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Domus Aurea, il palazzo del Sole

Oggetto della mia indagine è la Domus Aurea, il palazzo che Nerone fa costruire a Roma nel 64 d.C. dagli architetti Severo e Celere. Ho analizzato tale struttura in particolare nell’aspetto ideologico di reggia del Sole. La politica di Nerone è infatti quella di proporre ai Romani un nuovo codice socio – culturale, di matrice ellenistica, facendosi promotore di un nuovo modello di monarchia, di base teocratica e scegliendo di autorappresentarsi come il dio Sole. Per illustrare questo suo programma politico ed ideologico, dopo una breve biografia, ho trattato dell’incendio scoppiato a Roma nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 64 e della conseguente riorganizzazione urbanistica voluta da Nerone. Sembra che tale riforma non avesse solo fini di tutela, ma che l'Imperatore avesse visto in essa l’opportunità di rendere Roma degna concorrente di quelle città ellenistiche, come Alessandria, che tanto ammirava. Questo suo particolare programma si manifesta anche con l’introduzione di nuove iconografie, che rendono manifesta la volontà di Nerone di assimilarsi al dio Sole. Tra le manifestazioni di questa ideologia promossa da Nerone rientrerebbe anche la Domus Aurea.
Dell'immenso complesso ho analizzato in particolare colle Oppio, descrivendo l’impianto generale e alcuni ambienti significativi e gli elementi che testimonierebbero la valenza della Domus come reggia del Sole.

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3 Introduzione L’oggetto principale della mia indagine è la Domus Aurea, in particolare nei suoi aspetti legati al culto solare. Il presente lavoro vuole prendere in esame il programma ideologico di Nerone, di cui la Domus Aurea è massima manifestazione architettonica. Tale programma mirava a far accettare ai Romani un nuovo codice socio – culturale, di matrice ellenistica, portando anche ad uno sconvolgimento delle antiche istituzioni: dopo un iniziale equilibrio con il Senato, infatti, Nerone si fa promotore di un nuovo modello di monarchia, di base teocratica. Ho introdotto l’argomento con una breve biografia, sottolineando di come una storicizzazione della vicenda di Nerone abbia portato ad una riabilitazione della sua figura. Egli fu certamente un imperatore dedito agli eccessi, ma questo non significa che seguì solo i suoi capricci: fu anche un abile uomo di Stato, autore di molte importati riforme, come quella urbanistica della città di Roma e quella monetaria, che permise di coniare un maggior numero di monete da un’invariata quantità di metallo. Per illustrare il programma politico - ideologico di Nerone sono partita dall’incendio, che divampò a Roma nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 64 d.C., devastando la città e lasciando intatte solo quattro delle quattordici regiones augustee. A questo disastro Nerone fece corrispondere una riorganizzazione urbanistica secondo criteri più razionali e funzionali, prescrivendo una serie di norme in vista di una maggiore sicurezza. Ho poi preso in esame le fonti scritte di autori vicini e lontani dai fatti sulla responsabilità di Nerone di fronte all’incendio: da quelle che consideravano l’Imperatore un incendiario, come Tacito, Svetonio e Dione Cassio, a quelle che al contrario ne affermavano l’innocenza, come Cluvio Rufio, Flavio Giuseppe e Marziale. Ho cercato in seguito di dimostrare come la riforma urbanistica non avesse solo fini di tutela, ma di come l’Imperatore avesse visto in essa l’opportunità di rendere Roma degna concorrente di quelle città ellenistiche, come Alessandria, che egli tanto ammirava.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Monica Fiore Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.