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I processi di riorganizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Informazioni tesi

  Autore: Monica Silvina Potenziani
  Tipo: Tesi di Master
Master in Innovazione e Management delle Pubbliche Amministrazioni
Anno: 2013
Docente/Relatore: Alfredo Ferrante
Istituito da: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 29

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha subito negli ultimi anni diverse riorganizzazioni, accorpamenti con altri Ministeri e successivi scorporamenti. Le varie riorganizzazioni, tuttavia, non hanno mai avuto come scopo rendere l'Amministrazione più snella, efficace ed efficiente ma semplicemente tagliare la spesa pubblica. Si è persa l'occasione, ancora una volta, di coniugare l'esigenza di risparmiare con l'esigenza di ripensare la struttura dell'Amministrazione in una prospettiva di miglioramento del servizio ai lavoratori e alle imprese.

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3 INTRODUZIONE A partire dagli anni Novanta, la pubblica amministrazione è stata interessata da una serie di riforme, che hanno introdotto nel suo operato principi e concetti tipici del mondo delle aziende. L’esigenza di rinnovamento nasceva dalla necessità di accrescere l’efficienza delle amministrazioni e di contenerne i costi di funzionamento. A dettare le linee guida del cambiamento è stato il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 286 1 che prevedeva che le Pubbliche amministrazioni, nell’ambito della rispettiva autonomia, si dotassero di strumenti adeguati a garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa (controllo di regolarità amministrativa e contabile); a verificare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati (controllo di gestione); a valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale (valutazione della dirigenza); a valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi e altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti (valutazione e controllo strategico). Nell’ambito del nuovo modello organizzativo di Amministrazione Pubblica, il dirigente pubblico, nella sua attività di gestione, viene equiparato al datore di lavoro privato sia per la gestione delle risorse umane che per l’organizzazione degli uffici. Il processo di modernizzazione ha interessato anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sia l’Amministrazione Centrale che gli uffici periferici, Direzioni Regionali e Direzioni Territoriali, sono stati impegnati nel cambiamento, adeguando i propri modelli organizzativi alle disposizioni normative che si sono succedute nel tempo. Dal 2011, il Ministero del Lavoro e P. S. adotta, ciascun anno, il “Piano della Performance” per il triennio successivo e pubblica la Relazione sulla Performance per l’anno precedente, che completa il ciclo di gestione della performance e rende conto - in 1 Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 286:"Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attivita' svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59"

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Parole chiave

ministero del lavoro
riorganizzazione ministeri
spendig review
riforma ministeri
tagli spesa pubblica e amministrazioni pubbliche
riduzioni spesa pubblica e riduzioni servizi
uffici periferici ministero del lavoro
accorpamenti uffici pubblici
direzioni regionali e direzioni territoriali
amministrazione centrale ministero del lavoro

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