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L'industria Italiana tra potere statale e impresa privata. Il divario Nord-Sud e le cattedrali nel deserto

Informazioni tesi

  Autore: Pietro Depascale
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Matteo Pasetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

L’obiettivo della tesi è quello analizzare le fasi socio-politiche ed economiche che hanno portato alla costruzione di un polo industriale al sud e capire perché nonostante tutto, il divario Nord-Sud rimane tutt’oggi uno dei problemi irrisolti della politica economica italiana.
Nel primo capitolo analizzeremo l’evolversi dell’industria in generale e della siderurgia in particolare, i primi intrecci tra potere governativo, banche e imprese che differenzierà l’Italia, anche in futuro, da tutte le altre nazioni industrializzate.
Nel secondo capitolo analizzeremo il particolare periodo storico del dopoguerra, di come l’Italia da paese sconfitto ma al tempo stesso passato dalla parte degli alleati, ottiene grazie ai nuovi gruppi dirigenti, le stesse agevolazioni degli altri paesi vincitori.
Nel terzo capitolo analizzeremo le fasi che hanno influenzato le scelte governative riguardo alla costituzione della Cassa per il Mezzogiorno e i personaggi chiave che ne hanno regolato il governo economico-finanziario dell’Italia in quel particolare periodo che è stato il dopoguerra.
Nel quarto capitolo si espongono le cause ancora oggi molto discutibili, secondo le quali lo sviluppo del sud non ha avuto i risultati auspicati dalle politiche legate agli aiuti statali.
Nel quinto capitolo esporremo un caso tipo di “cattedrale nel deserto”, l’Ilva di Taranto, che nasce con l’obiettivo di diminuire l’atavico divario Nord-Sud.
Nel sesto capitolo si valuteranno alcune ipotesi riguardo lo sviluppo con meno implicazioni politiche, ovvero una politica più responsabile e attenta ai beni comuni e non clientelare come è stata fino ad oggi.

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Cap.1 La siderurgia italiana da Giolitti a Mussolini Il rapido sviluppo industriale, legato a profonde trasformazioni delle strutture economiche e sociali, ha favorito nuove scoperte tecnologiche e nuovi progressi, obbligando, in un certo qual modo, tutti i paesi, Italia compresa, a modificare la propria economia. Il legame tra tecnologia e sviluppo economico si è però sviluppato differentemente da paese a paese: nella fase storica che inizia con l’unità d’Italia, si assiste al passaggio tra stati divisi e stato unitario e si inizia a porre le basi per quello che in futuro caratterizzerà la trasformazione dell’Italia da Paese agricolo a Paese industrializzato. "Nel periodo 1896-1908 si iniziò un processo irreversibile di trasformazione strutturale che doveva portare l’industria a divenire nel corso di pochi decenni il principale ramo dell’attività economica nazionale". Già in quel periodo esistevano piccole realtà concentrate intorno a Milano, Genova, Prato e Napoli, ma esse rappresentavano una parte così irrilevante da non potersi definire industria vera e propria. “(…) consuetudini, contatti, reti commerciali e finanziarie univano da tempo i vari spezzoni di quello che sarebbe diventato il Regno d’Italia con i maggiori paesi europei, Gran Bretagna, e Francia in primo luogo. Il tipo di merci che erano scambiate con tali paesi, confermava l’impressione generale che l’Italia fosse essenzialmente ancora un paese importatore di prodotti finiti e un esportatore di derrate alimentari, materie prime e semilavorati (seta greggia su tutti): caratteristiche queste, riscontrabili solitamente nei paesi che non avevano ancora avviato un processo di industrializzazione”. La crescita che si verificò in questi anni riguardò inizialmente i comparti tradizionali del sistema industriale italiano: il settore tessile, il settore agro-alimentare e l’industria saccarifera. Tuttavia, fu lo sviluppo dell'industria siderurgica che favorì il decollo economico dell'Italia. Certamente i 3

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dopoguerra
mussolini
meridionalismo
giolitti
siderurgia
cassa per il mezzogiorno
taranto
ilva
industria italiana
svimez

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