La percezione del prodotto di qualità certificata

Il lavoro di tesi proposto parte dall'esperienza di studio vissuta all'estero nell'a.a. 2011/2012 grazie al programma europeo di mobilità studentesca Lifelong Learning Programme, più conosciuto come programma Erasmus. Da questa esperienza ho potuto constatare, attraverso il dialogo con studenti di altri paesi europei, quanto l'Italia sia ben conosciuta sia per i problemi politici, che l'attanagliano ormai da tempo, che per la sua eccellenza legata al patrimonio culturale di estremo valore e ai prodotti alimentari di elevata qualità.
L'obiettivo del presente lavoro è quello di valutare la percezione del prodotto italiano all'estero attraverso lo studio delle normative europee legate alla qualità certificata dei prodotti alimentari e agricoli, la considerazione dell'influenza dell'effetto country of origin sulle scelte di consumo e, infine, l'analisi dei dati ottenuti dalla diffusione di un questionario, mirato a sondare le conoscenze dei consumatori stranieri.
Come appena detto, primo passo per il raggiungimento dell'obiettivo è stato lo studio delle normative europee e delle relative riforme apportate negli anni, volte a tutelare e garantire i prodotti agroalimentari. Spesso sentiamo parlare di prodotti a marchio DOP, IGP, DOC, IGT: ma qual è il vero significato di tali sigle? Cosa aggiungono o sottraggono al prodotto? Quali sono le procedure da seguire per poter ottenere tali riconoscimenti?
Secondo passo per comprendere meglio la percezione del prodotto italiano all'estero, consiste nello studio del country of origin e dei suoi effetti concreti sui consumi: in che modo influiscono gli aspetti cognitivo, affettivo e normativo? Cos'è la buy domestic norm? E il nazionalismo cosa ha a che fare con le scelte di consumo? Infine, com'è cambiato il suddetto effetto con l'avvento della globalizzazione?
La terza ed ultima parte del lavoro è una sezione di ricerca basata sui dati ricavati da 20 questionari, distribuiti ad intervistati di nazionalità differenti e relativi alla percezione dei prodotti italiani di qualità certificata. Dai suddetti questionari, articolati in 10 quesiti, è stato possibile estrapolare tre tipi di informazioni:
- grado di conoscenza dei prodotti o brand italiani all'estero e in particolare di quelli che rientrano nelle categorie: formaggi, salumi, olio/aceto, vini;
- grado di importanza di determinati attributi dei prodotti quali: rapporto qualità/prezzo, distribuzione, pubblicità, denominazione d'origine, packaging, standard di qualità certificati, valore sensoriale;
- grado di diffusione di dinamiche quali il buy nationl ossia la tendenza a preferire il consumo di prodotti nazionali nonostante si classifichino come sostituti dei prodotti italiani di qualità certificata.
Più in generale, i dati che considero particolarmente rilevanti e sui quali si basa l'intero studio condotto in questa tesi riguardano il riconoscimento indiscusso e quasi del tutto unanime della qualità dei prodotti italiani, il forte richiamo del "Made in Italy", l'autenticità delle nostre produzioni che arriva ad estendersi anche oltralpe.

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4 Introduzione Il lavoro di tesi proposto parte dall’esperienza di studio vissuta all’estero nell’a.a. 2011/2012 grazie al programma europeo di mobilità studentesca Lifelong Learning Programme, più conosciuto come programma Erasmus. Da questa esperienza ho potuto constatare, attraverso il dialogo con studenti di altri paesi europei, quanto l’Italia sia ben conosciuta sia per i problemi politici, che l’attanagliano ormai da tempo, che per la sua eccellenza legata al patrimonio culturale di estremo valore e ai prodotti alimentari di elevata qualità. L’obiettivo del presente lavoro è quello di valutare la percezione del prodotto italiano all’estero attraverso lo studio delle normative europee legate alla qualità certificata dei prodotti alimentari e agricoli, la considerazione dell’influenza dell’effetto country of origin sulle scelte di consumo e, infine, l’analisi dei dati ottenuti dalla diffusione di un questionario, mirato a sondare le conoscenze dei consumatori stranieri. Come appena detto, primo passo per il raggiungimento dell’obiettivo è stato lo studio delle normative europee e delle relative riforme apportate negli anni, volte a tutelare e garantire i prodotti agroalimentari. Spesso sentiamo parlare di prodotti a marchio DOP, IGP, DOC, IGT: ma qual è il vero significato di tali sigle? Cosa aggiungono o sottraggono al prodotto? Quali sono le procedure da seguire per poter ottenere tali riconoscimenti? Secondo passo per comprendere meglio la percezione del prodotto italiano all’estero, consiste nello studio del country of origin e dei suoi effetti concreti sui consumi: in che modo influiscono gli aspetti cognitivo, affettivo e normativo? Cos’è la buy domestic norm? E il nazionalismo cosa

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Roberta Biandolino Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.