L'imperativo estetico nelle organizzazioni aziendali, l'imposizioni di cultura e valore attraverso artefatti e simboli

L’importanza della comunicazione all’interno delle organizzazioni aziendali (Capitolo 2) rappresenta il punto di partenza dell’analisi. Con essa si intende mettere in risalto l’importanza della cultura e delle persone che vivono ed esperiscono l’organizzazione.
Il passo successivo (capitolo 3) considera, invece, l’analisi della cultura organizzativa, e la sua comprensione quale pratica volta ad agevolare i processi decisionali all’interno organizzazione.
In particolare, viene presa in considerazione la dimensione degli artefatti materiali come chiave di lettura privilegiata volta ad “afferrare” la cultura di una organizzazione. Quindi, attraverso l’analisi del paesaggio organizzativo si tenterà di capire come gli attori organizzativi apprendono, percepiscono l’ambiente esterno e, quindi, come questi agiscono.
Infine, si accenna la “polivalenza” dell’approccio artefattuale intesa come dimensione in grado di fornire un ulteriore ed utile strumento a coloro che si interessano di organizzazioni, cioè il potere degli artefatti volto all’influenza del comportamento organizzativo.
Infine, (capitolo 4) vengono illustrati i pesi ed i contrappesi, intesi come risultati raggiunti e limiti dell’approccio artefattuale associati ad uno specifico “caso aziendale”, Il caso Madoff (Appendice).

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3 1. Introduzione. I. Un nuovo percorso per gli studi organizzativi. Il percorso di studi scelto da un individuo, le varie esperienze lavorative ed accademiche che esperisce danno l’opportunità di “guardare” con “occhi diversi” le persone, gli oggetti e più in generale le loro reciproche interrelazioni, in particolar modo se queste ultime vengono analizzate in uno specifico contesto anziché in un altro. La visione di economicismo e tecnicismo (Hendry, 2006) che caratterizza le moderne organizzazioni aziendali verrà temporaneamente messa da parte, grazie alle opportunità che tali “sguardi” riescono a fornire. A prevalere, infatti, sarà una visione molto più soft che guiderà ad esperire le organizzazioni da una prospettiva diversa, basata sull’ estetica ed i saperi umanistici. Quindi, tale visione sposta prepotentemente l’ago della bilancia che pende dalla ricerca dell’ efficienza a favore della dimensione circa ricerca del “significato”. Infatti, attraverso l’utilizzo di uno “sguardo soft”, colui che studia le organizzazioni sarà in grado di percepire una dimensione in cui la cultura ed i valori influenzeranno la struttura hard di una organizzazione, in termini di: microstruttura del lavoro, gerarchie, strategie e così via. Il tentativo degli studiosi del critical turn, coloro i quali seguono una corrente di pensiero fondata sul non dogmatismo, sarà di analizzare le organizzazioni aziendali da un nuovo punto di vista, ricercando un possibile rimedio affinché esse possano ridefinire con successo le proprie strategie ed i propri obiettivi, specie nei periodi di turbolenza economica. La necessità sarà quella di trovare strumenti d’analisi che permetteranno di accantonare il “ricettario” offerto dalle grandi società di consulenza e slegarsi, per così dire, dalla tirannia della ossessiva ricerca dell’efficienza.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Gennaro D'ambrosio Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

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