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Io ... Raffaele Viviani

Questo lavoro si propone di mettere in luce uno dei più grandi protagonisti della storia teatrale napoletana: appunto, Raffaele Viviani. Un personaggio complesso e geniale, che, mai come altri prima, è riuscito a portare sulle tavole dei palcoscenici italiani ed europei, l’anima della sua Napoli più profonda, del suo popolo, con una passione e con una forza instancabile, capace di non tirarsi mai indietro di fronte alle numerose e immancabili avversità che la storia del suo tempo gli imponeva. Viviani racconta con amara ironia ed estremo realismo, le strade, la gente, la verità di quella gran parte della sua città avvolta nella miseria, nella povertà, con le sue gioie e i suoi dolori. Una realtà storica e ambientale che analizza con grande saggezza, con l’unico fine di esaltarne il buono e di correggerne il cattivo. La Napoli raccontata da Viviani è quella Napoli che è cambiata nel corso del tempo, e che viene raccontata ed interpretata in modo diverso dagli stessi personaggi che si sono susseguiti nel corso degli anni. Come ben sappiamo la più grande tradizione napoletana è appunto il teatro;
quel teatro che nasce dalla proverbiale vitalita' umoristica della città più pazza e divertente del mondo, con le sue contraddizioni , con la sua rassegnazione, con la sua drammaticita' che da sempre testimoniano l'arte dell'arrangiarsi dei vicoli napoletani e ne documentano spesso le situazioni paradossali riportate nella maggior parte dei lavori teatrali. Sicuramente il periodo più importante è quello del teatro popolare. Nella cultura napoletana si possono individuare tanti personaggi popolari che vengono considerati come ulteriori “personaggi teatrali fissi.
Essi una volta divenuti famosi nell’ambito della cultura italiana sono stati apprezzati e stimati dai vari drammaturghi, i quali mostrando un vivace interesse per i personaggi popolari hanno pensato di inserirli in qualche loro commedia, o in qualche loro dramma umoristico, farsesco, grottesco, comico e burlesco. Uno dei personaggi popolari più famoso è sicuramente la maschera di Pulcinella,  come personaggio del teatro della commedia dell'arte nasce ufficialmente con una commedia del comico Silvio Fiorillo, ma il suo costume moderno fu inventato nell'Ottocento da Antonio Petito, Con lui , forse, inizia veramente il teatro napoletano.

Tra questi “personaggi fissi” esistono anche numerose macchiette; il nostro Raffaele Viviani è stato autore ed interprete di numerose maschere e macchiette tra le tante citiamo: ‘O SAPUNARIELLO, ‘O PISCIAVINOLO, ‘O SCUPATORE, ‘O DELINQUENTE, ‘O GUAPPO ‘NNAMMURATO, ‘O SCUGNIZZO. Grande artista, innovatore , riesce a fondere nelle sue creazioni il carattere d’inchiesta, di denuncia di tale realtà con un continuo e sempre nuovo gioco di ruoli, parole, invenzioni, che insieme vanno a comporre un teatro totale, in cui versi, musica, gesti, danza e gergo si fondono a dar vita ad uno spettacolo unico nel suo genere, che lo differenzia nettamente dalle produzioni degli artisti a lui contemporanei. In particolar modo nell’elaborato si pone l’attenzione su un’opera del Viviani maturo : la morte di Carnevale, commedia dialettale divisa in tre atti scritta nel 1928. Di questa commedia Due sono le interpretazioni più celebri, entrambe con Luisa Conte nel ruolo di 'Ntunetta: la prima del 1960 e la seconda del 1982, quest'ultima con Nino Taranto (nel ruolo di Rafele) e con la partecipazione di Carlo Taranto (Carnevale).

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“IO … RAFFAELE VIVIANI.” INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di mettere in luce uno dei più grandi protagonisti della storia teatrale napoletana: appunto, Raffaele Viviani. Un personaggio complesso e geniale, che, mai come altri prima, è riuscito a portare sulle tavole dei palcoscenici italiani ed europei, l’anima della sua Napoli più profonda, del suo popolo, con una passione e con una forza instancabile, capace di non tirarsi mai indietro di fronte alle numerose e immancabili avversità che la storia del suo tempo gli imponeva. Viviani racconta con amara ironia ed estremo realismo, le strade, la gente, la verità di quella gran parte della sua città avvolta nella miseria, nella povertà, con le sue gioie e i suoi dolori. Una realtà storica e ambientale che analizza con grande saggezza, con l’unico fine di esaltarne il buono e di correggerne il cattivo. La Napoli raccontata da Viviani è quella Napoli che è cambiata nel corso del tempo, e che viene raccontata ed interpretata in modo diverso dagli stessi personaggi che si sono susseguiti nel corso degli anni. Come ben sappiamo la più grande tradizione napoletana è appunto il teatro;

Diploma di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Maria Cira Di Stasio Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.