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Efficienza energetica e quartieri sostenibili. Uno studio sperimentale.

Le tematiche relative ai problemi ambientali legati al rapporto uomo-natura stanno assumendo da diversi anni una crescente rilevanza all’interno della collettività e sono sempre più numerose le discipline che si interessano di tali problematiche, seppur da diverse prospettive. Gli psicologi, utilizzando il contributo offerto dalle loro conoscenze su come e perché le persone si comportano in un certo modo, possono contribuire sia sforzandosi ad indirizzare gli individui verso dei comportamenti pro-ambientali, sia suggerendo strategie appropriate per la modifica del comportamento. Uno specifico apporto è dato dalla psicologia ambientale, un settore della psicologia, il cui scopo è quello di studiare i processi psicologici, il comportamento umano e il benessere delle persone in relazione alle caratteristiche fisiche o socio-fisiche degli ambienti di vita quotidiana. La psicologia ambientale si muove all’interno di un paradigma teorico di riferimento definito ecologico, riconducibile alla psicologia sociale lewiniana, spesso definito “transazionale-contestuale”, come suggerito da Stokols e Altman (1987). Fondamentale è il versante della psicologia ambientale orientata verso la dimensione umana nei cambiamenti ambientali e allo “sviluppo sostenibile”, che studia il rapporto tra le persone e gli ambienti “naturali” e analizza i fattori psicologici implicati nei fenomeni e nei cambiamenti degli ambienti bio-ecologici o ecosistemi, e prende il nome di nuova psicologia ecologica o psicologia ambientale della sostenibilità.
All’interno di suddetta cornice teorica si muove il seguente lavoro che si propone di descrivere le principali determinanti psicologiche del comportamento pro-ambientale e di esaminare con particolare attenzione lo stress ambientale. Nello specifico verrà presentata una ricerca empirica che ha come contesto l’area urbana di Cagliari e hinterland. La ricerca si pone come obiettivo quello di esaminare e valutare l’intenzione individuale ad intraprendere alcuni comportamenti pro-ambientali relativi all’efficienza energetica e alle fonti energetiche rinnovabili in relazione allo stress ambientale. Le intenzioni verso tali comportamenti sono state esaminate in relazione allo stress ambientale in quanto come emerso dagli studi di Hovland e Stolberg (2006) lo stress ambientale potrebbe portare ad intraprendere comportamenti pro-ambientali.
Un ulteriore obiettivo della ricerca è quello di valutare se la trasmissione di nuove informazioni attraverso differenti canali possa incrementare l’intenzione di intraprendere alcuni comportamenti pro-ambientali.
Nella prima parte verrà delineato il quadro generale con una panoramica sui principali contributi all’analisi dei comportamenti ecologici, che servirà da riferimento per la ricerca svolta nella parte conclusiva.
Più in dettaglio, nel primo capitolo verrà definito in generale il concetto di comportamento ecologico e prese in esame le principali determinanti psicologiche che possono influenzare la messa in atto dei comportamenti: gli atteggiamenti ambientali, l’influenza normativa, il concetto di percezione di controllo personale, l’intenzione comportamentale e le emozioni. Si conclude la disamina, con il rapporto tra le conoscenze e l’informazione, e il ruolo che queste hanno nell’influenzare i comportamenti pro-ambientali. Nel secondo capitolo viene preso in esame il concetto di stress in riferimento allo stress ambientale, vengono individuati inoltre i principali stressori ambientali e i loro effetti. In ultimo viene approfondita la relazione tra lo stress ambientale e i comportamenti ecologici. Nel terzo capitolo viene presentata la ricerca empirica della quale vengono illustrati gli obiettivi e le ipotesi, la metodologia e le procedure utilizzate, insieme con i risultati delle analisi statistiche. Nel quarto capitolo vengono discussi i risultati della ricerca empirica in relazione alla letteratura e vengono tracciate le conclusioni e delineati possibili sviluppi futuri.

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1 Introduzione Le tematiche relative ai problemi ambientali legati al rapporto uomo-natura stanno assumendo da diversi anni una crescente rilevanza all’interno della collettività e sono sempre più numerose le discipline che si interessano di tali problematiche, seppur da diverse prospettive. Gli psicologi, utilizzando il contributo offerto dalle loro conoscenze su come e perché le persone si comportano in un certo modo, possono contribuire sia sforzandosi ad indirizzare gli individui verso dei comportamenti pro- ambientali, sia suggerendo strategie appropriate per la modifica del comportamento (Nisbet & Gick, 2008). Uno specifico apporto è dato dalla psicologia ambientale, un settore della psicologia, il cui scopo è quello di studiare i processi psicologici, il comportamento umano e il benessere delle persone in relazione alle caratteristiche fisiche o socio-fisiche degli ambienti di vita quotidiana (Bonnes & Secchiaroli, 1992; Bonnes & Carrus, 2004). La psicologia ambientale si muove all’interno di un paradigma teorico di riferimento definito ecologico, riconducibile alla psicologia sociale lewiniana, spesso definito “transazionale-contestuale”, come suggerito da Stokols e Altman (1987). Fondamentale è il versante della psicologia ambientale orientata verso la dimensione umana nei cambiamenti ambientali e allo “sviluppo sostenibile”, che studia il rapporto tra le persone e gli ambienti “naturali” e analizza i fattori psicologici implicati nei fenomeni e nei cambiamenti degli ambienti bio- ecologici o ecosistemi, e prende il nome di nuova psicologia ecologica (Bonnes & Nenci, 2002) o psicologia ambientale della sostenibilità (Bonnes, 2003). All’interno di suddetta cornice teorica si muove il seguente lavoro che si propone di descrivere le principali determinanti psicologiche del comportamento pro-ambientale e di esaminare con particolare attenzione lo stress ambientale. Nello specifico verrà presentata una ricerca empirica che ha come contesto l’area urbana di Cagliari e hinterland.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Saba Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 615 click dal 05/02/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.