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La creazione di valore condiviso: profittabiltà del modello

Informazioni tesi

  Autore: Mario Sabelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Direzione delle Imprese - Marketing
  Relatore: Enzo Peruffo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 276

Il soggetto affrontato in questa tesi è un elemento chiave della strategia e del suo fine ultimo, un nuovo tema che sta acquisendo crescente importanza nell’ambito economico: la relazione di valore che intercorre tra business, società e comunità. Molto spesso infatti, si ha la sensazione che la prosperità del business non ritorni poi nel network in cui è stata creata, sotto forma di maggior valore.
La comunità molto spesso non beneficia direttamente dalla crescita economica o dei profitti di business, e per questo motivo esistono molti sistemi volti a regolarlo: l’aumento delle tasse, la regolamentazione dell’azione aziendale in campi ristretti, etc. È opinione sempre più diffusa che questo non sia il sentiero giusto per una condivisione di valore, perché anche se il business è il driver fondamentale del benessere, solo un’economia in salute può ammettere standard di vita migliori e nuova occupazione. Perciò in una situazione dove il business e la società sono in guerra, non ci sarà alcun miglioramento né per la società né tantomeno per il network.
Storicamente l’economia ha cercato di interagire con i problemi sociali, soprattutto con l’utilizzo della corporate social responsibility (CSR). Molte aziende hanno intenzione di essere buoni cittadini, altre donano soldi a molte organizzazioni no profit o impiegano i dipendenti come volontari. L’idea di fondo è quella di diffondere parte di valore catturato da parte delle aziende nel sistema, dimostrando di tenere al proprio ambiente. La CSR è una strada per farlo, ad esempio ampliando i punti di incontro con la comunità, ma questa filosofia non sta funzionando in quanto abbassa la remunerazione del business. Inoltre la CSR non è pienamente adottata perché ancora non è stato compreso dalle organizzazioni e dalle comunità la radice del problema. Si rende necessario trovare il modo di invertire le famose spirali di Mishkin (1997) e suggerire alle aziende di essere attente al sociale, non puntando al not-for-profit, in quanto non sarebbe sostenibile, quanto al “not (too much) profit” o meglio ancora al profit “good enough”, per usare una frase mutuata dallo psicoanalista Winnicott (1974), che aveva introdotto il concetto di “madre sufficientemente buona”, da preferire alla “madre perfetta”, in modo tale da migliorare il sistema in cui si opera e incentivare la costruzione di spirali competitive positive tra i diversi attori.

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7 INTRODUZIONE Il soggetto affrontato in questa tesi è un elemento chiave della strategia e del suo fine ultimo, un nuovo tema che sta acquisendo crescente importanza nell‟ambito economico: la relazione di valore che intercorre tra business, società e comunità. Molto spesso infatti, si ha la sensazione che la prosperità del business non ritorni poi nel network in cui è stata creata, sotto forma di maggior valore. La comunità molto spesso non beneficia direttamente dalla crescita economica o dai profitti di business, e per questo motivo esistono molti sistemi volti a regolarlo: l‟aumento delle tasse, la regolamentazione dell‟azione aziendale in campi ristretti, etc. È opinione sempre più diffusa che questo non sia il sentiero giusto per una condivisione di valore, perché anche se il business è il driver fondamentale del benessere, solo un‟economia in salute può ammettere standard di vita migliori e nuova occupazione. Perciò in una situazione dove il business e la società sono in guerra, non ci sarà alcun miglioramento né per la società né tantomeno per il network. Storicamente l‟economia ha cercato di interagire con i problemi sociali, soprattutto con l‟utilizzo della corporate social responsibility (CSR). Molte aziende hanno intenzione di essere buoni cittadini, altre donano soldi a molte organizzazioni no profit o impiegano i dipendenti come volontari. L‟idea di fondo è quella di diffondere parte di valore catturato da parte delle aziende nel sistema, dimostrando di tenere al proprio ambiente. La CSR è una strada per farlo, ad esempio ampliando i punti di incontro con la comunità, ma questa filosofia non sta funzionando in quanto abbassa la remunerazione del business. Inoltre non la CSR non è pienamente adottata perché ancora non è stato compreso dalle organizzazioni e dalle comunità la radice del problema.

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