Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Dal pioniere Nicolò Carosio ai canali tematici: com'è cambiato il modo di raccontare il calcio

Il calcio in Italia è sicuramente lo sport più seguito ed amato dai tifosi. La storia del racconto calcistico parla di giornalisti, radiocronisti, telecronisti ma soprattutto uomini che con la loro infinita passione sono riusciti ad entrare nel cuore di tutti gli italiani.
Attraverso un excursus storiografico cercherò di analizzare il cambiamento e le grandi trasformazioni che l’informazione calcistica ha subito negli anni, all’origine con le prime radiocronache sino ad arrivare ai canali tematici dei giorni nostri. Questo incredibile viaggio porterà a conoscere i programmi e gli uomini che hanno fatto la storia di questo fantastico sport. Un percorso che mostrerà quanto il calcio e il proprio racconto sia cambiato negli anni a causa del denaro, degli interessi, degli introiti televisivi facendo venire un pizzico di nostalgia ai tifosi più attaccati alla tradizione. Stiamo parlando di uno sport che muove uomini, denaro, istituzioni; un movimento univoco che trova il suo incipit proprio durante il racconto calcistico. La capacità dei radiocronisti prima e dei telecronisti poi è stata quella di rendere la partita un vero e proprio evento sempre più simile ad uno spettacolo teatrale. E lo spettacolo iniziò nei primi anni 30’ con un grande direttore d’orchestra: il compianto ed unico Nicolò Carosio. Un vero talento, un grande professionista, pioniere di uno stile e soprattutto di un mestiere di fondamentale importanza come il cronista delle partite di calcio. Fu il precursore in un periodo in cui effettuare una radiocronaca calcistica non era affatto opera semplice, bensì molto complicata dal punto di vista logistico. Oggi, nell’epoca dell’ alta definizione, del doppio commento e delle mille telecamere tutto questo potrebbe sembrare ridicolo ma a cavallo tra gli anni 30’ e 40’ risultava difficile conoscere anche soltanto i nomi dei giocatori sul terreno di gioco. I tempi cambiano, la tecnologia avanza e la televisione prende il sopravvento sulla radio.
Con l’avvento del piccolo schermo inevitabilmente cambiò qualcosa nel modo di raccontare il calcio. La radio appassionò per anni con “Tutto il calcio minuto per minuto” milioni di ascoltatori in tutta Italia; d’altra parte la tv produsse a sua volta nuovi modelli e trasmesse nuove abitudini al tifoso che portassero al miglioramento dell’evento calcistico. Fu allora che nacquero trasmissioni che avrebbero fatto la storia del format televisivo in ambito calcistico: la Domenica Sportiva e Novantesimo Minuto. Questi programmi hanno rappresentato la straordinaria evoluzione del racconto calcistico portando innovazioni quali la diretta dai campi e i primi commenti di inviati, portando al declino della radio che sino ad allora deteneva un monopolio totale. Le stravaganze, le battute, le gag di questi personaggi sono molto lontane dallo stile ricercato e curato dei telecronisti e giornalisti che popolano la nostra televisione.
Con la diretta televisiva e la nascita della tv privata e commerciale il mondo del calcio invade sempre di più il palinsesto dei telespettatori italiani aumentando a dismisura la richiesta informativa con la conseguente dilatazione dell’offerta. Sicuramente il pubblico è cambiato, si è diversificato ma la voglia e la passione di calcio è sempre la stessa. L’avvento della tv a pagamento con Tele Più, Stream Tv e successivamente Sky hanno cambiato sia il calcio giocato che quello parlato in televisione. La pubblicità ma soprattutto il mercato dei diritti televisivi con gli esorbitanti interessi economici annessi hanno finito per gravare sul mondo calcistico in maniera tangibile e diretta. L’enorme richiesta informativa e la concorrenza creatasi con l’ingresso in scena del digitale terrestre ha portato sicuramente al miglioramento dell’offerta offrendo un prodotto di qualità ed innovativo al tempo stesso: alta definizione, internet, tablet sono solo alcuni degli elementi che hanno trasformato il modo di raccontare il calcio. Il tifo , sempre più in crescita, ha portato alla creazione di nuovi format televisivi come l’introduzione in Italia dei canali tematici. Queste nuove emittenti satellitari cercano di offrire in esclusiva tutte le informazioni necessarie riguardanti la propria squadra del cuore, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 a casa di ogni tifoso abbonato al canale. Sono passati più di sessant’anni dalle radiocronache vecchio stile del grande Nicolò Carosio ma la passione, la voglia di questo sport è rimasta invariata negli anni seppur abbia subito numerosi cambiamenti a causa dell’ingente peso economico dei diritti televisivi.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 Capitolo 1 “Da Nicolò Carosio alla Domenica Sportiva” In questo primo capitolo mi concentrerò sugli inizi della cronaca calcistica in Italia. Inizierò la tesi parlando di Nicolò Carosio, padre della radiocronaca, analizzando il suo stile e in che modo questo personaggio sia riuscito ad entrare nel cuore e nella mente dei tifosi italiani. Nel secondo paragrafo del capitolo evidenzierò come è cambiato il linguaggio calcistico nel passaggio fondamentale dalla radio allo schermo televisivo. Infine nell’ ultima parte parlerò dei due programmi che hanno dato un’impronta decisiva e innovativa al format televisivo calcistico: “Novantesimo Minuto” e “La Domenica Sportiva”. Il racconto del calcio in Italia nasce con il grande Nicolò Carosio all’inizio degli anni’30 quando ancora la tv non esisteva e la Rai si chiamava Eiar ( Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) . Nel 1932, anno in cui debutta Carosio, l’Eiar ha poco piø di duecentomila abbonati ma la voce e la passione per il calcio del cronista siciliano riesce a dare un’enorme impennata agli ascolti. Nicolò Carosio sembrava proprio nato per la radiocronaca: una voce calda e un italiano perfetto senza accenti regionali, problema che invece si può facilmente notare nei cronisti di oggi. L’1 Gennaio del 1954, data dell’esordio ufficiale del piccolo schermo, qualche maligno mostra perplessità sul nuovo ruolo di Carosio, affermando che davanti alle telecamere i bluff del cronista sarebbero stati svelati. Nonostante i rapporti non idilliaci del vulcanico siciliano con i palazzi superiori della Rai lo stesso diventa, adattandosi subito al format televisivo, il maggior cronista di calcio televisivo italiano.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Davide Capriglia Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 743 click dal 11/03/2014.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.