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L'Interrealtà: Verso la creazione di un nuovo spazio sociale

Sulla base della più recente letteratura scientifica riguardante la relazione tra gli esseri umani e le nuove tecnologie, questa tesi analizzerà le dinamiche psicologiche e sociali di tale relazione. Lo scopo è quello di studiare una nuova dimensione sociale dell'essere umano del 21° secolo nella vita di tutti i giorni: "l'interrealtà".
Attraverso l'analisi delle dimensioni sociali dell'ICT (Information and Communication Technology, ossia le tecnologie a supporto della comunicazione e dell'informazione), saranno prese in esame le trasformazioni subite da alcune dinamiche psicosociali umane. Il focus dell'analisi verterà su due aspetti principali: l'aspetto migliorativo e potenziante la mente umana, conseguente l'uso quotidiano degli strumenti innovativi definiti dalla realtà aumentata; e il lato potenzialmente oscuro dell' ICT, considerato come un nuovo modo di vivere la vita psichica attraverso strumenti interreali.
Infine saranno affrontate alcune questioni etiche che derivano dall'uso quotidiano degli strumenti tecnologici che strutturano la natura stessa dell'interrealtà.

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- 1 - C a p i t o l o 1 SPAZIO SOCIALE E PROSSIMITÀ MEDIATA 1.1 - Spazio sociale e interazioni comunicative Gli esseri umani si contraddistinguono dal resto dei viventi per il necessario bisogno di conoscenza della realtà in cui vivono, col fine di orientare il proprio comportamento per adattarsi all’ambiente che li circonda. Ed è proprio questo ambiente che diventa sociale grazie alla condivisa manipolazione di simboli ad opera delle persone che lo abitano. Questo processo di condivisa manipolazione simbolica (potenzialmente definita realtà sociale) può avvenire grazie a sistemi di conoscenza acquisiti e accumulati nel corso della vita stessa di ogni individuo; sistemi che dipendono dalla realtà a noi esterna unita al nostro modo di percepirla e organizzarla in schemi e categorie sociali. Attraverso i contributi di Bartlett (1932) e di Koffka (1935) intendiamo gli schemi come strutture cognitive che detengono informazioni su uno stimolo di conoscenza, utili nel riconoscere e classificare le nuovi informazioni in entrata dalla realtà esterna. Le categorie, invece, sono usate per classificare la stessa realtà sociale in un sistema gerarchico con livelli e sottolivelli specifici in funzione delle situazioni in cui le persone operano o in base agli scopi da raggiungere (Vallacher e Wegner 1987). Fu Kurt Lewin (1939), pioniere della psicologia sociale, che per primo propose l’esistenza di uno “spazio psicologico-sociale” caratterizzato da tutte le proprietà essenziali di uno spazio reale empirico, meritante della stessa attenzione di uno spazio fisico, sebbene non sia uno spazio fisico. Lewin ha adottato nelle scienze umane e sociali il concetto di campo, mutuato dagli studi di fisica del suo tempo. Con questo concetto, egli intende esprimere il fatto che le dinamiche sociali, così come le

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Michele Piazzolla Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.