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Dinamiche di creazione di valore: lo spin-off Fiat Auto

Questo lavoro, esponendo con un ordine temporale le valutazioni degli analisti per il Gruppo Fiat e per i suoi business, desidera far comprendere come la ristrutturazione operata nel 2011 abbia creato valore. Tutto il lavoro sarà improntato ad analizzare, da una prospettiva analitica, come gli azionisti, in modo particolare, abbiano tratto beneficio da tale operazione vedendo apprezzate le proprie azioni e vedendo rivalutati quindi i fondamentali di valore del gruppo. Il lettore avrà l’opportunità di capire come il titolo Fiat sia così divenuto attrattivo di investimenti. Leggendo il primo capitolo, verrà data l’opportunità di comprendere i benefici apportati dall’operazione di scissione avvenuta nel 2011 nel gruppo Fiat; in questo capitolo il lettore troverà i dettagli dell’operazione, sia sotto il profilo giuridico quanto sotto il profilo economico, nell’ottica dell’azionista; inoltre, verranno proposti i dettagli degli obiettivi che il gruppo si aspettava di conseguire; nel secondo e nel terzo capitolo, invece, attraverso le tabelle proposte, si avrà occasione di confrontare i valori assegnati dagli analisti al Gruppo nel corso degli anni. Confrontando la dinamica dei valori, indicanti la dimensione del capitale economico del gruppo, il lettore avrà occasione di comprendere come il valore sprigionato da un’operazione di spin-off si distribuisca nel tempo e non si esaurisca nell’immediato, ed avrà infine occasione di confrontare dei valori di diversi anni con quelli dei concorrenti, più o meno diretti; il fine ultimo è sempre apprezzare la creazione di valore. Si precisa,in merito, che sono stati presi in considerazione solo gli studi che, a mia discrezione, erano più utili ai fini del lavoro da svolgere. Il quarto capitolo, invece, parlerà della dinamica dello sconto sul titolo; si osserverà quanto, nel corso del tempo, lo spin-off abbia contribuito o meno alla sua riduzione. Il quinto capitolo permetterà di conoscere, in relazione ai target prices assegnati, quali analisti abbiano avuto ragione o meno, in merito alle aspettative future sul titolo; l’analisi non si limiterà solo alla dinamica del prezzo, ma si addentrerà anche nelle opinioni espresse circa gli obiettivi a lungo termine dell’impresa. Il sesto capitolo permetterà di valutare se gli obiettivi dello spin-off, circa la creazione di valore, sono stati raggiunti; questo grazie anche all’ausilio di value maps. Concludendo, il lettore, a mio avviso, avrà l’opportunità di comprendere cosa spingerà nel futuro prossimo le multinazionali ad effettuare, con sempre più frequenza, quello che pare essere l’ingrediente principale della ricetta vincente: l’operazione straordinaria.

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4 INTRODUZIONE Il contesto economico attuale, il fenomeno della globalizzazione e la sempre piø crescente intenzione per le grandi imprese di ricercare l’efficienza hanno indotto, in modo particolare le multinazionali, a procedere a ristrutturazioni aziendali. Le operazioni straordinarie di scissione, fusione, acquisizione e cessione sono quindi delle scelte strategiche che ogni impresa ben governata deve compiere per perseguire le finalità di fondo che ispirano la sua azione; in sostanza, l’azienda tende a generare ricchezza e quindi a generare valore, e le sue scelte strategiche sono funzionali a questa finalità. Le imprese che procedono ad una ristrutturazione attraverso una fusione o una scissione hanno una finalità comune: essere vincenti e creare valore per tutti gli stakeholders i . Questa visione lungimirante porta tali imprese a voler conquistare altri mercati, ad innovare e a catturare sempre piø risorse e competenze. La scelta del procedere con un’operazione straordinaria dipende dalla posizione in cui si trova la singola impresa. La storia dimostra che operazioni di questo tipo sono state la scelta vincente per molte aziende; situazioni che parevano delicate e compromettenti della capacità di sopravvivere dell’impresa stessa, si sono trasformate, proprio grazie alle scissioni, fusioni, acquisizioni e cessioni, in situazioni ben lontane dal fallimento; la stessa storia di Fiat, il Gruppo trattato nel presente lavoro, ne è la riprova; agli inizi del 2000, la casa torinese era considerata come prossima al default; alla ricerca di potenziali sinergie, Gm, colosso dell’auto americana, si propose di acquistarla; altro non era, quello, che il principio di un decennio, per l’auto, contrassegnato da operazioni straordinarie; quando anni dopo, sfumata l’occasione Gm, Fiat si chiese cosa fare delle sue sorti, un manager Italo-canadese, Marchionne, prese in mano le redini della casa torinese. Il Gruppo, vicino al collasso per i debiti causati da anni di mala gestione, procedette anche qui a operazioni straordinarie al fine di risollevarsi: vendette importanti assets lontani dal business dell’auto (ad esempio un ramo assicurativo), con il fine di concentrarsi sulla sua attività principale: fare auto; insomma, la scommessa di sopravvivere era stata accettata ma, per vincerla, anche qui si dovette fare ricorso necessariamente alle operazioni straordinarie. Grazie al ricambio del management, da una situazione vicina al fallimento, il i Stakeholders: tutti i portatori di interesse nell’azienda

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Riccardo Barbieri Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 982 click dal 17/04/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.