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Svalutazioni competitive: un’analisi comparata degli effetti su prezzi e quantità. Il caso italiano

Questo lavoro si propone di indagare gli effetti di un deprezzamento del tasso di cambio in termini di aumento del prezzo relativo dei beni importati e di variazione delle quantità domandate per verificare se, tenute ferme alcune variabili di cui poi si parlerà, una svalutazione competitiva potrebbe dare slancio ad un’economia, come quella italiana, che ha bisogno di crescita e occupazione dopo anni di stasi. Tale svalutazione – ovviamente – sarebbe possibile solo nel caso in cui l’Italia abbandonasse la moneta unica recuperando la sua sovranità monetaria. Poiché il nostro paese è membro fondatore dell’Unione Europea e uno dei primi ad avere adottato la moneta unica una soluzione di questo tipo, oltre a non essere considerata realistica, allo stato attuale, dalla maggior parte degli economisti, sembra inapplicabile. Nondimeno una certa parte di letteratura scientifica considera auspicabile un recupero di sovranità monetaria, come si vedrà, per ripristinare la competitività dell’export italiano rispetto ai concorrenti europei. Obiettivo di questa tesi è confrontare le diverse opinioni in merito e provare a dare indicazioni in contesto di equilibrio parziale di quelli che sarebbero gli effetti quantitativi su prezzi e quantità domandate di tale manovra.

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9 INTRODUZIONE Una svalutazione dell’euro rispetto ad altre valute può provocare effetti diversi: inflazione e variazione delle quantità importate ed esportate. In questo lavoro si affrontano entrambi gli aspetti, adottando due modelli diversi, senza utilizzare un approccio di equilibrio economico generale, eccessivamente complesso in questa sede. Il lavoro si compone di tre capitoli. Il primo capitolo è caratterizzato da una breve introduzione storica, nella quale s’illustreranno i meccanismi e le problematiche che hanno portato alla nascita dell’Unione Monetaria Europea: la storia economica e monetaria del nostro paese, come si vedrà, è stata strettamente legata a quella europea negli ultimi cinquanta anni, e l’Euro è solo l’ultimo di una serie di “step” che l’Italia ha percorso per allineare il suo tasso di cambio a quello dei nostri vicini europei. La crisi economica ha poi rotto l’instabile equilibrio perfetto 1 tra i paesi dell’Eurozona, facendo emergere diversi contributi di una certa letteratura, contraria all’introduzione di una moneta unica tra i paesi europei, finora rimasta latente. Il dibattito è tuttora molto vivace: si presenteranno discorsivamente alcuni contributi dei maggiori analisti, tra i quali i più citati sono il professor Alberto Bagnai e il professor Tommaso Monacelli. Nel secondo capitolo del lavoro si guarda al possibile effetto inflattivo di una svalutazione dell’Euro usando una tecnica basata sulle “Input Output Tables”, chiamate semplicemente tavole “I/O” nel prosieguo della trattazione. Qui si assume che le quantità prodotte e vendute rimangano fisse e uguali a quelle delle I/O. Si deriverà così l’impatto possibile della svalutazione sui prezzi basandosi sulla matrice, che compatta tutti i cicli di acquisti di beni intermedi e restituisce l’effetto dello shock iniziale a livello globale (in termini di tasso di inflazione) e sulle singole branche dell’economia. 1 «Per molti anni l'euro, questo bombo ha volato bene senza che si sapesse come. Ma ora è venuto il momento di evolversi e l'euro deve diventare una vera ape», dal discorso di Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, intervenendo alla Global Investment Conference a Londra alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi. All’interno dell’editoriale di Roberto Napoletano - Il Sole 24 Ore -, 26 Luglio 2012

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Bagnara Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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