Performance sportiva e mental training

Nei panni di studente, atleta e cittadino mi ritengo abbastanza consapevole che devo io stesso continuare ad apprendere sempre nuove cose che mi consentiranno di crearmi un nuovo stile di approccio all’allenamento fisico, mentale e magari migliorare queste stesse, con ulteriori metodi complementari;
sono convinto che se ci sono riuscito io stesso, prima molto inconsapevole di quanto può essere migliorato il proprio rendimento se si ho abbastanza volontà di incrementare le proprie capacità ad esempio con lo studio, l’esperienza e la fiducia nel proprio potenziale, vi posso garantire che anche voi potete e dovete farlo. Aldilà del fatto che questo libro breve possa servire da stimolo o meno.
Ad ogni modo è falso se ammettessi che quando ho scritto non sia frutto di un’esperienza diretta delle cose incredibili che possono essere fatte influenzando il corpo con la mente e il carattere-pensiero con il corpo.
Era il 2009 l’anno in cui entrai in contatto con il mental training, leggendo la testimonianza di un uomo che affermava di riuscire a recuperare molto velocemente ricorrendo a tecniche di autoincoraggiamento (cosa che in seguito appresi si chiamava autosuggestione) e di come aiutasse a bloccare i pensieri nefasti che con il sintomo comprovato dei disturbi psicosomatici possono compromettere prestazioni atletiche, mentali della vita ecc.
Nel 2009, dopo anni di successi sportivi, all’improvviso, gradualmente, venendo a contatto con determinate persone che stavano semplicemente amplificando i miei difetti, ho cominciato a sentirmi sempre più scarico, quasi rinnegavo le cose in cui credevo.
Non mi rendevo conto che la suggestione, l’autosuggestione del rituale di gruppo (spinello, insulti, accettazione di molte cose sbagliate tipo il menefreghismo sociale), stavano favorendo a mio discapito alcuni loschi individui che facevano di queste cose pane quotidiano ed autoaffermazione, mentre io ed altri ne stavano pagando il prezzo.
Tuttavia, se non si è del tutto privi di difese, e non è il mio caso, ad un certo punto ci si accorge che non si può favorire una persona che ci vuole privare del nostro potere, della nostra dignità e volontà.
In seguito a questo ho capito che il lungo periodo passato con queste persone mi stavano privando gradualmente di un potenziale di volontà ed energia che ho sempre avuto.
Così ho capito che il primo passo era recuperare subito l’abitudine al dolore fisiche che con lo sport rende più forti.
Iniziai gradualmente ad avere di nuovo energia e fiducia, volontà, ma non era ancora quello che ero sempre stato: dotato di gran forza fisica, voglia di fare esercizi duri, voglia di nuove sfide.
È stato solo in quel momento che ho capito che le perdite di energie erano qualcosa di più inquietante, erano legate anche alla mente.
Non voglio dire che improvvisamente tutto è migliorato perché col mental training ho risolto.
No, tutt’altro;
Ho dovuto allontanarmi da queste persone con cui alla fine litigai; ho dovuto tornare a studiare alcune cose che avevo tralasciato, come l’importanza del sonno, del dialogo interiore e da cosa e da chi e con quali mezzi possiamo sviluppare gradualmente quello che molti chiamano esaurimento.
Solo dopo questo percorso in cui sono dovuto tornare a studiare psicologia, a praticare sport di alto livello e soprattutto sono tornato con tenace e volontà a credere come in passato quello che facevo, alla fine ho recuperato quasi del tutto le energie psicofisiche.
Ora, proprio con la stesura-testimonianza di questa tesi, ho finalmente elaborato il mio stile di allenamento mentale, potenziando con visualizzazione, immaginazione, suggestione ed autosuggestione, anche le mie capacità fisico-sportivo.
Ora, dopo 5 anni.
Spero che possa convincere anche una sola persona, per assurdo, a credere che ho avuto questa esperienza, ma desidero che possa aprirsi una porta che possa condurre molti a comprendere quanta forza c’è nei nostri pensieri e in quelli degli altri.

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3 PREFAZIONE Nei panni di studente, atleta e cittadino mi ritengo abbastanza consapevole che devo io stesso continuare ad apprendere sempre nuove cose che mi consentiranno di crearmi un nuovo stile di approccio all’allenamento fisico, mentale e magari migliorare queste stesse, con ulteriori metodi complementari; sono convinto che se ci sono riuscito io stesso, prima molto inconsapevole di quanto può essere migliorato il proprio rendimento se si ho abbastanza volontà di incrementare le proprie capacità ad esempio con lo studio, l’esperienza e la fiducia nel proprio potenziale, vi posso garantire che anche voi potete e dovete farlo. Aldilà del fatto che questo libro breve possa servire da stimolo o meno. Ad ogni modo è falso se ammettessi che quando ho scritto non sia frutto di un’esperienza diretta delle cose incredibili che possono essere fatte influenzando il corpo con la mente e il carattere-pensiero con il corpo. Era il 2009 l’anno in cui entrai in contatto con il mental training, leggendo la testimonianza di un uomo che affermava di riuscire a recuperare molto velocemente ricorrendo a tecniche di autoincoraggiamento (cosa che in seguito appresi si chiamava autosuggestione) e di come aiutasse a bloccare i pensieri nefasti che con il sintomo comprovato dei disturbi psicosomatici possono compromettere prestazioni atletiche, mentali della vita ecc. Nel 2009, dopo anni di successi sportivi, all’improvviso, gradualmente, venendo a contatto con determinate persone che stavano semplicemente amplificando i miei difetti, ho cominciato a sentirmi sempre più scarico, quasi rinnegavo le cose in cui credevo. Non mi rendevo conto che la suggestione, l’autosuggestione del rituale di gruppo (spinello, insulti, accettazione di molte cose sbagliate tipo il

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Daniele Tuzi Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2618 click dal 20/03/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.