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Il lobbying europeo: un'analisi del Registro per la trasparenza per le organizzazioni, le persone giuridiche e i lavoratori autonomi impegnati nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione

L'elaborazione e l'attuazione delle politiche dell'Unione europea sono sistematicamente oggetto dell'influenza diretta o indiretta della società civile organizzata, cioè di quei gruppi che, al fine di difendere e promuovere i propri interessi, cercano di fare pressione sul processo decisionale delle istituzioni europee.
La rilevanza del fenomeno chiama ad analizzare i suoi attori principali, le lobbies, cercando di cogliere il ruolo tecnico-politico che la loro attività, non solo de facto, ricopre nel funzionamento della macchina comunitaria. Il presente elaborato, però, non si limita a un'osservazione asettica: consapevole del fragile equilibrio tra il particolarismo del lobbying, strumento della società civile organizzata, e la rappresentanza democratica dell'interesse generale dei cittadini europei, mette a fuoco gli elementi negativi e le prospettive di riforma della normativa vigente, figlia di un processo politico iniziato negli anni '90, che potrebbero rispettivamente incrinare e rafforzare l'equilibrio suddetto.
Il Registro per la Trasparenza (ufficialmente Registro per la trasparenza per le organizzazioni, le persone giuridiche e i lavoratori autonomi impegnati nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione), rappresenta lo strumento di più recente sviluppo da parte della Commissione europea e del Parlamento europeo: un database online in comune a cui è chiamato ad iscriversi volontariamente chiunque eserciti lobbying presso le istituzioni comunitarie. Oltre alla denominazione e ai recapiti generici, l'iscritto deve fornire una serie d'informazioni significative, tra cui il nominativo della persona legalmente responsabile dell'organizzazione, i nominativi delle persone per le quali è richiesto il titolo di accesso agli edifici del Parlamento europeo, il numero di persone che fanno lobbying, i settori di interesse, e le dichiarazioni sulle proprie risorse finanziarie.
Nonostante le diverse criticità ancora persistenti a due anni dall'entrata in funzione, il Registro può essere utilizzato come lente d'ingrandimento sulla realtà del lobbismo nell'UE.

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4 INTRODUZIONE L’elaborazione e l’attuazione delle politiche dell’Unione europea sono sistematicamente oggetto dell’influenza diretta o indiretta della società civile organizzata, cioè di quei gruppi che, al fine di difendere e promuovere i propri interessi, cercano di fare pressione sul processo decisionale delle istituzioni europee. La rilevanza del fenomeno chiama ad analizzare i suoi attori principali, le lobbies, cercando di cogliere il ruolo tecnico-politico che la loro attività, non solo de facto, ricopre nel funzionamento della macchina comunitaria. Il presente elaborato, però, non si limita a un’osservazione asettica: consapevole del fragile equilibrio tra il particolarismo del lobbying, strumento della società civile organizzata, e la rappresentanza democratica dell’interesse generale dei cittadini europei, mette a fuoco gli elementi negativi e le prospettive di riforma della normativa vigente, figlia di un processo politico iniziato negli anni ’90, che potrebbero rispettivamente incrinare e rafforzare l’equilibrio suddetto. Il Registro per la Trasparenza (ufficialmente Registro per la trasparenza per le organizzazioni, le persone giuridiche e i lavoratori autonomi impegnati nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione), rappresenta lo strumento di piø recente sviluppo da parte della Commissione europea e del Parlamento europeo: un database on- line in comune a cui è chiamato ad iscriversi volontariamente chiunque eserciti lobbying presso le istituzioni comunitarie. Oltre alla denominazione e ai recapiti generici, l’iscritto deve fornire una serie d’informazioni significative, tra cui il nominativo della persona legalmente responsabile dell'organizzazione, i nominativi delle persone per le quali è richiesto il titolo di accesso agli edifici del Parlamento europeo, il numero di persone che fanno lobbying ,i settori di interesse, e le dichiarazioni sulle proprie risorse finanziarie. Nonostante le diverse criticità ancora persistenti a due anni dall’entrata in funzione, il Registro può essere utilizzato come lente d’ingrandimento sulla realtà del lobbismo nell’UE. La questione del lobbying europeo rientra nel dibattito sulla struttura del processo decisionale e la legittimazione politica dell’Unione europea, avviato anche formalmente con il Libro bianco del 2001 per la governance europea. Il pericolo di un divario incolmabile tra cittadini e istituzioni comunitarie evidenziato dal Libro è costante, soprattutto nell’attuale fase d’instabilità politico-monetaria della zona Euro apertasi nel

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Claudio Quaresima Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 595 click dal 08/05/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.