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Il Product Placement cinematografico: il caso Apple

La mia tesi affronta il fenomeno del Product Placement cinematografico, sempre più emergente nelle strategie di comunicazione aziendale e allo stesso tempo una potente fonte di finanziamento per le case di produzione cinematografiche.
L’obiettivo del mio lavoro è stato quello di esaminare il concetto stesso di Product Placement nell’ambito della produzione cinematografica, per procedere poi con l’approfondimento delle modalità di realizzazione (Screen, Script e Plot Placement), di funzionamento e gestione strategica del Product Placement quale forma di comunicazione d’impresa attraverso l’analisi dei vantaggi e svantaggi derivanti dall’investire in questa tecnica e delle modalità di accordo delle parti (Paid, Non-paid e Barter Product Placement), passando anche per l’evoluzione giuridica a cui il Product Placement è stato sottoposto, in particolare nel contesto italiano.
Dopodiché ne ho tracciato la storia dalle origini, che coincidono con la nascita stessa del cinema, fino ai giorni nostri, soffermandomi sulla sua evoluzione e diffusione avvenuta negli Stati Uniti. In particolare ho analizzato i grandi casi della storia del posizionamento di prodotti come La sortie des usines Lumière, Breakfast at Tiffany’s, 2001: a space Odyssey, E.T. the Extra-Terrestrial, Cast Away, What women want e Minority report.
Ho esaminato, ancora, i fenomeni del Faux Product Placement e del Reverse Product Placement, quali testimoni dell’importanza che riveste, nella comunicazione aziendale, il rapporto tra il prodotto visto sullo schermo e il consumatore.
Dopodiché ho studiato il fenomeno del Product Placement cinematografico legato ai prodotti della società Apple, creata da Steve Jobs per attestare come questa sia stata abile nel godere di pubblicità gratuita nel corso degli anni grazie a scrupolosi posizionamenti nei film, permettendo alle aziende cinematografiche di mantenere i costi di advertising bassi e di godere della fama del marchio.
L'azienda di Cupertino, a tal proposito, dichiara di non pagare affinché i suoi prodotti siano utilizzati dalle stelle di Hollywood in film e telefilm, ma è più che disposta a distribuire una quantità infinita di computer, iPad e iPhone.
Tuttavia, secondo alcune fonti da me consultate, come Analytics Front Row, Apple avrebbe investito ingenti somme di denaro per apparire nei film di maggiore successo al botteghino negli ultimi anni.
Ho voluto dimostrare, dunque, come la società di Jobs sia una fabbrica di sogni che sforna qualsiasi tipo di gingillo tecnologico in grado di conquistare non solo spettatori/consumatori ma produttori di tutto il mondo che hanno puntato sul posizionamento dei prodotti Apple nei loro film e telefilm.

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5 Introduzione Negli ultimi anni il contesto sociale e culturale si sta rapidamente evolvendo e diviene sempre più complesso e articolato; in questo ambiente, i consumatori esprimono bisogni ed esigenze sempre più segmentati e sono più esposti a stimoli comunicativi di varia natura. Inoltre, si mostrano sempre più refrattari alla pubblicità tradizionale perché più consapevoli delle sue logiche di funzionamento e si ha una progressiva diminuzione della sua efficacia. Di conseguenza, i classici canoni di comunicazione commerciale perdono sempre più influenza e cresce l’esigenza di affiancarli ad una serie di nuovi strumenti, più mirati e più consoni ai nuovi target di consumatori. Occorrono delle nuove strategie per indurre il consumatore ad acquistare un prodotto o a legarsi ad un determinato brand, a discapito delle pratiche di advertising più comuni rivelatesi, oramai, inefficaci. E’ proprio tra le strategie di comunicazione aziendale più innovative ed efficaci che si inserisce il Product Placement, ovvero l’inserimento di un prodotto o di una marca all’interno di un contenuto d’intrattenimento, che può essere una pellicola cinematografica, un programma televisivo, un videoclip o un videogioco, riuscendo perfettamente ad integrarsi con esso. Il Product Placement cinematografico, che sarà oggetto di studio della mia tesi, rappresenta una tecnica pubblicitaria messa in atto dall’azienda commerciale, e allo stesso tempo una fonte di finanziamento per le case di produzione cinematografiche.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Aurora Giacco Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.