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Safety e Security: la sicurezza come valore

Il tema della sicurezza oggi costituisce la principale causa di preoccupazione tra le tante che purtroppo affliggono la Comunità Internazionale. Sino a pochi anni fa infatti nessuno poteva immaginare l'importanza che, soprattutto nel mondo dei trasporti, l'espressione «sicurezza» avrebbe assunto nel duplice significato di salvaguardia della vita da rischi di incidenti dovuti a cause tecniche e di salvaguardia della vita, e del relativo diritto alla mobilità, dai rischi generati da atti illeciti volontari perpetrati da terzi.
Alla luce di quanto sopra esposto, lo scopo del presente elaborato è lo studio dei concetti di Safety e Security e di come essi rappresentino, nonostante siano due accezioni semantiche nettamente distinte tra loro del termine "sicurezza", un valore univoco. Il rispetto del valore espresso dal concetto di sicurezza è stato garantito fino agli inizi del 1900 dalla formazione labile ed inconsistente di un debole diritto consuetudinario, questo ha però portato in ambito internazionale, comunitario e conseguentemente in una più ristretta realtà nazionale, allo sviluppo di una serie di norme, scritte e ben definite, volte a garantire la sicurezza nel campo della navigazione e nelle eterogenee realtà portuali. Tralasciando inizialmente quelle che sono le definizioni del termine "navigazione" fornite dalla Convenzioni Internazionali, che nel tempo hanno provato a definire tale concetto, si fa riferimento all'interpretazione espressa dall'ordinamento interno italiano, dato che nel nostro paese dal 1942 tale concetto è materia di uno specifico ramo del diritto. [...]
Infatti a seguito delle drammatiche vicende legate al naufragio, nel 1914 ci fu la prima convocazione di una conferenza internazionale a Londra per elaborare norme uniformi in materia di sicurezza strutturale delle imbarcazioni; il testo di questa Convenzione prevedeva l'adeguamento degli standard di sicurezza a specifiche circostanze ambientali ed anche se non entrò in vigore per lo scoppio del primo conflitto mondiale, creò comunque i presupposti per la convocazione di nuove conferenze negli anni a venire. Giunti al 1948 si avrà la prima grande manifestazione di cooperazione internazionale; infatti in quell'anno si tenne a Londra la conferenza internazionale che adottò la Convenzione denominata "Convention for the Safety Of Life At Sea" (comunemente detta SOLAS 1948). Da questo momento, con l'introduzione di norme sulla sicurezza intrinseca della nave, si inserisce nella disciplina del diritto della navigazione un interesse pubblico per la salvaguardia della vita umana che andrà ad evolversi nel tempo anche in seguito a eventi, drammatici e non, che spingeranno la comunità internazionale ad intervenire nonostante ci fosse stata già una prima legiferazione in materia. Un esempio ci è dato dall'affondamento della nave passeggeri italiana Andrea Doria che, anche se costruita secondo i dettami della Convenzione SOLAS 1948, comportò la perdita di oltre 50 vite umane; oppure dalla chiusura del Canale di Suez che diede origine al fenomeno del gigantismo navale per far fronte all'aggravio di costi dovuto alla circumnavigazione dell'Africa. Tali avvenimenti, uniti all'evolversi delle attività marittime (non più volte al solo trasporto prevalente di persone e/o cose), andarono a moltiplicare gli "usi" del mare, inteso non più soltanto come specchio d'acqua da attraversare, ma divenuto oramai anche oggetto di interessi connessi al desiderio di utilizzazione delle abbondanti risorse naturali marine. La conseguente pluralità di scopi perseguita, ed i susseguenti incidenti verificatisi in questo ambito , spinse la comunità internazionale ad ampliare l'area degli eventi disciplinati dalle norme dettate in materia di Safety per ricomprendere al suo interno anche quelle attività connesse all'utilizzo delle risorse marine al fine di tutelare l'ambiente marino dai potenziali danni causati dall'inquinamento. [...] Tale esigenza di sicurezza determinava la richiesta di un maggior rispetto del concetto di Security da parte di tutti i soggetti coinvolti, avviando così lo sviluppo di norme specifiche in questo ambito. Anche in questo contesto, inevitabilmente è solo dopo alcuni sinistri causati da atti violenti ed intenzionali di natura terroristica che hanno colpito la navigazione, che prende corpo un'adeguata normativa.
Considerando quindi che le norme contenute nel diritto della navigazione, al fine di garantire elevati standard di sicurezza a persone ed ambiente, sono costrette ad una continua evoluzione ed aggiornamento, con questo elaborato si vuole "fotografare" il quadro normativo attuale per poter comprendere come la suesposta garanzia della sicurezza (intesa in entrambe le sue accezioni semantiche prima definite) sia oramai diventata il valore cardine nel settore dei trasporti via mare e di tutti i contesti ad esso legati.

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4 INTRODUZIONE Il tema della sicurezza oggi costituisce la principale causa di preoccupazione tra le tante che purtroppo affliggono la Comunità Internazionale. Sino a pochi anni fa infatti nessuno poteva immaginare l’importanza che, soprattutto nel mondo dei trasporti, l’espressione <<sicurezza>> avrebbe assunto nel duplice significato di salvaguardia della vita da rischi di incidenti dovuti a cause tecniche e di salvaguardia della vita, e del relativo diritto alla mobilità, dai rischi generati da atti illeciti volontari perpetrati da terzi. 1 Alla luce di quanto sopra esposto, lo scopo del presente elaborato è lo studio dei concetti di Safety 2 e Security 3 e di come essi rappresentino, nonostante siano due accezioni semantiche nettamente distinte tra loro del termine “sicurezza”, un valore univoco 4 . Il rispetto del valore espresso dal concetto di sicurezza è stato garantito fino agli inizi del 1900 dalla formazione labile ed inconsistente di un debole diritto consuetudinario, questo ha però portato in ambito internazionale, comunitario e conseguentemente in una più ristretta realtà nazionale, allo sviluppo di una serie di norme, scritte e ben definite, 1 Le principali fattispecie che caratterizzano questa macro-categoria sono legate ad attentati terroristici. 2 Con questo termine si riconduce al concetto di sicurezza intesa come salvaguardia di persone, mezzi di trasporto e beni trasportati dalla pericolosità intrinseca della navigazione, intesa in senso tecnico, e quindi dalla pericolosità derivante dall’ambiente in cui essa si svolge. 3 Con questo termine invece si riconduce al concetto di sicurezza quale tutela di persone, mezzi di trasporto e beni trasportati dalla pericolosità estrinseca alla navigazione e, quindi, dovuta ad interventi umani esterni all’attività navigatoria come possono esser considerati gli atti illeciti di natura terroristica. 4 Sulle differenze tra le espressioni Safety e Security si vedano: Arroyo I., Problemi giuridici relativi alla sicurezza della navigazione marittima, in Dir. Maritt., 2003, pag. 1194; Interventi di sicurezza marittima nell’ambito della Comunità europea, a cura di Pellegrino F., VI Giornata nazionale della sicurezza in mare, Villa San Giovanni, 2005, pag. 101.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Luigi Passante Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.