Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Gli effetti dell’“Eastern Mediterranean Transient” nel Mediterraneo Occidentale

Il lavoro svolto riguarda il Mar Mediterraneo, in particolare la regione occidentale, un mare relativamente piccolo e semichiuso. La morfologia è caratterizzata da due bacini principali che lo costituiscono, uno occidentale e l’altro orientale. Le profondità non sono elevate e grazie alla forte evaporazione in contrapposizione ai deboli influssi di acqua dolce, il Mar Mediterraneo è da considerarsi un bacino di concentrazione che è inoltre, in continuo deficit idrico. La causa del continuo apporto di acque superficiali Atlantiche, attraverso lo Stretto di Gibilterra, è l’importante componente termoalina che caratterizza l’intera circolazione. Lo strato superficiale entrante dall’Atlantico è caratterizzato dalle basse salinità, la massa d’acqua corrispondente è denominata Atlantic Water (AW) con salinità tra i 37 e i 38 PSU. Nello strato intermedio vi sono soprattutto le acque di origine levantina che fluiscono verso occidente con salinità maggiore di 38 PSU. Quest’ultimo è lo strato che corrisponde al termoclino permanente. Nello strato più profondo vi sono le acque dense, con bassa temperatura e salinità relativamente alta (38.4-38.5 PSU), rinnovate continuamente dai centri di produzione di acque profonde, situati sia a est sia a ovest. La produzione di acque intermedie e profonde avviene in luoghi ben precisi situati sia a oriente sia a occidente. Questi sono il Golfo del Leone, il Mar di Levante, il basso Adriatico e l’Egeo Meridionale. Nel 1987 è stato osservato un cambiamento nella regione di formazione delle acque profonde e di fondo dall'Adriatico all’Egeo con una conseguente modifica della circolazione profonda e intermedia nell’area del Mediterraneo centrale e orientale a est del Canale di Sicilia. Questa variazione alla normale circolazione dell’intero mare, viene trattata in letteratura come Eastern Mediterranean Transient (EMT).
Questo studio di tesi si propone di analizzare i cambiamenti nelle caratteristiche termoaline delle masse d’acqua nel Mediterraneo occidentale, relazionabili al fenomeno dell’EMT iniziato alla fine degli anni ottanta, contestualizzando il tutto con la presenza del trend di aumento della salinità e della temperatura riscontrato nell’intero Mediterraneo occidentale negli ultimi decenni. Si confrontano pertanto, dati di temperatura, salinità e densità riguardanti periodi temporali sia peculiari di uno specifico mese dell’anno, sia pluriennali. L’analisi dei dati è svolta per mezzo di grafici che rappresentano sezioni verticali lungo un transetto e orizzontali a una determinata quota. Oltre alla trattazione grafica è prevista un’analisi quantitativa dei parametri dei suddetti periodi.
Nel primo capitolo viene descritta la regione interessata dal punto di vista delle caratteristiche fisiche e della circolazione con un quadro generale a cui sono giunti in precedenza i vari autori che hanno trattato tale argomento in maniera diretta o indiretta. Inoltre vengono introdotti fenomeni quali la convezione profonda e l’EMT. Nel secondo capitolo viene citata la fonte dei dati e le metodologie di elaborazione. Nel terzo vengono discusse le analisi effettuate sui diversi transetti verticali e orizzontali, cercando delle connessioni tra i risultati di questi ultimi e gli effetti attribuiti all’EMT riscontrati nella regione presa in analisi. In conclusione è presente un riepilogo sintetico.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Il lavoro svolto riguarda il Mar Mediterraneo, in particolare la regione occidentale, un mare relativamente piccolo e semichiuso. La morfologia è caratterizzata da due bacini principali che lo costituiscono, uno occidentale e l’altro orientale. Le profondità non sono elevate e grazie alla forte evaporazione in contrapposizione ai deboli influssi di acqua dolce, il Mar Mediterraneo è da considerarsi un bacino di concentrazione che è inoltre, in continuo deficit idrico. La causa del continuo apporto di acque superficiali Atlantiche, attraverso lo Stretto di Gibilterra, è l’importante componente termoalina che caratterizza l’intera circolazione. Lo strato superficiale entrante dall’Atlantico è caratterizzato dalle basse salinità, la massa d’acqua corrispondente è denominata Atlantic Water (AW) con salinità tra i 37 e i 38 PSU. Nello strato intermedio vi sono soprattutto le acque di origine levantina che fluiscono verso occidente con salinità maggiore di 38 PSU. Quest’ultimo è lo strato che corrisponde al termoclino permanente. Nello strato più profondo vi sono le acque dense, con bassa temperatura e salinità relativamente alta (38.4-38.5 PSU), rinnovate continuamente dai centri di produzione di acque profonde, situati sia a est sia a ovest. La produzione di acque intermedie e profonde avviene in luoghi ben precisi situati sia a oriente sia a occidente. Questi sono il Golfo del Leone, il Mar di Levante, il basso Adriatico e l’Egeo Meridionale. Nel 1987 è stato osservato un cambiamento nella regione di formazione delle acque profonde e di fondo dall'Adriatico all’Egeo con una conseguente modifica della circolazione profonda e intermedia nell’area del Mediterraneo centrale e orientale a est del Canale di Sicilia. Questa variazione alla normale circolazione dell’intero mare, viene trattata in letteratura come Eastern Mediterranean Transient (EMT). Questo studio di tesi si propone di analizzare i cambiamenti nelle caratteristiche termoaline delle masse d’acqua nel Mediterraneo occidentale, relazionabili al fenomeno dell’EMT iniziato alla fine degli anni ottanta, contestualizzando il tutto con la presenza del trend di aumento della salinità e della temperatura riscontrato nell’intero Mediterraneo occidentale negli ultimi decenni. Si confrontano pertanto, dati di temperatura, salinità e densità riguardanti periodi temporali sia peculiari di uno specifico mese dell’anno, sia pluriennali. L’analisi dei dati è svolta per mezzo di grafici che rappresentano sezioni verticali lungo un transetto e orizzontali a una determinata quota. Oltre alla trattazione grafica è prevista un’analisi quantitativa dei parametri dei suddetti periodi. Nel primo capitolo viene descritta la regione interessata dal punto di vista delle caratteristiche fisiche e della circolazione con un quadro generale a cui sono giunti in precedenza i vari

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Nautiche

Autore: Gianmaria Giannini Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 322 click dal 29/05/2014.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.