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Salute, diritto e cultura: l'ostetrica legale e forense nell'approccio alle mutilazioni genitali femminili

La tesi consta inizialmente di una presentazione generale del fenomeno delle mutilazioni genitali femminili ovvero della loro origine, l'epidemiologia e le conseguenze sulla salute delle donne e della bambine. Gli altri capitoli trattano invece il fenomeno in modo molto più tecnico, ovvero non si guarderà solo alle tematiche prettamente sanitarie, ma anche al piano giuridico e culturale. Si mostrerà come reati "culturalmente motivati" vengono affrontati nelle aule di tribunale italiane e di diversi stati europei e non, inoltre si vedrà come le legislazioni sono cambiate nel tempo per adeguarsi e far fronte a un fenomeno poco conosciuto specialmente nei paesi sviluppati. Anche la proposta del rito alternativo alla mutilazione, fatta da due ginecologi italiani, verrà ben descritta analizzandone i pro e i contro e le polemiche che essa ha suscitato. L'ultimo capitolo invece sarà dedicato interamente al ruolo dell'ostetrica nell'assistenza e nella presa in carico della donna con mutilazione genitale.

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- 1 - INTRODUZIONE La prima volta in cui sono entrata in contatto con le mutilazioni genitali femminili (MGF) ero una studentessa di Ostetricia al primo anno nel Reparto di Ginecologia. Sapevo che in una stanza si trovava una donna che avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento di deinfibulazione con ricostruzione delle grandi e piccole labbra mediante chirurgia plastica. Per riuscire ad arrivare ad un passo così importante era stata in cura da uno psichiatra per ben dieci anni. Non l’ho mai vista in faccia, in quanto preferiva rimanere chiusa nella sua stanza, con minimi contatti con il personale sanitario per le cure strettamente necessarie. L’anno dopo, invece, durante una visita ginecologica ad un’ex prostituta proveniente dall’Africa Sub-Sahariana, ho notato che la nostra paziente aveva una strana cicatrice sul prepuzio e le mancava completamente il clitoride, perciò ho chiesto alla ginecologa se si fosse accorta dell’anomalia. A quel punto lei mi ha risposto che la nostra signora aveva subito una mutilazione genitale di II tipo, quando era bambina, nel suo Paese d’origine. Entrambi gli episodi sono stati per me molto significativi, in quanto sono entrata in contatto con un fenomeno che non avevo mai conosciuto così da vicino e soprattutto che non ero mai riuscita a comprendere fino in fondo. Le domande nella testa erano molte, come donna e anche come ostetrica. Ho deciso però di non lasciarmi andare a giudizi azzardati e poco ragionati e soprattutto ho scelto di informarmi per capire di piø i motivi che possono portare diverse culture a distruggere in questo modo non solo il corpo, ma anche la mente delle bambine, future donne. ¨ importante che l’ostetrica sia formata su questo tipo di problematica che con l’immigrazione è già arrivata anche in Italia e che sia in grado di prestare un’assistenza lucida e professionale alla donna, senza essere ostacolata dall’emotività, dalla drammatizzazione e soprattutto dal giudizio. L’idea di questa tesi nasce dal bisogno di conoscenza di una tradizione devastante che colpisce, secondo le stime, dai 100 ai 140 milioni di donne nel mondo e circa 3 milioni di bambine ogni anno. Solo informandosi e conoscendo si può

Tesi di Master

Autore: Elisabetta Uboldi Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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