Edilizia popolare della metà del Novecento: recupero e miglioramento energetico di un edificio nel quartiere ''Serra venerdì'' di Matera

Le condizioni socio-economiche ed i caratteri tipologici, formali e tecnico-costruttivi che hanno caratterizzato l’edificazione del patrimonio residenziale dall’immediato dopoguerra sino ai primi anni ’80 hanno determinato negli ultimi anni una riflessione approfondita sulle metodologie ed opportunità degli interventi di riqualificazione. Infatti, tale patrimonio edilizio è oggi soggetto a un degrado fisico e ad un’obsolescenza funzionale importanti, legati principalmente al fatto che, in quegli anni, all’emergenza abitativa fu data una risposta di tipo prevalentemente quantitativo, con una scarsa attenzione ai livelli di qualità globale delle costruzioni. È possibile rilevare che ad oggi, in Italia così come in Europa, una rilevante percentuale degli edifici residenziali ha superato il limite di efficienza prestazionale, rendendo pertanto necessaria una ricognizione diffusa del deficit qualitativo esistente.
Si tratta quindi di un patrimonio consistente da un punto di vista quantitativo, caratterizzato da scarse prestazioni sia in termini funzionali-distributivi, che tecnologici, che energetici. Peraltro, l’importanza storico-culturale, più che meramente architettonica di questi quartieri, non va sottovalutata. Per tutte queste ragioni, una riqualificazione urbanistica, architettonica, funzionale ed energetica di questo patrimonio diventa doverosa, venendo tra l’altro a costituire una percentuale significativa delle attività nel settore edilizio, decisamente superiore agli interventi di nuova costruzione. Occorre prendere coscienza della crescente significativa incidenza delle attività di recupero sul totale degli interventi edilizi.

Nel presente lavoro di tesi si è preso come oggetto di studio il primo in ordine di tempo fra i quartieri popolari nati a Matera negli anni ’50 in seguito alla legge n. 619 del 17 maggio 1952 ed altre leggi successive, con le quali veniva disposto lo sfollamento dei Sassi di Matera e la costruzione di nuovi rioni nella cosiddetta città del piano, dove furono inizialmente trasferiti gli abitanti dei Sassi e dove in seguito ha avuto luogo l'espansione demografica della città.
Si è costruito un quadro conoscitivo analitico storico-critico del rione nel suo complesso e delle diverse tipologie edilizie ivi presenti in particolare. Ciò è stato preliminare alla definizione e alla programmazione degli interventi di recupero, prestando attenzione all’importanza, quanto mai attuale, della sostenibilità nel recupero.
In tale contesto, l’elemento di partenza per la definizione delle priorità di intervento è stato il concetto di qualità globale, intesa come il grado di rispondenza dell’oggetto edilizio, e del quartiere stesso in cui esso si colloca, al quadro di requisiti richiesti quanto dall’utenza tanto dalle norme vigenti.
Sono stati analizzati diversi livelli del concetto di qualità:
- una qualità energetico-ambientale, comprendente gli aspetti connessi alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento del comfort interno.
- una qualità funzionale-spaziale, che esprime la rispondenza dei caratteri morfologico-dimensionali e distributivi degli spazi ai principali requisiti relativi al sistema ambientale quali l’accessibilità e l’adattabilità,la flessibilità, il dimensionamento, le condizioni di affaccio e la privacy, ecc.
- una qualità edilizio-tecnologica, riguardante il particolare costruttivo, che se progettato e realizzato in maniera poco attenta, diventa un punto di debolezza strutturale e prestazionale.
Questa analisi si sostanziano in una serie di TAVOLE PROGETTUALI che, partendo da una rifunzionalizzazione degli spazi all'interno di un alloggio tipo, si spingono fino alla riprogettazione del particolare costruttivo, dalla chiusura verticale esterna per la quale si è adottato un sistema di micro-ventilazione, al serramento a taglio termico, alla copertura in legno lamellare, anch'essa ventilata.

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DICATECh Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica. 35 Edilizia popolare della metà del ‘900: recupero e miglioramento energetico di un edificio nel quartiere Serra Venerdì di Matera CAPITOLO 2 CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE, FORMALI, COSTRUTTIVE DEL PATRIMONIO DI EDILIZIA SOCIALE DEL SECONDO DOPOGUERRA. QUADRO NORMATIVO E DEFICIT PRESTAZIONALE. 2.1 Indirizzi e criteri progettuali: il I fascicolo Ina-Casa “Suggerimenti, norme e schemi per l’elaborazione e presentazione dei progetti. Bandi dei concorsi” Al fine di evitare un eccessivo “liberismo progettuale”, dovuto al gran numero di professionisti coinvolti, vengono predisposti, come è noto, dal Comitato di attuazione del Piano, quattro fascicoli di “raccomandazioni e suggerimenti”, due per il primo settennio (prodotti nel 1949 e nel 1950) e due per il secondo settennio (prodotti nel 1956), in modo da definire una precisa linea urbanistica, architettonica e tecnologica, e anche per garantire elevata qualità nelle fasi progettuali e di realizzazione. L'insierne di questi fascicoli, che costituisce un manuale sui generis, merita particolare attenzione per la sua rilevanza pratica e la sua capacità performativa. E questa dipende anche dalla particolare fattura, la quale spicca in un periodo che già registra la crisi della manualistica di settore. Figura 6. Le copertine del secondo e terzo fascicolo per la guida alla progettazione.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Filomena Venezia Contatta »

Composta da 302 pagine.

 

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