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La cittadinanza a tutti gli abitanti del mondo romano. Problemi giuridici della constitutio antoniniana

Nell’esperienza giuridica greca assumono un carattere dominante l’assoluta diversificazione delle forme socio-economiche e delle strutture politiche, cui peraltro corrisponde la marcata frammentarietà della documentazione. Proprio tale frammentarietà viene a costituire il punto di partenza di un’ulteriore analisi volta a fare emergere il carattere unitario o meno di tale esperienza giuridica.
Si è passati infatti, dalla fine del secolo XIX, da un’impostazione unitaria fortemente sostenuta dall’opera di Ludwig Mitteis , ad una posizione pluralistica ad opera di Moses I. Finley nel 1966 . La teoria pluralistica prende le mosse dalla constatazione che in ogni epoca della storia del mondo greco coesistono pluralità di comunità indipendenti e politicamente organizzate, cui corrispondono altrettanti ordinamenti giuridici, fra i quali, indubitabilmente viene a crearsi una circolazione di cultura e quindi anche di diritto. Nel mondo greco della città-stato, che si presenta con una forte connotazione di frammentazione sul piano politico ed istituzionale, la circolazione di strutture normative poteva avvenire in relazione a momenti diversi. Sotto questo aspetto viene ad assumere particolare importanza il fenomeno della colonizzazione, in funzione della quale le nuove città recepivano, in termini generali l’ordinamento della madrepatria, seppur nel rispetto di specifiche successive modificazioni di ordine privatistico.
Il discorso si fa più complesso in ordine all’epoca ellenistica, quando accanto alle pόleiV e sopra di esse, trovano spazio le realtà delle grandi basileĩai. E’ proprio dalla contrapposizione fra queste due diverse realtà che emerge la formazione di strutture giuridiche tendenzialmente unitarie per gli abitanti del regno, siano essi greci o ellenizzati. Nelle pόleiV greche, dunque, l’esclusività dell’ordinamento competente per territorio sembra particolarmente accentuata e con molta probabilità una delle cause dello svilupparsi del fenomeno della “doppia cittadinanza” deve proprio ricercarsi in questa direzione: basti pensare alla possibilità di interrelazioni piuttosto complesse fra i trattati internazionali tendenti ad assicurare una protezione giudiziaria agli stranieri e alla prassi delle concessioni onorifiche della cittadinanza.
E’ con la realtà testè delineata che bisogna confrontare la diversa prospettiva che viene a stagliarsi nel mondo romano. Come per le pόleiV greche, nella Roma delle origini è fuor di dubbio la vigenza esclusiva del principio della territorialità del diritto, principio che però non trova espressione in formulazioni esplicite ed in concettualizzazioni tecnico-giuridiche; e l’assenza di statuizioni normative rappresenta, del resto, un tratto omologo all’indiscusso vigore del principio della territorialità del diritto. Il principio della territorialità del diritto, del resto, si doveva accompagnare, anche nella Roma delle origini, all’altra caratteristica tipica del mondo delle pόleiV , cioè la tendenziale restrizione ai soli cives Romani dell’effettiva e piena appartenenza all’ordinamento cittadino e della relativa tutela giurisdizionale.
Non a caso, come pόliV in greco, civitas è usato in latino per indicare sia lo stato, o meglio la res publica, sia la città; più precisamente civitas era l’una e l’altra cosa insieme. Si legge infatti in:

Cicero, De republica 1.32.49 :
“quid est enim civitas nisi iuris societas civium?”

[che cosa è dunque una civitas, se non una società di cittadini uniti dal diritto?]


Il termine civis indica, dunque, a sua volta, l’essere parte, volontariamente, di quella concreta “società di diritto” che è la civitas. L’idea di concretezza si evince da una testimonianza di Gellio, nella quale sono precisati i tre diversi significati della parola civitas:

Gellius 18.7.5:
“‘senatum’ dici et pro loco et pro hominibus, ‘civitatem’ et pro loco et oppido et pro iure quoque omn[ium civ]ium et pro hominum multitudine,… ”

[che il senato si riferisce sia al luogo sia agli uomini, civitas al luogo e alla città nonchè allo stato giuridico di tutti i cittadini, e al complesso degli individui…]

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1 PREMESSA Nell�esperienza giuridica greca assumono un carattere dominante l�assoluta diversificazione delle forme socio-economiche e delle strutture politiche, cui peraltro corrisponde la marcata frammentariet� della documentazione. Proprio tale frammentariet� viene a costituire il punto di partenza di un�ulteriore analisi volta a fare emergere il carattere unitario o meno di tale esperienza giuridica. Si � passati infatti, dalla fine del secolo XIX, da un�impostazione unitaria fortemente sostenuta dall�opera di Ludwig Mitteis 1 , ad una posizione pluralistica ad opera di Moses I. Finley nel 1966 2 . La teoria pluralistica prende le mosse dalla constatazione che in ogni epoca della storia del mondo greco coesistono pluralit� di comunit� indipendenti e politicamente organizzate, cui corrispondono altrettanti ordinamenti giuridici, fra i quali, indubitabilmente viene a crearsi una circolazione di cultura e quindi anche di diritto. Nel mondo greco della citt�-stato, che si presenta con una forte connotazione di frammentazione sul piano politico ed istituzionale, la circolazione di strutture normative poteva avvenire in relazione a momenti diversi. Sotto questo aspetto viene ad assumere particolare importanza il fenomeno della colonizzazione, in funzione della quale le nuove citt� recepivano, in termini generali l�ordinamento della 1 Mitteis L., Reichsrecht und Volksrecht in den �stlichen Provinzen des r�mischen Kaissereichs, mit Beitr�gen zur Kenntniss des griechischen Rechts und der sp�tr�mischen Rechtsentwicklung, Lipsia 1891, pp.61 ss. 2 Finley M. I., The problem of unity of Greek law, in La storia del diritto nel quadro delle scienze storiche. Atti I congr. intern. Soc. Ital. Storia del dir., Firenze 1966, pp.129 ss.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Riccarda Mantovani Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.