Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Psicologia della Vibrazione, dal suono alla trasformazione.

Ho sempre creduto, perché lo osservo costantemente, che l'universo ha in sé tutte le funzioni e le potenzialità necessarie per mantenersi in equilibrio, come potrebbe essere il contrario? Nel suo continuo flusso vibratorio è alla costante ricerca dell'armonia che gli permette di essere, di esistere e di riflesso lo permette anche a noi. Ogni essere umano è un "universo a sé", anch'egli vibra costantemente ricercando la propria armonia, la propria stabilità. Per questo motivo, mi sono interrogato su quali strumenti l'universo si basi per essere così eternamente armonioso, e di quali strumenti l'uomo si avvalga per fare la stessa ricerca. Se pensiamo alla più piccola unità di materia, anche il nostro corpo rappresenta costantemente un fenomeno vibratorio. Ho voluto approfondire quel fenomeno chiamato "vibrazione", di cui il suono è la parte udibile, quella manifesta, ma che assume al tempo stesso una forma, una struttura ben precisa.
Ognuno di noi manifesta la propria natura vibratoria attraverso la propria persona, attraverso la propria voce, ed in quanto tale, si descrive. Pensate ad un tenore con la potenza del suo canto, e pensate a chi sottovoce racconta una storia. La voce stessa crea l'ambiente, crea "la situazione" e la descrive nella sua essenza. Il timbro, la chiarezza, l'intensità legata a quel suono. Sembra che il suono sia una ricchezza della quale non possiamo fare a meno, attraverso la quale risuoniamo, siamo guidati, percepiamo, gioiamo. Un suono è un pianto di un neonato, è l'Inno alla Gioia di Beethoven, è il silenzio che attraversa una stanza, l'esplosione di un petardo. Il suono modella l'ambiente, modella la persona che, ad esso, reagisce.
I Latini, dicevano "per-sonár" cioè risuonare at-traverso. Si riferivano alle maschere teatrali che amplificavano la voce dell'attore, successivamente intesero il "personaggio", il modo di risuonare di quella figura teatrale.
Ho suddiviso questo lavoro in tre capitoli. Ho scelto di approfondire, nel primo capitolo, le caratteristiche fisiche che vanno dal concetto di vibrazione a quello di suono, fino ad arrivare alla struttura vibratoria della materia, per evidenziare la correlazione del fattore vibrazionale inerente a tutti i fenomeni fisici. Di fatto, anche un atomo di un tavolo, che ci appare fermo, in realtà vibra.
Nel secondo capitolo, si approfondiranno diversi esperimenti riguardanti il suono, la musica e l'effetto che questa forma di energia ha in diversi contesti. Partiremo dalla Cimatica, la scienza che studia la forma del suono e le sue derivazioni, e si osserverà come una musica sia in grado di interagire fisicamente con l'organismo umano, provocandone cambiamenti e reazioni, incidendo sulle emozioni o migliorando la capacità cognitiva. Inoltre si approfondiranno esperimenti nei quali si osserva un cambiamento della struttura dei cristalli dell'acqua per mezzo del suono emesso dall'essere umano.
Nel terzo capitolo, quello conclusivo, confronterò ciò che succede in termini fisici alle forme emerse attraverso lo studio e la sperimentazione cimatica, con quello che succede ai cristalli d'acqua che cambiano forma a seconda di ciò che viene pronunciato. Cercherò di evidenziarne la correlazione, e di far emergere il potenziale dell'essere umano che si struttura attraverso la propria stessa voce.
In sintesi, esaminando criticamente i risultati degli studi passati in rassegna cercherò di individuare una correlazione fra le 'forme' derivanti dal suono, come le figure delle lastre di Chladni o le sorprendenti fotografie dei cristalli d'acqua di Masaru Emoto, con l'armonia dell'essere, che ci consenta di modellare il contrasto psichico interiore, dove il soggetto non incontri disagio, non incontri il malessere, la malattia.

