espansione delle organizzazioni criminali, le quali, sempre più spesso assumono un ruolo centrale. Successivamente, la parte centrale dell'elaborato dedica un'analisi circa dei mercati di cocaina, cannabis ed eroina. Non sono state inserite droghe sintetiche a causa di assenza di dati affidabili. Infine, il terzo ed ultimo capitolo realizza un'analisi costi e benefici del fenomeno proibizionistico, concludendo con una simulazione contabile (sperimentale) applicata nel mercato italiano, fornita della teoria economica.

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5 1.LA GENESI DEL PROIBIZONISMO MODERNO Il postulato proibizionista, derivante dalle definizioni degli organismi internazionali, come Nazioni Unite ed Onu, considera da sempre l’uso delle droghe un fenomeno patologico, allegando al termine stupefacente il sinonimo di sostanze illegale. La legge proibizionista ha sempre posto come obiettivo principale quello di evitare qualsiasi contatto di qualsiasi persona con qualsiasi tipologia di droga, indipendentemente dagli effetti e dalle conseguenze che esse possono portare 1 . Tuttavia, il consumo di sostanze psicotrope, non è affatto un evento recente, anche se non è facile individuare l’esatte dimensione del fenomeno in passato. Fin dai tempi più antichi le persone hanno sempre consumato sostanze stupefacenti ovvero sostanze capaci di alterare l’attività mentale. Per via del loro potenziale psicotropo, nel corso degli anni e dei secoli, tali sostanze sono state sempre più spesso utilizzate oltre che nell’uso medico- terapeutico, anche a scopo ricreativo o nei contesti religiosi e culturali. Alcune sostanze, anche a distanza di secoli, sono rimaste confinate nelle zone d’origine, ed oggi come in passato continuano ad essere consumate. Altre droghe, soprattutto con l’intensificarsi degli scambi commerciali, si sono diffuse ottenendo successi in ogni latitudine del mondo 2 . Il tabacco scoperto da Colombo in America, si diffuse in Europa e poi in Asia a partire dalla stessa data, per diventare dei business più profittevoli dell’era nostra. Gli stessi alcolici, ottenuti con la fermentazione di zuccheri, hanno una genesi antichissima. Alceo nel distico professo come il tabacco avrebbe assunto il ruolo di sostanza più antica al mondo diventando nei secoli la sostanza più diffusa tra le popolazioni mediterranee che l’hanno distillata. Il caffè dell’altopiano etiopico fu introdotto dall’arabi ed esportato in Europa già intorno al 1500 a.C 3 . Nelle civiltà primordiali come nella società moderna, l’uso della droga fu sempre gestito dal potere, per motivi mistici, religiosi, terapeutici, bellici e politici. Si tratta delle droghe naturali più importanti in termini di domanda di mercato come: l’alcol, la cocaina, l’hascisc, l’oppio e la marihuana. Tutte con radici molte lontane nel tempo. Le sostanze di origine asiatica e orientale presentano autori classici più celebri fra i loro osservatori. Erodoto, descrive l’hascisc nel quarto libro delle Storie. Inoltre, la canapa indiana e l’oppio (che si ricava dal papavero) sono al centro di uno dei racconti di Marco Polo. Nei testi storici sono presenti sia usi rituali che religiosi delle piante da cui provengono sostanze (considerate sacre). I due esempi più chiari di come nasce e si sviluppa il proibizionismo attorno a tali sostanze, attengono alla cocaina e l’oppio, diverse fra loro ma con una genesi molto simile. Il caso 1 Arnao, proibizionismo antiproibizionismo e droghe, Edizione editoriale Marcello Baraghini pag. 5 2 M. Verga. Guerrini, La droga espiatoria- un’analisi critica del proibizionismo- 2004, Milano p.21 3 M. Verga. Guerrini, La droga espiatoria- un’analisi critica del proibizionismo- 2004, Milano p.21

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Biondini Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7522 click dal 10/01/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.