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Declinazioni dell'eroismo nella saga argonautica

Studio riguardante l'evoluzione della figura eroica nella sensibilità letteraria greca e latina. In particolare si occupa di discutere e definire le prerogative dei personaggi di Giasone, Medea e degli altri protagonisti delle "Argonautiche" di Apollonio Rodio e poi del suo successore latino Valerio Flacco alla luce dei modelli epici precedenti (Omero e Virgilio) e delle reciproche influenze tra i due autori. E' stata posta grande attenzione ai testi, a cui ci si riferisce con frequenza e alla contestualizzazione storica delle due opere in questione.

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3 Introduzione Quale eroismo? In un nucleo di racconti antichissimi vanno ricercate le origini degli eroi nella civiltà greca. Queste storie, trasmesse a lungo oralmente, rappresentavano il fondamento ideale di tutta quanta la cultura e i personaggi che le popolavano erano uomini di as c e nde nz a divi na , se mi de i le c ui c a pa c it à tra v a li c a va no que ll e d e ll ’uomo or dinar io , senza tuttavia poter essere paragonate a quelle dei numi. L ’ a mbi va lenz a è a nc h e la stra or dinar ietà de ll a f ig ur a d e ll ’e roe , c a pa c e di rendersi tra mi te tr a l’um a nit à e le realtà celesti. A questo si deve la concezione sacra dei protagonisti del mito, a lungo rimasta nello spirito greco, per la quale essi non sono semplici frutti della finzione immaginativa, ma veri e propri protettori de ll ’uomo. La somiglianza fra eroi e uomini è una caratteristica peculiare della mitologia ellenica; la forza dei primi è sovente commisurata alla loro nobiltà d’ a nimo, ma non sempre è così: fin dalle origini essi popolano le più svariate opere letterarie e si rendono protagonisti di azioni meritevoli come delle più crudeli atrocità. N e ll ’e pica sta, c ome ovv io, il genere che più li rappresenta. A lungo ci si è interrogati, per esempio, sulla psicologia del personaggio omerico: i poemi sono, infatti, avidi d ’informazioni nei riguardi dei rivolgimenti interiori dei protagonisti. Questo perché il comportamento che osservano si conforma a un modello di tensione condivisa ve rso la g lor ia e l’ono re . Indubbiamente, le riflessioni morali che li animano sono semplificate rispetto alle esigenze moderne. La loro grandezza risiede ne ll ’e sser e c ostanteme nt e in azione, mai domi di prodigarsi per la conquista di consenso socia le. L a g u e rr a divent a l’oc c a sione per realizzare atti di valore. Se cercassimo la componente che fa scaturire le azioni di questi eroi antichi, essa a ndre bbe identific a ta c on lo θυ μ ός , 1 l ’isti nto pulsi o na le o , se vogliamo, un contrasto di istinti che poi vede il prevalere di uno solo in nome de ll ’a utoaf f e rma z ione . Tuttavia, questa estrema esteriorizzazione delle scelte, che immediatamente si 1 Si veda GIULIO GUIDORIZZI, Il mito greco, II, Milano, Mondadori, 2012 (I Meridiani), p. XXIX.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lorenzo Abeni Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.