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Woody Allen e la rappresentazione della città europea in rapporto al cineturismo

Informazioni tesi

  Autore: Valentina De Santis
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Chiara Simonigh
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

In questa dissertazione finale il mio obiettivo è stato quello di analizzare come viene rappresentata la città europea nei film di Woody Allen in rapporto al fenomeno del cineturismo.
Ho ritenuto opportuno iniziare la dissertazione con una presentazione delle caratteristiche del cineturismo, la nascita, lo sviluppo in Italia, il modo in cui può incrementare l'afflusso turistico di una località e le conseguenze negative che esso può provocare. Con questo capitolo ho voluto analizzare come sia una città già famosa e turisticamente appetibile (come ad esempio Roma) sia una località sconosciuta ai più, possano beneficiare degli effetti positivi derivanti dal cineturismo.
Il regista, sempre rimasto lontano dal mondo hollywoodiano e dai suoi schemi, ha sempre avuto molta difficoltà a trovare budget alti per la realizzazione dei suoi film e ha dovuto accontentarsi di trovare budget bassi che gli garantissero però di girare in media un film all'anno. Viste le crescenti difficoltà nel trovare finanziamenti negli USA, negli anni 2000 Allen decide di lasciare la sua New York, protagonista di gran parte delle sue pellicole, per accettare le proposte ricevute dalle città di Londra, Barcellona, Parigi e Roma di girare tra le loro bellezze architettoniche i suoi nuovi film.
Dalla sua Manhattan, immortalata nell'omonimo film, a Roma, Allen ha sempre reso la città protagonista dei suoi film, adattandola alla sua sensibilità e cercando di farne emergere la propria identità. È proprio in città che si svolgono scene di vita quotidiana di coppie spesso in crisi, di intellettuali ed artisti, Allen parla dei problemi dei protagonisti delle storie che spesso decidono di affrontarli in sedute di psicoanalisi. Il regista racconta storie caratterizzate da un mix dei temi a lui più cari, con uno stile che l'ha reso inconfondibile. Negli anni il regista è rimasto abitudinario anche nelle tecniche di ripresa, che ha dovuto adeguare in base al budget per la realizzazione del film in suo possesso, nel rapporto particolare con gli attori e nell'uso di battute tipiche dell'umorismo ebraico.
Il cinema è considerato un efficace strumento pubblicitario per il territorio, utile ad attirare nuovi flussi turistici ed a migliorare l'immagine di una località. Le potenzialità del cineturismo, che oltre ad apportare effetti positivi può in alcuni rari casi causare danni in territori che non si sono attrezzati adeguatamente ad accogliere il flusso turistico, hanno spinto vari enti locali europei a proporre ad Allen di girare film nelle loro città, trovando sempre dalla parte del regista grande entusiasmo nell'accettare le loro proposte. Nel 2005 inizia il periodo europeo del regista con Match Point, primo di tre film che compongono idealmente una trilogia noir, caratterizzata da tinte cupe, in cui tra omicidi e sensi di colpa a prevalere saranno gli interessi personali. In seguito a Scoop del 2006 e Cassandra's Dream del 2007, Allen si sposta dalla capitale britannica a Barcellona, solare e piena di vita, in cui gira la commedia romantica Vicky Cristina Barcelona uscita nelle sale nel 2008, accettando l'invito degli enti locali catalani. Diversamente dalla trilogia noir londinese, questa pellicola mostra un amore passionale, impulsivo e a tratti geloso. Il periodo europeo continua con Midnight in Paris del 2011, commedia brillante in cui lo scrittore Gil compie un vero e proprio salto nel tempo ritrovandosi nella Parigi della Belle Époque da lui tanto sognata, circondato dai personaggi più famosi e rappresentativi di quesgli anni. Segue nel 2012 il film girato in Italia, To Rome with Love, in cui vengono presentate quattro storie tra loro indipendenti e molto diverse ambientate tra le vie centrali della capitale romana e a Trastevere. Questo film, che riporta alla memoria alcuni film di Fellini, regista molto amato da Allen, non è stato accettato positivamente dalla critica che ha accusato il regista di non aver rappresentato la vera anima della città affidandosi alla rappresentazione di stereotipi tipici della visione americana del Belpaese.

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5 INTRODUZIONE In questa dissertazione finale il mio obiettivo è stato quello di analizzare come viene rappresentata la città europea nei film di Woody Allen in rapporto al fenomeno del cineturismo. Ho ritenuto opportuno iniziare la dissertazione con una presentazione delle caratteristiche del cineturismo, la nascita, lo sviluppo in Italia, il modo in cui può incrementare l’afflusso turistico di una località e le conseguenze negative che esso può provocare. Con questo capitolo ho voluto analizzare come sia una città già famosa e turisticamente appetibile (come ad esempio Roma) sia una località sconosciuta ai più, possano beneficiare degli effetti positivi derivanti dal cineturismo. Il regista, sempre rimasto lontano dal mondo hollywoodiano e dai suoi schemi, ha sempre avuto molta difficoltà a trovare budget alti per la realizzazione dei suoi film e ha dovuto accontentarsi di trovare budget bassi che gli garantissero però di girare in media un film all’anno. Viste le crescenti difficoltà nel trovare finanziamenti negli USA, negli anni 2000 Allen decide di lasciare la sua New York, protagonista di gran parte delle sue pellicole, per accettare le proposte ricevute dalle città di Londra, Barcellona, Parigi e Roma di girare tra le loro bellezze architettoniche i suoi nuovi film. Dalla sua Manhattan, immortalata nell’omonimo film, a Roma, Allen ha sempre reso la città protagonista dei suoi film, adattandola alla sua sensibilità e cercando di farne emergere la propria identità. È proprio in città che si svolgono scene di vita quotidiana di coppie spesso in crisi, di intellettuali ed artisti, Allen parla dei problemi dei protagonisti delle storie che spesso decidono di affrontarli in sedute di psicoanalisi. Il regista racconta storie caratterizzate da un mix dei temi a lui più cari, con uno stile che l’ha reso inconfondibile. Negli anni il regista è rimasto abitudinario anche nelle tecniche di ripresa, che ha dovuto adeguare in base al budget per la realizzazione del film in suo possesso, nel rapporto particolare con gli attori e nell’uso di battute tipiche dell’umorismo ebraico. Il cinema è considerato un efficace strumento pubblicitario per il territorio, utile ad attirare nuovi flussi turistici ed a migliorare l’immagine di una

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