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Evoluzione dell'industria musicale: share to download

Una panoramica sull’industria musicale nelle diverse forme e declinazioni che ha assunto e sta assumendo dalla sua nascita fino ad oggi. Dagli albori, con i primi supporti di registrazione/riproduzione, fino alla musica digitale, tracciando nuovi possibili sviluppi. Il percorso è seguito con uno sguardo all’evoluzione tecnica in relazione ai fenomeni sociologici da essa derivati.

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Introduzione La musica ha sempre rappresentato, per il popolo che l’ha generata, l’espressione della propria cultura e dei propri costumi, fino ad essere audacemente definita da alcune tesi storico-estetico-musicologiche come lo strumento concesso all’uomo dalla natura per poter fissare e tramandare la propria memoria alle diverse generazioni, prima che ciò fosse concesso dalla scrittura. Si potrebbe quasi dire che essa rappresenti il bene immateriale più vicino ad un oggetto fisico, proprio per questa sua peculiarità di poter contenere e fissare nel suo insieme delle informazioni di natura sonora: una melodia ed eventualmente il testo che la correda, il ritmo, che ne facilità il ricordo, ed il contesto armonico in cui essi sono immersi. L’ascolto di musica suscita in molti individui una risposta emotiva, e non è raro che una melodia sia identificata con aggettivi come «triste» o «allegra». Non succede quasi mai però che una musica «triste» influenzi negativamente l’umore dell’ascoltatore, non avrebbe più senso l’ascolto. Non si può quindi sapere con certezza se le emozioni siano situate nella musica o nell’ascoltatore, ma se accettiamo che evocare è ciò che la musica fa, stiamo implicitamente ammettendo che essa corrisponda ad un simbolo emotivo, o meglio ad una sorta di rappresentazione iconicamente simbolica della vita emotiva in generale. Questa breve riflessione su cosa la musica possa essere, facilità la comprensione di cosa la musica sicuramente non è: un prodotto commerciale. Tuttavia da quando la nostra società ha adottato un sistema per cui l’accesso a qualunque tipo di bene o servizio è regolamentato da uno scambio monetario, si è resa necessaria una forma di capitalizzazione della musica stessa, per permettere la sua sopravvivenza e quella di quanti di musica si occupano. V olgendo lo sguardo al passato, si noterà che fin dagli albori della civiltà moderna i musicisti hanno ricavato i propri guadagni più dalla performance che dall’opera musicale in sé, e si dovette attendere fino al XIX secolo per una tutela giuridica del diritto d’autore, questo comunque al fine di tutelare il plagio dei propri spettacoli, dai quali proveniva la grossa percentuale degli introiti, più che 5

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e beni culturali

Autore: Vincenzo Adduci Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.