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La Palermo Arabo - Normanna: Una Città Tra Due Mondi

Cenni storici sul periodo arabo e su quello normanno nel meridione d'Italia.
[…] Collegata all'Africa, al Levante e all'Europa, la Sicilia è sembrata a volte il centro stesso del mondo civile; tuttavia per gli stessi motivi, anche il punto dove imperi estranei si affrontavano per risolvere le loro divergenze. Sta di fatto che, fino a quando la strada maestra fra Oriente e Occidente passa per lo stretto di Messina, l'esser padroni della Sicilia ebbe sempre un particolare valore strategico ed economico.
Uno dei risultati, di questa sorta di involontario protagonismo storico, fu il crearsi di una fusione o talvolta "confusione" di culture, ed è proprio questo a conferire alla storia della Sicilia un suo fascino particolare. Molti popoli successivi avrebbero lasciato al loro impronta nell'architettura locale, nei metodi agricoli, nei costumi e nei dialetti popolari e persino nel paesaggio. Ciò nonostante, comportandosi più da colonialisti che da colonizzatori, i vari invasori stranieri finirono per arrecare all'economia dell'isola un danno irreparabile.
Ed è proprio a questa ricorrenza o alternanza della storia siciliana, che vede da un lato una serie di popoli invasori e, dall'altro, la popolazione soggetta, che si rifà il tema principale di questo lavoro, che si prefigge lo scopo, attraverso l'analisi delle fonti e delle testimonianze, di determinare i caratteri, i particolarismi e le peculiarità di uno dei momenti più importanti e significativi della storia della Sicilia, sia per quanto riguarda la sua storia interna sia, per quanto riguarda i suoi rapporti e con la penisola e con il resto del bacino Mediterraneo. Pur cercando di ricostruire il tutto, secondo i nessi essenziali, e, semplificando al massimo mi sono trovato di fronte a una tale mole di avvenimenti, a una tale varietà di personaggi e a una tale ricchezza di informazioni, da indurmi a una limitazione dei periodi.
La scelta di Palermo, prima capitale araba e successivamente normanna, mi è sembrata, più che un fatto facoltativo, una tappa obbligata. Gli avvenimenti, i protagonisti, gli interessi che legarono indissolubilmente questa città alla Sicilia, all'Italia e all'Europa stressa, traggono origine da quel connubio di tolleranza e capacità dirigenziale del periodo arabo-normanno, di cui Palermo propria, con i suoi monumenti, la sua urbanistica e organicità politico amministrativa, ne è la massima espressione. Una città dove cattedrali, chiese e palazzi riuniscono, nell'arte e nell'architettura, le tre grandi civiltà di quell'epoca, la nord-europea, la bizantina e la saracena. Luogo d'incontro tra latini, teutonici, cristiani e musulmani, in una magnifica inconfutabile testimonianza di illuminata tolleranza ignota ovunque nell'Europa medievale e raramente uguagliata nei secoli che seguirono.

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4 INTRODUZIONE ‘ La strada adesso era in leggera discesa e si vedeva Palermo vicina completamente al buio. Le sue case basse e serrate erano oppresse dalla smisurata mole dei conventi; di questi ve ne erano decine, tutti immani, spesso associati in gruppi di due o tre, conventi di uomini e di donne, conventi ricchi e conventi poveri, conventi nobili e conventi plebei… Smunte cupole dalle curve incerte simili a seni svuotati di latte si alzavano ancora più in alto, ma erano essi, i conventi, a conferire alla città il senso la cupezza sua e il suo carattere, il suo decoro… Ed era contro di essi che in realtà erano accesi i fuochi delle montagne, attizzati del resto da uomini assai simili a quelli che nei conventi vivevano, fanatici come essi, chiusi come essi, come essi avidi di potere, cioè, com’è l’uso, di ozio. 1 ’ 1 Giuseppe Tommasi Di Lampedusa, Il Gattopardo, ed. Feltrinelli, Milano, 1994, pp. 35-36.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Monacò Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

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