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Elegia ellenistica ed elegia romana: nuove scoperte ed ipotesi

Premessa, l'amore come pathos e dementia, il ruolo del poeta didaskalos, servitium amoris, l'interazione coll'epigramma, bibliografia.

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2 Premessa Le considerazioni prodotte sulle origini storiche dell’elegia erotica latina costituiscono una delle questioni filologico-letterarie più dibattute negli studi classici, in particolar modo a partire dall’inizio del secolo scorso con i determinanti lavori di Fritz Skutsch 1 e di Felix Jacoby 2 L’indagine conoscitiva della sua genesi, dei suoi rapporti con la elegia ellenistica e della sua progressiva evoluzione formano gli obiettivi principali di questo lavoro. I poeti romani si definiscono discepoli ed imitatori dei poeti ellenistici, soprattutto di Callimaco, Filita e Partenio di Nicea. Ma ci sono notevoli incongruenze fra le proposizioni poetiche degli elegiaci romani e il carattere stesso delle loro elegie. L’elegia romana, voce interiore del poeta, che conosce e soffre le pene d’amore, ha carattere preminentemente “soggettivo”. D’altro canto l’elegia alessandrina, costruita com’è non sull’esperienza personale , ma sul racconto di storie d’amore prese dalla tradizione mitico-letteraria della Grecia classica e generalmente narrate in terza persona è di tipologia squisitamente “oggettiva”. La 1 F. Skutsch, Aus Vergils Fruhzeit, Leizig 1901; Gallus un Vergil, Leizig 1906.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Armando Pepe Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3528 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.