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Il declino economico dell'Italia: tesi a confronto

Questo lavoro si occupa di indagare il tema del declino economico dell'Italia sia attraverso una lettura critica della letteratura in materia, sia attraverso la raccolta, l'elaborazione e la presentazione di dati sulle principali variabile macroeconomiche e della crescita.

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1 INTRODUZIONE Questa tesi si propone di analizzare il tema del “declino economico dell‟Italia”. La scelta dell‟argomento si deve al crescente spazio che questo ha conquistato nel dibattito economico (italiano e non) degli ultimi anni; infatti sono molti i contributi al dibattito che si prefiggono di svelare le cause del presunto declino dell‟economia italiana. In particolare è dalla seconda metà degli anni ‟90 che questo argomento di discussione vede la luce; in questo periodo, infatti, l‟Italia entra in una fase di stagnazione economica e di maggiori difficoltà –rispetto alle altre più importanti economie del mondo– nel fronteggiare la globalizzazione e la crescente concorrenza internazionale, accresciuta dall‟ingresso nel commercio internazionale dei NICs asiatici, in particolare della Cina, negli anni in cui l‟ Italia si accinge a far parte dell‟unione monetaria europea con il suo sistema di cambi fissi e aggiustabili, passo preliminare alla creazione della moneta unica. Questa maggiore difficoltà è evidente se si considera che, secondo dati Eurostat, nel 1990 il reddito pro–capite italiano aveva raggiunto il 102% di quello medio UE e nel 1995 addirittura il 121% di quest‟ultimo, coronando così un processo di convergenza verso i livelli di reddito per abitante delle maggiori economie mondiali. Anche il confronto con gli USA mostra un processo di convergenza che conduce la quota del reddito pro-capite italiano su quello statunitense dal 68% del 1970 al 79% del 1990. Nella seconda metà degli anni ‟90, invece, si assiste al processo opposto, anno dopo anno il reddito pro–capite italiano scende al 118% di quello UE nel 2000, al 105% nel 2005, fino al 98,6% nel 2010. Anche nel confronto con gli USA, il processo di convergenza si blocca, infatti nel 2007 il reddito per abitante italiano è al 66% di quello USA. Nonostante ciò all‟interno dei trentaquattro paesi OECD il PIL italiano rimane al sesto posto (ottavo al mondo visto che non sono membri Cina e India), tuttavia il PIL pro–capite si colloca al ventesimo posto 1 . Questa tesi vuole dare risposta innanzitutto all‟interrogativo riguardo l‟esistenza o meno del presunto declino dell‟economia italiana, esaminandone quelle che sono 1 I paesi OECD sono i più sviluppati e ricchi al mondo, perciò la ventesima posizione dell‟Italia, non la identifica come un pese povero, ma solo con un reddito pro–capite leggermente inferiore alla media degli agli altri paesi più industrializzati.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giorgio Giannini Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1027 click dal 16/01/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.