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Quando la "Risoluzione" non basta: la sindrome del 'burnout' nell'infermiere vittima di stalking

Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Centola
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Farmacia e Medicina
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Maria Antonietta Lucia Menichella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

Quando la ‘risoluzione’ non basta: la sindrome del burnout nell’infermiere vittima di stalking tratta in primis il fenomeno dello stalking, definito come ‘una forma di aggressione ripetuta ed insistente, finalizzata ad imporre contatti e/o comunicazioni indesiderate, che spesso possono evolversi anche in modi particolarmente violenti.’
Esso infatti, considerato fino a qualche tempo fa un evento tipicamente circoscritto al mondo delle celebrità e dello star system, è divenuto oggi un problema sempre più frequente, che riguarda non solo l’ambiente domestico, ma anche l’ambito lavorativo.
Nella prima parte dell’elaborato vengono descritti i comportamenti ed i profili psicologici dello stalker e delle vittime, nonché gli studi svolti a livello internazionale che hanno evidenziato come, negli ultimi anni, i casi di stalking si siano moltiplicati nei confronti di coloro i quali svolgono le così dette helping professions come gli infermieri, scatenando una serie di conseguenze fisiche, psicologiche e sociali di forte impatto.
Nella seconda parte viene analizzata la sindrome del burnout, il malessere lavorativo per eccellenza della categoria infermieristica, che si manifesta attraverso fattori concomitanti come l’esaurimento emotivo, la depersonalizzazione, e la realizzazione professionale. Nonostante il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 l’abbia riconosciuto come una “patologia da rischi emergenti” legata a fattori psico-sociali associati a stress, resta ancora bassa la conoscenza che gli infermieri hanno delle sue cause e della relativa sintomatologia: ciò li conduce verso un logoramento delle proprie capacità lavorative, nonché ad una modificazione del rapporto con il paziente, specie se scaturito da una alterazione della fase della risoluzione come inteso dal modello Peplau.
Nella terza parte vengono riportate le modifiche apportate al Codice Penale italiano nel 2009, con il riconoscimento dello stalking come reato ed atto persecutorio per mezzo dell’introduzione dell’articolo 612-bis, e le indagini, gli studi e le proposte di prevenzione esposte per ‘non lasciare soli gli infermieri’, quali la sorveglianza infermieristica e l’empowerment.
In ultimo, alla luce dei risultati ottenuti dall’ampia analisi e revisione della letteratura effettuata, viene affermato che lo stalking ed il burnout sono due fenomeni in rapido aumento e strettamente correlati tra loro; per questo motivo viene messa in evidenza la necessità dell’utilizzo di strumenti validati quali l’MBI e il MMPI nella selezione dei candidati alla professione infermieristica, nonché un maggiore investimento di iniziative a riguardo, sul piano preventivo, da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

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6 SAPIENZA UNIVERSITA’ DI ROMA FACOLTA’ DI FARMACIA E MEDICINA CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA “W” – ASL LATINA (Formia/Gaeta) Presidente: Prof. Angelina DI CARLO A.a. 2011/2012 Quando la ‘risoluzione’ non basta: la sindrome del burnout nell’infermiere vittima di stalking Relatore: Dott.ssa M. Antonietta L. Menichella A B S T R A C T Quando la ‘risoluzione’ non basta: la sindrome del burnout nell’infermiere vittima di stalking tratta in primis il fenomeno dello stalking, definito come ‘una forma di aggressione ripetuta ed insistente, finalizzata ad imporre contatti e/o comunicazioni indesiderate, che spesso possono evolversi anche in modi particolarmente violenti.’ Esso infatti, considerato fino a qualche tempo fa un evento tipicamente circoscritto al mondo delle celebrità e dello star system, è divenuto oggi un problema sempre più frequente, che riguarda non solo l’ambiente domestico, ma anche l’ambito lavorativo. Nella prima parte dell’elaborato vengono descritti i comportamenti ed i profili psicologici dello stalker e delle vittime, nonché gli studi svolti a livello internazionale che hanno evidenziato come, negli ultimi anni, i casi di stalking si siano moltiplicati nei confronti di coloro i quali svolgono le così dette helping professions come gli infermieri, scatenando una serie di conseguenze fisiche, psicologiche e sociali di forte impatto. Nella seconda parte viene analizzata la sindrome del burnout, il malessere lavorativo per eccellenza della categoria infermieristica, che si manifesta attraverso fattori concomitanti come l’esaurimento emotivo, la depersonalizzazione, e la realizzazione professionale. Nonostante il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 l’abbia riconosciuto come una “patologia da rischi emergenti” legata a fattori psico-sociali associati a stress, resta ancora bassa la conoscenza che gli infermieri hanno delle sue cause e della relativa sintomatologia: ciò li conduce verso un logoramento delle proprie capacità lavorative, nonché ad una modificazione del rapporto con il paziente, specie se scaturito da una alterazione della fase della risoluzione come inteso dal modello Peplau. Nella terza parte vengono riportate le modifiche apportate al Codice Penale italiano nel 2009, con il riconoscimento dello stalking come reato ed atto persecutorio per mezzo dell’introduzione dell’articolo 612-bis, e le indagini, gli studi e le proposte di prevenzione esposte per ‘non lasciare soli gli infermieri’, quali la sorveglianza infermieristica e l’empowerment.

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Parole chiave

empowerment
burnout
stalking
atti persecutori
peplau
sorveglianza infermieristica

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