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L'acqua che sprechiamo. Consapevolezza e azione

L'ipotesi generale dalla quale ha preso avvio il mio lavoro di ricerca è la seguente: se, a livello globale, il 70% dei consumi d'acqua è legato al settore agricolo, allora si potrebbe ridurre sensibilmente la pressione sulle risorse idriche globali puntando l'attenzione sugli sprechi d'acqua legati all'alimentazione.
In questa direzione lo spreco d'acqua si può rintracciare a due diversi livelli. Il primo è connesso al fenomeno dello spreco di cibo poiché ogni volta che viene prodotto (e distribuito, e acquistato) del cibo che viene gettato nell'immondizia vengono sprecate anche le risorse naturali, tra cui l'acqua -oggetto della nostra analisi- che sono servite per produrre quel bene alimentare (a tal proposito si parla di “spreco nello spreco”). Il secondo riguarda le opzioni alternative a quel modo di produzione: se per ottenere lo stesso risultato potevo usare meno risorse e se scelgo di usarne di più è la mia scelta ad implicare lo spreco, indipendentemente dal fatto che il risultato (in questo caso nutrirsi) sia stato raggiunto.
La finalità della mia ricerca è duplice: da una parte è volta ad accumulare una grande quantità di dati scientifici utili a far prendere consapevolezza al lettore circa l'enorme quantitativo d'acqua che sprechiamo attraverso lo spreco di cibo e l'adozione di diete ad elevata domanda idrica; dall'altra desidera proporre una molteplicità di azioni efficaci che potrebbero ridurre sensibilmente le dimensioni di questo spreco.
Le ragioni che mi hanno spinta ad affrontare una ricerca di questo tipo riguardano non solo l'attualità delle tematiche sviluppate ma soprattutto l'estrema urgenza con cui siamo e saremo, nel prossimo futuro, chiamati a confrontarci con le problematiche connesse alla scarsità idrica. Infatti nonostante l'acqua sia una risorsa, per quanto limitata, rinnovabile -in quanto soggetta al ciclo dell'acqua ovvero ad un ciclo chiuso in cui non vi sono perdite-, questa risulta essere già oggi scarsa. Ciò perchè stiamo assistendo ad una crescente domanda mondiale d'acqua dovuta a più motivazioni e, di conseguenza, la velocità con cui utilizziamo le risorse idriche è maggiore della velocità di rigenerazione delle risorse stesse. A ciò si aggiungono l'inquinamento ed i cambiamenti climatici che provocano una riduzione della disponibilità d'acqua dolce utilizzabile per il consumo umano. Senza un'azione tempestiva da parte di tutti questo panorama, destinato ad accentuarsi in maniera significativa nel prossimo futuro, potrebbe scaturire delle vere e proprie guerre per l'accaparramento di questa risorsa.
Come si può comprendere l'oggetto della mia analisi riguarda lo spreco dell'acqua connesso all'alimentazione umana, acqua questa che possiamo definire “virtuale” in quanto contenuta virtualmente nel cibo che consumiamo, o che sprechiamo, e che per questo motivo è stata a lungo trascurata nell'analisi nazionale ed internazionale sullo spreco idrico. Per operare questa ricerca di carattere bibliografico mi sono avvalsa di numerosi dati, recuperati da alcune ricerche svolte per la maggior parte in Italia in questi ultimi anni ma anche, in assenza di queste, da alcune ricerche sviluppate in ambito europeo ed internazionale sul tema. Di conseguenza ho consultato diverse fonti: riguardo alla dimensione nazionale, focus della mia ricerca, ho utilizzato dei libri recentemente redatti; per quanto riguarda invece le dimensioni europea ed internazionale mi sono avvalsa di alcune traduzioni di testi stranieri e di numerosi articoli scientifici.
I risultati conseguiti attraverso la ricerca svolta riguardano la conferma dell'ipotesi iniziale dal momento che è stato verificato che si può risparmiare moltissima acqua prestando attenzione al cibo che consumiamo e riducendo lo spreco di cibo. Dall'analisi effettuata è infatti emerso che piccolissimi accorgimenti in questa direzione, anche se adottati da un singolo soggetto, possono evitare gli sprechi di grandi quantità di questa risorsa così preziosa.

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INTRODUZIONE L'acqua è un elemento essenziale per la vita sulla Terra, ce ne danno prova due dati in particolare: il 71% della superficie terrestre è ricoperto d'acqua ed il 65% del nostro corpo è costituito da acqua. L'acqua rappresenta quindi un bene fondamentale e, per questo motivo, è stata riconosciuta quale diritto umano 1 . Questa risorsa naturale è inoltre un fattore insostituibile per le attività produttive (agricoltura, industria ecc.) e per tutte le attività umane in generale. L'acqua presente nel nostro pianeta è limitata: solo lo 0,001% sui circa 1,4 miliardi di m³ d'acqua presenti sulla Terra è effettivamente disponibile per il consumo umano 2 . Si tratta tuttavia di una risorsa rinnovabile in quanto soggetta al ciclo dell'acqua e quindi ad un ciclo chiuso in cui non vi sono perdite. Sempre più spesso però ci vengono veicolati scenari allarmanti riassumibili in alcuni slogan come “Acqua, petrolio del 2000” o ancora “Acqua, oro blu del 21esimo secolo”. Ma allora, ci si può chiedere, da dove deriva il problema della scarsità idrica? Oggi stiamo assistendo ad una crescente domanda mondiale d'acqua dovuta a più motivazioni, le quali verranno analizzate nei capitoli successivi. Di conseguenza la velocità con cui utilizziamo le risorse idriche è maggiore della velocità di rigenerazione delle risorse stesse. A ciò si aggiungono l'inquinamento ed i cambiamenti climatici che provocano una riduzione della disponibilità d'acqua dolce utilizzabile per il consumo umano. Questo panorama è destinato ad accentuarsi in maniera significativa nel prossimo futuro. A livello globale il 70% dei consumi d'acqua è legato al settore agricolo, con grosse differenze tra i diversi paesi del mondo (poco meno del 40% nei paesi 1 L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 28 luglio 2010, con la risoluzione A/64/L.63/Rev. 1, il diritto all'acqua potabile e sicura e ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani. 2 I dati sopra riportati sono rintracciabili in: Segrè A. et al., Il libro blu dello spreco in Italia: l'acqua, Milano, Edizioni Ambiente, 2012, p. 9. 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Gloria Dalla Pietà Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1076 click dal 18/02/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.