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MAIHIME di MORI ŌGAI: memorie di un amore impossibile

Nel 1853, le navi nere del commodoro Perry entrarono in acque giapponesi reclamando, con la minaccia della forza, l’apertura dei porti dell’arcipelago al commercio internazionale. La violenta penetrazione si concluse con la cosiddetta Restaurazione Meiji, inaugurata nel 1868 dal nuovo imperatore, che avviò una poderosa impresa di ammodernamento e di occidentalizzazione dello stato e della società. Attraverso un dettagliato programma di riforme, nello spazio di pochi anni, il Giappone divenne l’unico paese extraeuropeo in grado di raccogliere la sfida dell’Occidente, emergendo sulla scena internazionale come una grande potenza economica e militare.
Da questo momento, viaggiare all’estero e conoscere almeno una lingua straniera, divennero prerogative necessarie per assicurarsi una posizione d’élite all’interno dell’Impero. Fu così che, incentivati dalle più alte cariche dello stato, giovani giapponesi lasciarono il paese d’origine per recarsi alla studio di questo mondo altro.
Mori Ōgai fu proprio uno di questi e, nel 1884, partì alla volta della Germania, dove trascorse un periodo di quattro anni. Rientrato in patria, iniziò a dedicarsi alla stesura di uno dei primi romanzi moderni giapponesi legati alla corrente romantica e alle esperienze vissute dall’autore in Germania: la Trilogia tedesca. Maihime (La Ballerina) è, tra i racconti che compongono l’opera, l’oggetto di studio di questo lavoro. Articolato in tre capitoli, esso ne analizza la trama, l’ambito storico e culturale in cui fu prodotto, lo stile linguistico e alcuni degli approcci critici ad essa connessi. Infatti, partendo da una breve sintesi della vita e delle opere prodotte dall’autore, nel primo capitolo, verranno presentate le nuove forme letterarie introdotte nell’arcipelago in seguito all’incontro con l’Occidente e le caratteristiche dell’intera trilogia tedesca.
Il secondo capitolo, invece, offrirà uno studio più dettagliato de La Ballerina: l’intreccio della storia narrata, l’aspetto artistico e strutturale e le principali tematiche in essa affrontate, quali l’individualismo e quel forte senso emozionale tipico della cultura classica giapponese, conosciuto come aware. Nel terzo capitolo si procederà all’analisi della protagonista femminile dell’opera, una donna tedesca di nome Elise, della storia d’amore che vivrà con un giovane giapponese, Ōta Toyotarō, e delle tragiche conseguenze che la relazione tra due persone appartenenti a culture profondamente diverse avrà nelle loro vite. Infine, si esamineranno tutti quegli elementi che hanno spinto gli studiosi di Ōgai nel mondo a ritenere Maihime un’opera autobiografica, in cui l’autore, attraverso gli occhi e le parole del protagonista, avrebbe svelato se stesso rivivendo le “memorie del suo amore impossibile”.

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7 CAPITOLO I Mori Ōgai Medico, uomo d’arme, traduttore e scrittore, Mori Ōgai è stato uno dei maggiori intellettuali del periodo Meiji (1868-1912) ed è considerato, insieme a Natsume Sōseki (1867-1916), una delle colonne portanti della letteratura moderna giapponese. Grande ammiratore dell’Occidente, in particolare della cultura tedesca, fu uno dei primi studiosi incaricati dal governo a dirigersi all’estero. Nella fase iniziale della sua carriera letteraria aderì con entusiasmo al programma di “Civiltà e Illuminismo” inaugurato dall’imperatore Meiji tanto che, secondo alcuni critici, è suo il merito di aver introdotto temi psicologici propriamente occidentali nella letteratura giapponese del tempo. In seguito, conscio del fatto che l’eccessivo entusiasmo generato dall’impatto tra due culture diverse aveva portato i giapponesi a rinnegare la propria, tradendo una tradizione millenaria, si oppose a questo atteggiamento e, nella fase

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sara Sorrentino Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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