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Il Financial Fair Play: implicazioni e prospettive del business calcistico europeo

Il settore calcio fino alla metà degli anni '80 veniva considerato e pertanto analizzato solo dal punto di vista tecnico-sportivo. Successivamente si è tramutato in un vero e proprio fenomeno economico, tant'è vero che ad oggi, per la gestione di un club calcistico si fa ricorso a specifici modelli utilizzati da aziende appartenenti ad altri settori economici. Taluni club, considerano i loro atleti non come tali, ma come dei veri e propri asset (poichè contribuiscono in maniera incisiva a creare il valore della società stessa) in base ai quali porre in essere le migliori strategie. Un club di grandi dimensioni investe ingenti somme di denaro in questa categoria di asset con l'obiettivo di raggiungere risultati competitivi a livello sportivo, trascurando in tal modo l'aspetto finanziario e creando enormi margini di indebitamento. A tal proposito, tentando di porre rimedio a disparità di origine sempre più attinenti a componenti economiche-finanziarie e gestionali, la UEFA ha lanciato un progetto, una normativa: il Financial Fair Play. Tale normativa persegue l’obiettivo di far le società dai debiti contratti e condurle sulla via dell’autosostentamento, tramite la Break Even Rule, considerata principio elementare di sana amministrazione in base alla quale i club devono investire solo in funzione delle loro entrate.
In tale contesto si colloca il presente lavoro di tesi il cui obiettivo è stato quello di analizzare e approfondire il tema della gestione di una società sportiva e di analizzarla alla luce della normativa sul Financial Fair Play. La tesi si compone di tre capitoli.
Il primo capitolo analizza il tema della gestione dei club calcistici, eviden-ziando le dimensioni organizzative e gestionali, gli aspetti economici e le varie politiche di marketing che contraddistinguono il settore.
Nel secondo capitolo viene presentata la normativa del Financial Fair Play, mettendo in luce la mission, i relativi controlli finanziari in base ai quali vengono valutati i club e le varie criticità della disciplina.
Nel terzo e ultimo capitolo, vengono analizzate le principali implicazioni della normativa. La disamina verte su un focus che individua le principali fonti di ricavo ed effettua una comparazione tra le maggiori società calcistiche europee, dalla quale emergono le principali cause che producono, a sfavore dei club italiani, disuguaglianze in termini di business che, in funzione alla ferrea normativa, potrebbero compromettere la loro competitività negli anni a seguire.
Questo ultimo capitolo viene presentato attraverso analisi specifiche e mirate circa le implicazioni della normativa, ovvero i ricavi rilevanti e gli investimenti che danno credibilità a quello che è il concetto di sosteniblità del calcio nel lungo periodo.
Le analisi all'interno dell'elaborato riguardano:
I) la scomposizione dei ricavi delle maggiori realtà calcistiche europee;
II) Proventi derivanti da attività commerciali, quindi sponsorizzazione e merchandising. Relativamente a queste ultime voci, vengono esaminati nello specifico i 10 contratti di sponsorizzazione tecnica più ricchi d'Europa e il merchandising delle maglie. In tale sezione viene anche esaminato il caso del Paris St. German, il quale attraverso azioni di sponsorizzazione potrebbe eludere la normativa del FFP;
III) L'incidenza degli stadi di proprietà sui bilanci dei club e le varie strategie di diversificazione dei ricavi come ad esempio la cessione dei naming right. Inoltre, vengono esaminati -attraverso box illustrativi- gli esempi più vincenti di impianti multifunzionali come Juventus Stadium, Emirates Stadium, Allianz Arena, Amsterdam Arena;
IV) Strategie e marketing del settore giovanile con approfondimenti circa il network delle affiliazioni del club AC MILAN.

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1 Introduzione Il settore calcio in passato veniva considerato soltanto dal punto di vista tecnico/sportivo. Nel corso degli anni si è tramutato in un vero e proprio fe- nomeno economico. Un club di calcio è considerato come un‟azienda pre- sentando notevoli implicazioni gestionali ed economico-finanziari. Per la gestione di un club, si fa ricorso a specifici modelli adottati dalle aziende di ogni settore economico. Le società di calcio sono organizzate in funzione del contesto socio-economico in cui operano, tant‟è vero che i modelli gestionali di un club calcistico possono avere diversa natura. Essi possono assumere una gestione che va da quella familiare (tipica delle so- cietà di piccole dimensioni) a quella del pubblico business che fa ricorso al mercato dei capitali (tipica dei club di notevole dimensione). Talune socie- tà, considerano i loro atleti come veri asset, poiché contribuiscono in modo incisivo a creare il valore della società stessa, in base ai quali determinare le migliori strategie. Un club di grandi dimensioni, investe ingenti somme di denaro in questi asset, finendo talvolta per raggiungere eccessivi livelli di deficit. Infatti, per conseguire vantaggi competitivi a livello sportivo, i club trascurano spesso la parte finanziaria, creando così spropositati margini di indebitamento. A tal proposito, tentando di porre rimedio a disparità di ori- gine sempre più attinenti a componenti economiche-finanziarie e gestionali, la UEFA ha lanciato un progetto, una normativa: il Financial Fair Play. Tale normativa persegue l‟obiettivo di far le società dai debiti contratti e condurle sulla via dell‟autosostentamento, tramite la Break Even Rule, con- siderata principio elementare di sana amministrazione in base alla quale i club devono investire solo in funzione delle loro entrate.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Zerbo Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2090 click dal 05/02/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.