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Mitigazione dell'accumulo di polvere ed inquinanti su pannelli solari e superfici architettoniche, con l'uso di superfici funzionali nanostrutturate

Essenzialmente si è studiato i meccanismi alla base dei trattamenti per rendere le superfici (metalliche, plastiche, laterizie) super-idrofobiche o super-idrofiliche, come questo sia associato alle proprietà autopulenti e quali siano le possibili applicazioni in edilizia, edilizia medica e nel settore fotovoltaico (e potenzialmente nella conservazione dei beni culturali). Abbiamo anche affrontato il discorso delle superfici autopulenti basate su effetto fotocatalitico e come questo entri nel discorso di cui sopra.

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3 Capitolo 1. Introduzione Brevi tappe di avvicinamento agli argomenti oggetto di discussione Paragrafo 1.1 - Preambolo necessario con qualche riferimento “personale” Gentile Commissione esaminante, desidero mettervi al corrente della mia complice redazione ed avvicinamento a tale elaborato, nella fattiva partecipazione personale agli argomenti svolti di seguito. Premessa al lavoro, e introduzione altresì, è sicuramente la voglia di affrontare le difficoltà di un percorso leggermente al di fuori della sfera classica di impegno dell’Ingegneria Civile ed Ambientale, perlomeno così intesa durante il Corso di Studio, essendomi avvicinato in maniera coraggiosa al mondo del Fotovoltaico, e quindi, a quella che definirei la “forma regina” (di raffinatezza, b.i.), delle energie rinnovabili. Il “primo contatto con essa” fu tra le rastrelliere della Facoltà di Ingegneria, nella zona antistante la sede cosiddetta “Cattedrale” dello storico plesso, con un amico, Luca C., che mi parlò della sua tesi in Informatica riguardante la programmazione software di un motore passo passo per l’inseguimento solare di un Pannello Fotovoltaico a concentrazione (CSP); con chi stesse lui svolgendo quella tesi risultò fondamentale. Il correlatore della tesi qui svolta, la mia prova finale, è infatti la stessa persona alla quale mi presentai quel giorno, nell’imbarazzo generale e nella goffagine di affrontare cose come, una tesi di Laurea, un professore che fosse a fianco di uno studente professionalmente ma in contesto informale; tanto che si fece strada in me il pensiero che fossi ancora lontano dal poter partecipare a quei discorsi attivamente. Non potevo sapere che quello sarebbe stato il primo passo, verso un percorso così personalmente denso, che mise in secondo piano il mio status di studente fuori corso che doveva mettere il suo impegno solamente a recuperare gli esami lasciati indietro . Fui rapito dalla causa, e a quell’incontro feci seguire inizialmente solo chiacchiere in amicizia e un livello di approfondimento da avventore più che da reale interessato alla materia, vista l’area di studi di mio riferimento. Par 1.2 - Più che per un colpo fortuito, partì l’”avventura” di affrontare il mio Tirocinio curricolare Il tirocinio di 300 ore scelto nel piano di studi, decisi di svolgerlo non in qualche azienda da passacarte o adibito a mansioni routinarie ma quasi, oserei dire, da garzone di bottega, al fianco di una persona che mi apriva le porte al suo lavoro senza filtri, e con la inconsapevolezza di affrontare tematiche specifiche del suo campo da novizio, trascinato com’ero dal suo

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Diego Rinaldi Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 177 click dal 02/05/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.