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I valori del paesaggio: categorie interpretative, tecniche diagnostiche e regole gestionali

La polisemia del paesaggio riconosciuta peraltro dagli indirizzi normativi, i diversi approcci disciplinari che guidano quanti si occupano dell'oggetto "paesaggio", la mancanza di emanazione di linee guida da parte delle autorità centrali italiane hanno portato ad un variegato quadro metodologico delle tecniche e dei parametri utilizzati nel definire e valutare i paesaggi, anche nelle procedure in cui ciò è espressamente richiesto.
Tale stato di fatto rende oltremodo difficoltoso compiere analisi comparative tra diversi contesti, acquisire una visione d’insieme sullo stato del paesaggio basata su parametri oggettivi e comuni, impedisce di comprendere a fondo il trend delle trasformazioni del territorio e quindi di fornire degli indirizzi generali per tutto il Paese.
Alla luce di queste premesse, nella presente ricerca, dopo aver condotto una ricognizione dei vari approcci culturali che hanno guidato e guidano tuttora norme, studi e prassi operative inerenti il paesaggio, è stata individuata nella conversione urbana dei suoli un possibile parametro utilizzabile per valutare lo stato dei paesaggi italiani in quanto colpisce in modo indifferenziato tutte le espressioni dei valori del paesaggio.
È stato dunque analizzato il fenomeno di artificializzazione dei suoli attraverso un approccio diacronico per la Regione Abruzzo correlandolo alle unità di paesaggio determinate su base fisiografica con l'obiettivo di ottenere una casistica delle categorie paesaggistiche maggiormente esposte a depauperamento, evidenziando in particolar modo quelle a maggior rischio e quelle ormai esauste.
Il lavoro è stato ulteriormente approfondito esaminando le previsioni dei PRG vigenti nei comuni della provincia di Teramo al fine di evidenziare come la pianificazione urbanistica generale guidi le trasformazioni del territorio, cercando di comprendere quali siano i fattori che determinano le previsioni di piano e come poter intervenire per invertire l’attuale tendenza di alterazione dei paesaggi.
Nel terzo ed ultimo blocco, si descrive una sperimentazione degli input ottenuti nel corso della ricerca in un caso concreto di pianificazione urbanistica: il processo di multilevel governance del Comune di Atri (TE). Il progetto, partito nel 2009, vede la contemporanea e coordinata redazione di 4 strumenti programmatici all'interno del territorio comunale di Atri (il nuovo Piano Regolatore Generale, il Piano Particolareggiato del Centro Storico, il Piano di Gestione del SIC "Calanchi di Atri", il Piano Particolareggiato del Parco Agricolo) attraverso un percorso multidisciplinare e partecipato. Grazie alla redazione contestuale, affianco al PRG, di piani settoriali come il Piano del Centro Storico, il Piano del Parco Agricolo ed il Piano di Gestione del SIC, c'è stata la possibilità di effettuare dei focus su determinati ambiti sensibili (il patrimonio storico, il contesto rurale e l'ambiente naturale), altrimenti di difficile ottenimento, che hanno permesso di individuare con maggiore accuratezza target specifici di sostenibilità verso cui indirizzare in modo concreto le scelte progettuali e la normativa.
Uno degli obiettivi ottenuti da tale processo è stato quello di portare in fase di adozione un PRG a ridotto consumo di suolo, con un notevole ridimensionamento delle aree programmate rispetto al PRG attualmente vigente.

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Introduzione Il presente progetto di ricerca nasce dalla constatazione che negli ultimi cinquanta anni il paesaggio italiano è stato profondamente modificato dalla evoluzione urbana. Una evoluzione urbana in gran parte priva di qualità formali e funzionali. L’enorme sviluppo dei trasporti automobilistici ha comportato una grande dispersione sul territorio delle funzioni residenziali e produttive con ingenti consumi di suolo, compromissione delle più evidenti peculiarità paesaggistiche, nonchè perdita di habitat e biodiversità e dispendio energetico (Romano e Ciabò, 2008). La soff erenza del paesaggio dovuta a questi fenomeni è del tutto evidente sull’intero arco della penisola e l’attenzione politica e gestionale è, rispetto a tali aspetti, ancora carente ed irresponsabile. Secondo Ilaria Borletti Buitoni, presidente del FAI (Fondo Ambiente Italia) “l’Italia ha subito il peggior danno paesaggistico d’Europa negli ultimi vent’anni, con buona pace di tutti, politica, partiti, istituzioni, economia e anche la maggior parte dei cittadini”. Difatti in Europa il dibattito sul consumo di suolo provocato dal dilagamento delle conurbazioni è da diversi anni molto vivace sul versante delle posizioni politiche, e coinvolge molte questioni sociali, di governo del territorio e di partecipazione ai processi di pianificazione (Barlow 1995, Cheshire 1995) mentre l’Italia sembra essere rimasta in posizione arretrata rispetto a tali tematiche. Di notevole interesse sono alcune ricerche più recenti che tendono a considerare la proliferazione urbana come una “patologia” territoriale da monitorare in modo sistematico e per la quale studiare provvedimenti e misure di contenimento e di mitigazione (Kasanko et al. 2006). Tra queste si devono citare il lavoro della European Environment Agency (2006) che analizza la situazione dello sviluppo urbano in varie aree europee anche in confronto con alcuni indicatori di naturalità e le politiche di limitazione nel consumo di suolo causato dalla urbanizzazione che già

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Dipartimento di Architettura e urbanistica

Autore: Serena Ciabò Contatta »

Composta da 232 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.