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Le potenzialità comunicative dei linguaggi espressivi. Un percorso di scoperta e sperimentazione dei linguaggi grafico, motorio e musicale in classe prima.

La relazione si riferisce all'esperienza di tirocinio.
L'intervento didattico è stato progettato e realizzato per una classe prima della scuola primaria, nell'ambito delle ore laboratoriali linguistico-espressive. Si tratta di un percorso interdisciplinare finalizzato alla scoperta del valore comunicativo dei linguaggi espressivi. Ho coinvolto i bambini nella sperimentazione dei linguaggi grafico, motorio e musicale, per poi realizzare una drammatizzazione che rendesse significativo l'utilizzo integrato di tali linguaggi. I bambini hanno potuto sperimentare e riconoscere il valore comunicativo sia dei codici verbali che di quelli non verbali.
Ho realizzato l'intervento partendo da un testo narrativo per motivare gli alunni nell'affrontare le attività con interesse, stimolando la curiosità e l'immaginazione.
Le motivazioni che hanno guidato la mia progettazione riguardano la convinzione dell'importanza di saper comunicare e interpretare pensieri ed emozioni per vivere relazioni costruttive, e la consapevolezza della varietà dei canali comunicativi. Inoltre, l'ideazione dell'intervento è stata guidata dall'osservazione della naturale tendenza dei bambini a cercare occasioni in cui esprimersi e del bisogno di creatività.
Il traguardo di competenza, individuato nelle Indicazioni per il Curricolo 2012, è stato: comunicare e comprendere messaggi di genere diverso e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi mediante diversi supporti. Viene ribadito fra le otto competenze chiave di cittadinanza: l'alunno è consapevole che nella comunicazione sono usate varietà diverse di lingua ed esplora diverse possibilità espressive in forma creativa ed originale.
Ho approfondito l'epistemologia del linguaggio e della comunicazione avvalendomi in particolare della spiegazione interazionista-cognitiva di Piaget, della teoria socio-costruttivista di Viygotskij, del pensiero di Bruner, della teoria sistemico-relazionale della Scuola di Palo Alto e della teoria drammaturgica di Goffman.
La progettazione didattica è stato sostenuta dal pensiero di Dewey, della Montessori e di Rodari, che sottolineano il potenziale educativo delle attività creative. Ho analizzato la didattica dell'arte con Munari, la didattica della musica con Maule e Azzolin e il valore del corpo con Carraro e Bertollo. Infine, le teorie di Gardner e Goleman hanno sostenuto l'interdisciplinarietà e la varietà dei linguaggi utilizzati.
Ho proposto le attività organizzando i bambini individualmente, a coppie, in piccoli gruppi e in plenaria.
Ho alternato proposte didattiche attive con forma laboratoriale a momenti riflessivi: i bambini hanno avuto l'occasione di sperimentare i materiali attivamente, attraverso la libera esplorazione e la scoperta guidata. Dopo ogni attività laboratoriale, hanno riflettuto sulle esperienze, condividendo sensazioni e pensieri.
Ho valutato la classe in itinere attraverso continue osservazioni e due schede, ed al termine dell'intervento con un compito autentico: la drammatizzazione e la sua presentazione ad un'altra classe.
A livello verticale, i bambini hanno tendenzialmente dimostrato un livello maturo di capacità espressive, qualche alunno un livello esperto. Tutti hanno raggiunto il traguardo di competenza previsto. A livello orizzontale ho verificato l'evoluzione dell'apprendimento nel progredire degli incontri, e ho riscontrato un graduale miglioramento medio delle capacità espressive e della consapevolezza della varietà delle modalità espressive.

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Cristina Marras Relazione finale di tirocinio A.A. 2012/2013 5 INTRODUZIONE La presente relazione finale di tirocinio è suddivisa in due parti. La prima riguarda la descrizione del contesto nel quale è avvenuta la mia esperienza, mentre la seconda si focalizza sulla spiegazione dell'azione didattica.  La prima parte: il contesto Nel primo capitolo ho sintetizzato il mio percorso formativo e le motivazioni della scelta universitaria, ho spiegato come è organizzato il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria e le funzioni del tirocinio nelle tre annualità, infine ho descritto le modalità e gli strumenti dell'osservazione di cui ho fatto uso in questi anni. Nel secondo capitolo ho descritto la realtà scolastica nella quale ho condotto il tirocinio nei tre anni, leggendo il contesto attraverso il modello ecologico di Bronfenbrenner, che ha guidato la mia esplorazione. In particolare, mi sono soffermata sulla presentazione della classe 1E, per la quale ho progettato l'intervento didattico. Il terzo capitolo è frutto dello studio teorico riguardante il focus: le teorie degli autori che hanno studiato i temi della comunicazione e dei linguaggi espressivi mi hanno supportata nelle scelte didattiche, contenutistiche e metodologiche della progettazione. Il quarto capitolo conclude la prima parte. Ripercorre i tratti salienti della normativa italiana a partire dal 1985 e cita alcuni riferimenti normativi europei ed internazionali, sottolineando i riferimenti al focus.  La seconda parte: l’azione didattica La seconda parte si riferisce alla dimensione didattica descrivendo le fasi che ho vissuto durante il tirocinio del quarto anno, partendo dalla progettazione, illustrata nel quinto capitolo. Dopo aver spiegato il modello di progettazione per competenze utilizzato e le fasi previste, ho illustrato le motivazioni che mi hanno portata a scegliere

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Cristina Marras Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.