Il bestiario di Dino Buzzati

Il mio lavoro di tesi indaga una precisa parte della vasta produzione di Buzzati, ossia quella che vede protagonista il mondo degli animali, accostato a quello degli uomini.
Tale ricerca si dipana su tre fronti: il primo biografico, volto a illustrare lo stretto legame tra la vita personale dell'autore e il lavoro letterario; il secondo svela l'importante influsso della favola esopica nella sua produzione; mentre il terzo indaga le tecniche e gli espedienti retorici volti a illustrare il complesso rapporto tra l'uomo e l'animale.

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2 INTRODUZIONE Il bestiario, nella forma in cui si è venuto a delineare in epoca medievale, è un'opera unitaria che, alla catalogazione delle diverse specie animali, combina una componente didattica, consistente in una spiegazione moralizzante, abbinata alla descrizione stessa della bestia presa in esame. Tale categoria di opere vede degli antichi e illustri predecessori nella tradizione letteraria: tra questi, per quanto riguarda il mondo occidentale, troviamo la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (nella parte che tratta la zoologia, ossia dal libro VIII al libro XI), e all'anonimo Physiologus greco. Nel corso dei secoli i bestiari hanno conosciuto una grande fortuna in ambito letterario, potendo avvalersi della affabulazione e del fantastico per trasmettere al contempo insegnamenti e precetti moralizzanti, tanto che anche il XX secolo ha potuto accogliere tra le sue fila alcune opere senz'altro riconducibili al genere sopracitato, appartenenti a nomi illustri come Trilussa, Montale, Moravia, Tozzi, Palazzeschi, e Landolfi. Dino Buzzati, l'autore qui preso in esame, non ha mai pensato alla stesura di un vero e proprio bestiario nel corso della sua pur lunga produzione artistica: lo rammenta Claudio Marabini, nella prefazione alla raccolta di racconti e articoli, da lui stesso curata – e intitolata, per l'appunto, Bestiario 1 – che è uno dei libri fondamentali da cui muove il nostro lavoro. Presa coscienza di ciò, diremo che si può ugualmente parlare di un bestiario di Dino Buzzati e che va oltre ai testi a cui Marabini si è proposto di trovare una collocazione stabile e ordinata. Il suo bestiario si districa difatti lungo tutto l'arco della sua opera: le sue parti vanno ricercate nei romanzi, nei racconti, negli articoli di giornale, e persino nei quadri e nei disegni ideati dalla mente dell'autore bellunese; un repertorio talmente vasto che risulterebbe quasi impossibile, e forse neanche opportuno, racchiudere all'interno di un'unica opera. Ma basta forse la mera enumerazione di scritti che vedono protagonisti animali o creature fantastiche per poter parlare di un bestiario? Certamente no: componente essenziale, come indicato precedentemente, è la funzione didattico-morale che 1 Claudio Marabini, Prefazione, in Dino Buzzati, Bestiario (a cura di), Milano, Mondadori, 1991, 2002, pp. 7-14. D'ora innanzi i rimandi al suddetto volume verranno indicati con la sigla "B", seguita dal numero di pagina/e corrispondente alla citazione.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Andrea Suverato Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

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