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Il Fondo librario Maria Rao di letteratura illustrata per ragazzi: dalla descrizione ad una ipotesi di restauro e valorizzazione

Differentemente dagli oggetti che decorano e arredano le case, i libri sono generalmente in uno stato di conservazione che è inversamente proporzionale all’interesse e all’affetto che è stato loro dedicato.
I libri per l’infanzia, fra tutti, sono quelli che più sono coinvolti in questo destino, anche perché, per il fatto stesso di essere illustrati, subiscono un utilizzo la cui ripetitività è correlata alla ricerca compulsiva da parte del piccolo fruitore, dello shock emozionale dato dall’accesso alla visione di una straordinaria realtà caleidoscopica, idealizzata o del tutto fantastica.
Realtà idealizzata e fantastica che nei primi decenni del Novecento, epoca storica cui appartiene la raccolta in esame, aveva nel manufatto grafico o pittorico la sua unica e irrinunciabile possibilità di essere efficacemente espressa.
Così la letteratura per l’infanzia, della prima metà del secolo trascorso, è tanto una storia di scrittori, quanto una storia di illustratori, in cui peraltro dietro trame esplicite e altrettanto esplicite sequenze di immagini si cela, in filigrana, lo spaccato più nascosto di un’epoca con i suoi miti valoriali e un suo sentimentalismo datato, ma innegabilmente tutt’ora coinvolgente, cui fa singolarmente da contraltare un fermento editoriale di grande vitalità e dinamismo che vide il sorgere e il tramontare di loghi storici, nella difficile e tragica temperie politico-culturale fra la fine dell’Italietta giolittiana, dissoltasi nell’immane olocausto del primo conflitto mondiale, e l’avvio e il turbolento consolidarsi dell’era fascista.
La letteratura per l’infanzia, nell’ambito del più ampio genere della narrativa, resta pertanto qualcosa che, o produce fenomeni che divengono dei classici senza tempo e a diffusione mondiale, o comunque fornisce prodotti che contestualizzati e storicizzati non sono meno interessanti di altri per inquadrare un’epoca nella sua aura culturale e sociale più autentica.
L’analisi del fondo librario di Maria Rao, per come svolta in questo lavoro, spero abbia saputo dimostrare ciò e, per tale motivo oltre che per l’intrinseco valore, anche di meritare il progetto di parziale restauro conservativo e di valorizzazione che è stato ipotizzato.

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5 PREMESSA Le storie …. Rappresentano continui tentativi […] dell’umano lasciarsi tentare, appunto, da ciò che non si conosce e su cui si vorrebbe poter indagare, poter dire, poter immaginare. Tutte le storie prendono il via dal bisogno di andare oltre un mondo che venga inteso tutto già dato… […] Tutte le storie si occupano, non a caso, ostinatamente, di un caso particolare, che in se stesso, anche quando è paradigmatico, finisce per rimanere irripetibile ed eccezionale, così come lo sono, del resto, tutte quante le vite e le esperienze se osservate da vicino, con cura, curiosità, attenzione, anziché dall’alto di ogni generalizzazione. (Giorgia Grilli) L’idea di analizzare e studiare a fondo la piccola collezione di letteratura per l’infanzia, che qui cercherò di descrivere, è emersa casualmente, quando, in un giorno imprecisato di alcuni anni fa, animata dalla necessità di riordinare la cospicua biblioteca di famiglia, iniziai a sfogliare le pagine di alcuni libri che non avevo mai visto prima e che mia suocera, Maria Rao, scomparsa da alcuni anni , aveva posto, molti anni or sono, con grande cura, all’interno di grandi scatole poste nei tre palchetti bassi di una delle sette

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Maria Mondello Contatta »

Composta da 339 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 315 click dal 08/05/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.