Mostra/Nascondi contenuto.
4     Kpvtqfw|kqpg     Jq"ugmrtg"etgfwvq."rgtejê"nq"quugtxq"equvcpvgmgpvg."ejg"n‚wpkxgtuq"jc"kp"uê" vwvvg"ng"hwp|kqpk"g"ng"rqvgp|kcnkvä"pgeguuctkg"rgt"mcpvgpgtuk"kp"gswknkdtkq." eqmg"rqvtgddg"guugtg"kn"eqpvtctkqA"Pgn"uwq"eqpvkpwq"hnwuuq"xkdtcvqtkq"ë"cnnc" equvcpvg"tkegtec"fgnn‚ctmqpkc"ejg"ink"rgtmgvvg"fk"guugtg."fk"gukuvgtg"g"fk" tkhnguuq"nq"rgtmgvvg"cpejg"c"pqk0"Qipk"guugtg"wmcpq"ë"wp"›wpkxgtuq"c"uêfi." cpej‚gink" xkdtc" equvcpvgmgpvg" tkegtecpfq" nc" rtqrtkc" ctmqpkc." nc" rtqrtkc" uvcdknkvä0" Rgt" swguvq" mqvkxq." mk" uqpq" kpvgttqicvq" uw" swcnk" uvtwmgpvk" n‚wpkxgtuq" uk" dcuk" rgt" guugtg" equï" gvgtpcmgpvg" ctmqpkquq." g" fk" swcnk" uvtwmgpvk"n‚wqmq"uk"cxxcnic"rgt"hctg"nc"uvguuc"tkegtec0"Ug"rgpukcmq"cnnc"rkü" rkeeqnc"wpkvä"fk"mcvgtkc."cpejg"kn"pquvtq"eqtrq"tcrrtgugpvc"equvcpvgmgpvg"wp" hgpqmgpq" xkdtcvqtkq0" Jq" xqnwvq" crrtqhqpfktg" swgn" hgpqmgpq" ejkcmcvq" ›xkdtc|kqpgfi."fk"ewk"kn"uwqpq"ë"nc"rctvg"wfkdkng."swgnnc"mcpkhguvc."mc"ejg" cuuwmg"cn"vgmrq"uvguuq"wpc"hqtmc."wpc"uvtwvvwtc"dgp"rtgekuc0" Qipwpq"fk"pqk"mcpkhguvc"nc"rtqrtkc"pcvwtc"xkdtcvqtkc"cvvtcxgtuq"nc"rtqrtkc" rgtuqpc."cvvtcxgtuq"nc"rtqrtkc"xqeg."gf"kp"swcpvq"vcng."uk"fguetkxg0"Rgpucvg"cf" wp"vgpqtg"eqp"nc"rqvgp|c"fgn"uwq"ecpvq."g"rgpucvg"c"ejk"uqvvqxqeg"tceeqpvc" wpc"uvqtkc0"Nc"xqeg"uvguuc"etgc"n‚cmdkgpvg."etgc"›nc"ukvwc|kqpgfi"g"nc"fguetkxg" pgnnc"uwc"guugp|c0"Kn"vkmdtq."nc"ejkctg||c."n‚kpvgpukvä"ngicvc"c"swgn"uwqpq0" Ugmdtc"ejg"kn"uwqpq"ukc"wpc"tkeejg||c"fgnnc"swcng"pqp"rquukcmq"hctg"c"mgpq." cvvtcxgtuq" nc" swcng" tkuwqpkcmq." ukcmq" iwkfcvk." rgtegrkcmq." ikqkcmq0" Wp" uwqpq"ë"wp"rkcpvq"fk"wp"pgqpcvq."ë"n‚Kppq"cnnc"Ikqkc"fk"Dggvjqxgp."ë"kn" ukngp|kq" ejg" cvvtcxgtuc" wpc" uvcp|c." n‚gurnqukqpg" fk" wp" rgvctfq0" Kn" uwqpq" mqfgnnc"n‚cmdkgpvg."mqfgnnc"nc"rgtuqpc"ejg."cf"guuq."tgcikueg0"" K"Ncvkpk."fkegxcpq"›rgt/uqpâtfi"ekqë"tkuwqpctg"cv/vtcxgtuq0"Uk"tkhgtkxcpq"cnng" mcuejgtg"vgcvtcnk"ejg"cmrnkhkecxcpq"nc"xqeg"fgnn‚cvvqtg."uweeguukxcmgpvg" kpvgugtq"kn"›rgtuqpciikqfi."kn"mqfq"fk"tkuwqpctg"fk"swgnnc"hkiwtc"vgcvtcng0"" Jq"uwffkxkuq"swguvq"ncxqtq"kp"vtg"ecrkvqnk0"Jq"uegnvq"fk"crrtqhqpfktg."pgn" rtkmq" ecrkvqnq." ng" ectcvvgtkuvkejg" hkukejg" ejg" xcppq" fcn" eqpegvvq" fk" xkdtc|kqpg"c"swgnnq"fk"uwqpq."hkpq"cf"cttkxctg"cnnc"uvtwvvwtc"xkdtcvqtkc"fgnnc" mcvgtkc."rgt"gxkfgp|kctg"nc"eqttgnc|kqpg"fgn"hcvvqtg"xkdtc|kqpcng"kpgtgpvg"c" vwvvk"k"hgpqmgpk"hkukek0"Fk"hcvvq."cpejg"wp"cvqmq"fk"wp"vcxqnq."ejg"ek"crrctg"

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Davide Giuseppe Negri Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2258 click dal 20/06/2014.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.