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I sistemi metaforici concettuali nella politica contemporanea

Voto 110/110 con lode e Dignità di Stampa
Tesi Pubblicata su ''Comunicazione2 - Quaderni di Studi 1997'' - Pitagora Editrice

Scrivere una tesi sulla metafora può provocare un forte senso di smarrimento: si rischia di affogare nel mare magnum delle pubblicazioni su questo argomento; basti pensare che, già 25 anni fa, la bibliografia sulla metafora compilata da W. A. Shibles era lunga 300 pagine e conteneva circa 4000 titoli! A complicare la situazione contribuisce il moltiplicarsi degli approcci attraverso i quali è possibile analizzare il fenomeno metafora: sono passati i bei tempi in cui dominava la retorica; oggi è possibile analizzare la metafora dal punto di vista semiologico, filosofico, semantico. pragmatico, linguistico, psicologico e così via: la parcellizzazione del sapere umano non conosce limiti.
Cercando di superare il senso di vertigine provocato da una tale mole di studi e superando l’indecisione sull’ottica più efficace da utilizzare, si è scelto di adottare una posizione “esperienziale” che consideri la metafora come un “modello”, ma soprattutto come un meccanismo operante nel linguaggio di tutti i giorni, che crea e manifesta nello stesso tempo il nostro modo di vedere la realtà. In altre parole ciò che conta è soprattutto l’esperienza che quotidianamente noi facciamo dei processi metaforici, pur non essendone coscienti: proprio per questo, uno degli obiettivi di questa tesi è stato quello “di elevare la nostra consapevolezza implicita a capacità di distinzione esplicita” .
La conseguenza principale di questa scelta “pragmatica” è stata quella di dare molto più spazio agli esempi pratici selezionati dal campo della politica, mentre le considerazioni di carattere teorico sono state ridotte all’essenziale, anche perchè non sarebbe stato facile in una tesi di laurea contribuire in modo significativo a migliorare le posizioni teoriche già acquisite.
L’unico presupposto che mi preme sottolineare è quello che considera la metafora prima di tutto come un fenomeno del pensiero (metafora concettuale) e solo in un secondo tempo come un fenomeno dell’azione (metafora dell’azione) e del linguaggio (metafora linguistica).
Se questa ipotesi fosse giusta, sarebbe utile tentare di sviluppare una teoria psicologica della retorica attraverso la quale si potrebbe spiegare una delle fondamentali capacità del pensiero umano: la capacità di pensare in modo analogico. Con l’ausilio di questa nuova teoria, diverrebbe assai più agevole tentare un’interpretazione vera e propria dei fenomeni metaforici. Cruciale, ad esempio, sembra il modo in cui ciò che è implicato nella metafora si pone come proiezione di un intero dominio cognitivo in un altro, una proiezione che permette di tracciare molteplici corrispondenze.
Inoltre sarebbe utile correlare la metafora con il processo evolutivo e valutare sia i suoi rapporti con lo sviluppo del pensiero logico e del pensiero narrativo, sia la sua funzione all’interno del processo di apprendimento del bambino.
Mi sembra di poter concludere che la teoria dei sistemi metaforici concettuali, sulla quale si basa questa tesi, si sia dimostrata uno strumento utile e flessibile che può essere agevolmente utilizzato per analizzare non solo il linguaggio della politica, ma anche il linguaggio dell’economia, il linguaggio scientifico, l’ambito conversazionale e numerosi altri campi.
E’ comunque da considerarsi solo un primo passo nella direzione della “teoria generale dell’analogia” sopra citata.
Se qualcuno, dopo avere letto il mio lavoro, sarà in grado di vedere metafore laddove prima non ne aveva neppure sospettato l’esistenza, potrò già dirmi soddisfatto.

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6 I SISTEMI CONCETTUALI METAFORICI NEL LINGUAGGIO POLITICO La metafora appare come un atto necessario ed istintivo della mente che esplora la realtà ed ordina l’esperienza... Tentare un esame approfondito della metafora vorrebbe dire addirittura tentare una ricerca sulla genesi del pensiero stesso. J. M. Murry Volendo cogliere alcune linee di tendenza nell’evoluzione della Retorica, almeno due di esse sembrano essere importanti per gli scopi della mia tesi: 1. Un evidente processo di “restringimento della retorica” sia nei suoi ambiti di applicazione che nello snellimento della sua tassonomia, il quale processo ha subito una netta accelerazione nel XX secolo. 2. Un notevole sviluppo di alcune figure-chiave, come la metafora e la metonimia, che le ha portate ad “allargarsi” sino a riempire egregiamente gli spazi lasciati vuoti dalla “retorica ristretta”. Parlando di “Retorica Ristretta” non può che venirci in mente l’opera omonima di Gérard Genette 1 , nella quale questo doppio processo, indubbiamente speculare, di restringimento-del-tutto ed espansione-delle- parti viene presentato in modo esemplare. Mi sembra utile riassumere brevemente le posizioni di Genette. Vengono infatti descritte le tappe di questo processo di “Restringimento della Retorica”. Ai tempi di Aristotele 1 GENETTE [1976]

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Stefano Bassi Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.