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Safety & security nella Roma imperiale: la guarnigione urbana dei Vigiles

Informazioni tesi

  Autore: Erika Berto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Quaternario Preistoria e Archeologia
  Relatore: Livio Zerbini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 184

La tesi ridefinisce la posizione dei Vigiles, conosciuti come i pompieri dell'antica Roma, in un contesto avveniristico di safety e security della capitale imperiale, nella quale più formazioni interagivano con misure di prevenzione e di emergenza, per garantire sia la cura Urbis, sia la sicurezza urbana. Le sette Cohortes Vigilum vennero ufficialmente istituite nell'anno 6 d.C. da Augusto per fare fronte agli incendi ma, in realtà, i prodromi si ritrovano già in età repubblicana. Nel corso dei secoli queste unità subirono cambiamenti e adattamenti al quadro politico, per poi terminare la loro esistenza verso la fine del IV sec. o meglio trasformarsi in una soluzione diversificata. Senza rivoluzionare le antiche istituzioni, il Princeps, per ottimizzare le strutture del nascente Principato, creò un organismo paramilitare, caratterizzato da un mix di caratteri civili e militari. Le peculiarità della formazione originaria stavano nella provenienza degli arruolati: schiavi liberati, peregrini e cittadini di bassa estrazione sociale; modeste origini in aggiunta alla quotidianità del lavoro, spiegano la scarsa considerazione che questi uomini hanno ricevuto sia dagli autori classici coevi che dagli studi postumi della Storia.
Come risultato appare una visione ideologica dei Vigiles distante dalla stereotipa professionalità di basso livello, confacente ad una struttura avveniristica di integrazione funzionale e di cooperazione con gli elementi d'insieme della guarnigione urbana, per garantire la quies urbana attraverso una moltitudine di servizi statali combinati

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4 1. INTRODUZIONE 1.1 Gli obiettivi della tesi L’obiettivo basilare del mio lavoro è quello di illustrare l’organizzazione, oltre che la funzione prettamente militare, delle cohortes dei Vigiles, ed evidenziare l’importanza da questi rivestita nell’Urbs per oltre quattro secoli dalla loro creazione. Il corpo, inizialmente chiamato “Militia Vigilum Regime”, venne creato da Augusto nell’anno 6 d.C. con la finalità di fare fronte ai vari incendi che si sviluppavano frequentemente nell’Urbs, anche se la loro attività fu probabilmente più efficace del semplice soccorso quando i disastri del fuoco erano già in atto attraverso una sorta di prevenzione agli stessi mediante il pattugliamento delle strade, su cui si affacciavano le abitazioni popolari (insulae). L’istituzione rientrava pienamente tra le componenti terrestri dell’esercito romano, nell’ambito delle guarnigioni di Roma, agendo in concomitanza alla guardia pretoriana e alle coorti urbane: nel razionale schema militare dell’Impero Romano, l’originalità della figura dei Vigiles venne marcata da un mix di caratteri militari e attributi civili, che li collocò storicamente in una situazione di ambiguità. Infatti, nonostante la rilevanza del loro ruolo, essi non hanno mai beneficiato di una proporzionale stima, sia da parte dei loro contemporanei che successivamente da parte di approfonditi studi della “grande” storia, rimanendo, per così dire, nell’anonimato. In realtà, questi pompieri dell’Antichità, che, allo stesso tempo sono anche gli antenati virtuali dei moderni metronotte, riflettono sicuramente, nella loro organizzazione flessibile e nella loro efficienza funzionale, una peculiarità del mondo romano. Poiché la sua funzione lo rende indubbiamente un elemento onnipresente nella vita della capitale, la figura del vigile è parte integrante del paesaggio di Roma antica. Si trattava, inizialmente, di cohortes di schiavi affrancati o ingenui di modeste origini, che avevano come finalità comune la sicurezza di Roma allo stesso modo dei loro comandanti, di rango più elevato, e che potevano progredire fino a raggiungere i vertici della struttura appartenenti all’ordine equestre. In un tale contesto si esplica il tratto distintivo della meritocrazia nel mondo romano, attraverso la possibilità del riscatto sociale, del

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