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Mobilità sociale, disuguaglianze e scuola

L'intento del mio elaborato è stato quello di indagare in che modo la scuola costituisce uno strumento di trasmissione intergenerazionale delle disuguaglianze sociali.

Le ragioni del mio elaborato si basano soprattutto sulle statistiche scolastiche nazionali, dalle quali emerge che in Italia le classi sociali svantaggiate, in media, tendono ad abbandonare prematuramente la scuola, mentre le classi sociali medio-alte, sempre in media, raggiungono i gradi più altri dell'istruzione.

Un altro dato importante è il fatto che le classi medio-alte, dal 1920 al 2000, hanno conseguito più del 90% delle lauree totali rilasciate dall'università italiana, mentre le classi subordinate meno del 10%.

Scartando l'improbabile idea che le menti brillanti nascono solo fra le fila della borghesia per qualche inspiegabile tabù naturale, ho iniziato a ricercare le reali cause che spingono i figli delle classi subalterne ad abbandonare un importante strumento di mobilità sociale come la scuola.

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2 INTRODUZIONE L’eredità sociale è un fenomeno antico; nelle società preindustriali lo spazio sociale era molto rigido e la maggior parte degli individui erano destinati a rimanere per tutta la vita nella posizione sociale ereditata alla nascita dai propri genitori. Spesso la rigidità del sistema sociale era sorretta dall’esistenza di precise norme religiose o giuridiche; tutte queste norme da un lato garantivano ai figli degli aristocratici il mantenimento dei benefici e dei vantaggi di classe, ma dall’altro impedivano ai figli dei servi di migliorare il proprio status sociale di origine. Tuttavia nessuna epoca storica né alcuna società sono mai state assolutamente prive di un certo grado (anche se lieve) di fluidità. Le possibilità di mobilità sociale iniziano a propagarsi in modo considerevole solo con la nascita della società industriale. La rivoluzione americana e quella francese contribuirono in modo determinante ad affermare e diffondere il valore dell’uguaglianza, in particolare quella delle opportunità. La rivoluzione francese, in particolare, fu il prodotto di un grande dibattito ideologico che dalla Francia si diffuse in tutto il mondo grazie al fermento di quei presupposti illuministici di uguaglianza e di libertà. Nel XIX secolo di fece strada una concezione universalista della società secondo la quale l’accesso alle diverse posizioni sociali disponibili doveva dipendere non tanto dalla condizione di origine, quanto dal possesso si competenze pubblicamente certificate e riconosciute, acquisite attraverso l’applicazione dei propri talenti e dei propri sforzi personali. Questa visione universalistica e meritocratica ha raggiunto la sua massima diffusione nel secondo dopoguerra e, in tutte le società avanzate, si è espressa nel principio liberale dell’uguaglianza delle opportunità [Cfr. Pisati 2000: 39-42].

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Gianni Pecoraro Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1321 click dal 20/06/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.