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Indagini geofisiche integrate finalizzate alla caratterizzazione di una diga in terra: il caso studio della diga di Sterpeto (Civitavecchia, Roma)

La sempre maggiore richiesta idrica negli ultimi anni, sia a scopo irriguo che potabile, ha portato ad un incremento nella costruzione di opere di ingegneria civile atte ad aumentare la capacità idrica dei luoghi. Le dighe in terra, costruite allo scopo di creare un bacino idrico sbarrando dei corsi d’acqua, hanno rappresentato una valida e vantaggiosa soluzione in questo senso, soprattutto per quanto riguarda la creazione di bacini a scopo irriguo. La convenienza di queste dighe in materiali sciolti sta nel fatto che queste possono accumulare acqua sia a monte del corpo diga che nella parte scavata per ottenere il materiale da costruzione. Dunque si è sviluppato l’interesse, negli ultimi anni, verso nuovi progetti di questo tipo di strutture, ma anche verso la messa in funzione di rilevati già esistenti ed in ora disuso.
Oggetto dello studio è stato un rilevato in terra, costruito negli anni ’60 all’interno dell’azienda agricola di Sterpeto, a Civitavecchia in provincia di Roma, con lo scopo di creare un bacino idrico a scopo irriguo ed ormai in disuso da diversi anni. Lo studio ha avuto come obiettivo la valutazione dell’integrità fisica della diga ed il confronto con il progetto iniziale, in modo da capire lo stato del materiale per un eventuale ritorno in esercizio della struttura.
Lo studio è stato effettuato attraverso l’analisi integrata di indagini geofisiche. In quanto indagini indirette e non invasive, le indagini geofisiche si sono rivelate molto utili, avendo permesso la ricostruzione della struttura della diga e la valutazione dello stato del materiale. Le indagini effettuate sono servite sia come indagini preliminari, per una valutazione delle condizioni globali della struttura, che come punto di partenza per la programmazione ed l’ottimizzazione di future indagini più puntuali, quali sondaggi meccanici o indagini geotecniche.

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5 Introduzione La sempre maggiore richiesta idrica negli ultimi anni, sia a scopo irriguo che potabile, ha portato ad un incremento nella costruzione di opere di ingegneria civile atte ad aumentare la capacità idrica dei luoghi. Le dighe in terra, costruite allo scopo di creare un bacino idrico sbarrando dei corsi d’acqua, hanno rappresentato una valida e vantaggiosa soluzione in questo senso, soprattutto per quanto riguarda la creazione di bacini a scopo irriguo. La convenienza di queste dighe in materiali sciolti sta nel fatto che queste possono accumulare acqua sia a monte del corpo diga che nella parte scavata per ottenere il materiale da costruzione. Dunque si è sviluppato l’interesse, negli ultimi anni, verso nuovi progetti di questo tipo di strutture, ma anche verso la messa in funzione di rilevati già esistenti ed in ora disuso. Oggetto dello studio è stato un rilevato in terra, costruito negli anni ’60 all’interno dell’azienda agricola di Sterpeto, a Civitavecchia in provincia di Roma, con lo scopo di creare un bacino idrico a scopo irriguo ed ormai in disuso da diversi anni. Lo studio ha avuto come obiettivo la valutazione dell’integrità fisica della diga ed il confronto con il progetto iniziale, in modo da capire lo stato del materiale per un eventuale ritorno in esercizio della struttura. Lo studio è stato effettuato attraverso l’analisi integrata di indagini geofisiche. In quanto indagini indirette e non invasive, le indagini geofisiche si sono rivelate molto utili, avendo permesso la ricostruzione della struttura della diga e la valutazione dello stato del materiale. Le indagini effettuate sono servite sia come indagini preliminari, per una valutazione delle condizioni globali della struttura, che come punto di partenza per la programmazione ed l’ottimizzazione di future indagini più puntuali, quali sondaggi meccanici o indagini geotecniche.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Claudia Pasquini Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 421 click dal 20/02/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.