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Valutazione dello stato ecologico del bacino idrografico del fiume Musone (Marche) mediante applicazione di indici biotici (diatomee e macroinvertebrati) e chimici (LIMeco)

L’obiettivo di questo studio è la valutazione della qualità ecologica del bacino idrografico del fiume Musone tramite gli indici biologici EPI-D (Dell’Uomo et al., 2004) e multihabitat (Buffagni et al., 2007) e l’indice chimico LIMeco (D.M. 260/2010). E' stata data particolare importanza alle diatomee (EPI-D) per verificare in che modo la realtà descritta usando questi bioindicatori si correla con i risultati ottenuti tramite i macroinvertebrati bentonici (indice multihabitat) e il giudizio di qualità ottenuto dai parametri chimici delle acque del fiume (LIMeco).
I campioni di diatomee sono stati raccolti nel corso di diversi sopralluoghi effettuati nei mesi di maggio e settembre-ottobre dell’anno 2012, periodi stagionali corrispondenti rispettivamente ai regimi di morbida e di magra del fiume. I prelievi sono stati effettuati in punti diversi del bacino: quattro lungo l’asse principale del fiume Musone e due sui suoi due affluenti. Queste stazioni di campionamento sono le stesse in uso presso le ARPAM di Macerata ed Ancona.
Per quanto riguarda gli indici LIMeco e multihabitat, ho partecipato attivamente alle campagne di raccolta dei dati, mentre l’elaborazione degli stessi è stata effettuata dai biologi ARPAM coinvolti in questo studio. Quanto all’indice EPI-D, ho proceduto direttamente ai campionamenti, alla determinazione dei taxa e all’elaborazione dei dati. Inoltre, ho personalmente eseguito tutte le correlazioni che riguardano i risultati biologici e chimici.
I risultati di entrambi gli indici biotici hanno mostrato che la qualità biologica del Musone è molto buona solamente nel tratto più a monte. Man mano che si scende verso la costa, si assiste ad un costante peggioramento dello stato ecologico del fiume.
Quanto ai due affluenti Fiumicello ed Aspio, si può affermare che in generale la qualità delle loro acque è paragonabile con quella delle stazioni sul corso d’acqua principale che si trovano nello stesso tratto. Questa realtà ambientale descritta dall’EPI-D e dall’indice multihabitat si correla molto bene con quanto rilevato dal LIMeco. Ma mentre il LIMeco, basandosi sui parametri chimici, tende a fornire una valutazione sulla qualità delle acque nel momento in cui si effettuano i prelievi, gli altri due indici biologici danno una risposta complessiva delle variazioni ambientali che si sono verificate nel corso dei 3-4 mesi precedenti al periodo di campionamento. La loro indicazione si basa sugli adattamenti degli organismi a vivere in acque con diversi gradi di inquinamento. Nonostante i risultati dell’EPI-D e dell’indice multihabitat si presentino in grande accordo, il primo si è rivelato più sensibile, evidenziando piccole variazioni della qualità delle acque non apprezzabili così dettagliatamente con l’indice multihabitat.
L’EPI-D è stato messo a confronto con altri indici diatomici utilizzati in Europa e i risultati ottenuti hanno mostrato che tra loro c’è una buona affinità. I due indici biologici sono poi stati correlati con i parametri chimici sui quali si basano, ottenendo risultati convincenti. Inoltre, gli indici EPI-D e multihabitat sono stati correlati fra loro e con il LIMeco. In tutti i casi i risultati sono ottimi, confermando che c’è una corrispondenza molto buona fra questi indicatori della qualità ecologica dei fiumi. Infine, correlando l’indice multihabitat con i cloruri si è visto che come la diatomee, anche i macroinvertebrati bentonici sono molto sensibili a questi composti. Per quest’ultimo motivo è stato proposto di migliorare l’affidabilità del LIMeco considerandovi anche i cloruri, che rappresentano un fondamentale fattore di inquinamento per tutte le comunità biologiche dei corpi idrici continentali. In conclusione, seppure tutti e tre gli indici impiegati hanno mostrato tra loro una buona correlazione, tuttavia ognuno di essi ha messo in evidenza paricolari aspetti della situazione del bacino idrografico del fiume Musone. Come a dire che il mosaico ambientale risulta tanto più complesso quanto maggiore è il numero delle sue tessere che vengono considerate.

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1 INTRODUZIONE E SCOPO DELLA TESI Il rapporto tra l’uomo e il fiume è stato nel passato ed è ancora oggi di fon- damentale importanza per il progresso della civiltà umana. Negli ultimi secoli il continuo sviluppo tecnologico, la crescente pressione antropica e la scarsa sensibilità verso l’ambiente hanno portato ad un progressivo deterioramento della qualità del- le acque. Purtroppo, i fiumi sono stati sempre considerati come recipienti naturali per gettare rifiuti di varia origine, spesso provocando effetti tossici sugli organismi acquatici e di conseguenza anche sull’uomo. Fortunatamente, negli ultimi decen- ni si sta affermando, se pur lentamente, una maturazione culturale che, partita da una visione antropocentrica, secondo la quale l’acqua deve essere salvaguardata per usi potabili, domestici ed industriali, ha portato ad una visione ecosistemica, secon- do la quale il ripristino della funzionalità ecologica rappresenta l’obiettivo primario. Ciò è anche avvalorato dalla direttiva europea “Water Framework Directive WFD 2000/60/EC” nella quale, per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici, assumono rilevante interesse gli indicatori biologici, tra i quali le diatomee, le ma- crofite, i macroinvertebrati e i pesci. In questa tesi, in particolare, verranno presi in considerazione le diatomee quali maggiori componenti del fitobenthos fluviale e i macroinvertebrati come rappresentanti dello zoobenthos. Le diatomee sono considerate efficienti bioindicatori poiché presenti in grande abbondanza lungo tutta l’asta fluviale, ma compaiono con specie differenti nei vari habitat, in dipendenza delle condizioni ambientali e delle caratteristiche chimico- fisiche delle acque. Inoltre, sono facilmente campionabili ed è ben conosciuta la loro sistematica ed autoecologia, come evidenziato da numerose fonti bibliografiche. Tra le più importanti: Bourrelly (1981), Hofmann (1994) e Van Dam et al. (1994). La validità delle diatomee per la valutazione della qualità dei fiumi è documentata da numerosi simposi internazionali, tenutisi negli ultimi decenni a Douai (Francia) 1997, Durham (Inghilterra) 2000, Cracovia (Polonia) 2003, Balaton (Ungheria) 2006, Lussemburgo (Gran Ducato del Lussemburgo) 2009 e Alcalà de Henares (Spagna) 2012. Anche i macroinvertebrati, parimenti alle diatomee, sono ritenuti tra gli orga- nismi più adatti, specialmente a livello di struttura di comunità, ad indicare con immediatezza le alterazioni indotte in un corso d’acqua. Ciò è giustificato da alcune peculiari caratteristiche di questo gruppo di organismi: sono ubiquitari, abbondanti e relativamente facili sia da campionare che da identificare ed hanno un ciclo di vita abbastanzalungodapermetterediregistrarelevariazionidellaqualitàdell’ambiente. A livello europeo, per valutare lo stato ecologico dei corsi d’acqua tramite le 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Ambientali

Autore: Matteo Iosi Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

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