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La BCE - Fondamenti teorici ed evidenze empiriche

Informazioni tesi

  Autore: Valentino Cassano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Ugo Marani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

La Banca Centrale Europea è l’istituzione, dotata di personalità giuridica, che dal 1° gennaio 1999 definisce e gestisce la politica monetaria all’interno dell’Unione Economica e Monetaria, con il fine primario di assicurare la stabilità dei prezzi. Il comportamento e le motivazioni di taluni interventi nella politica economica dell’Eurozona della BCE e delle altre Banche Centrali saranno oggetto di studio del presente scritto.
Saranno trattati pertanto vari modelli, partendo dai contributi classici, quali Poole, Nelson-Siegel-Svensson per poi soffermarsi sul tema “dell’incoerenza temporale”. Quest’ultimo, affrontato prima da Kydland e Prescott e poi da Barro e Gordon, è fondamentale per spiegare il meccanismo che genera l’inflazione, in quanto le Banche Centrali dopo aver annunciato pubblicamente una determinata condotta politica, possono successivamente trovare conveniente deviare da tale annuncio, creando inflazione a sorpresa.
L’analisi segue con la descrizione di come si sia costituito il Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) e la BCE, dal punto di vista strutturale, degli obiettivi (intermedi e finali), aree di competenza e caratteri giuridici dell’istituzione incaricata di gestire la politica monetaria nell’Eurosistema; Il SEBC, istituito dal Trattato di Maastricht e costituito attualmente dalla BCE e dalle Banche Centrali Nazionali (BCN) dei 28 stati membri dell'Unione Europea, a prescindere dall'adozione della moneta unica, influenza continuamente la vita economico-finanziaria europea. E’ sembrato quindi analizzare i temi dell’indipendenza, trasparenza, responsabilità e i principi statistici su cui si sorregge la giovane istituzione monetaria.
Successivamente saranno esposte alcune considerazioni su come si intreccia la politica monetaria della BCE con la politica fiscale, anche se ad oggi non esiste un ordinamento fiscale europeo inteso come insieme organico di imposte europee derivanti dall’esercizio di una piena competenza fiscale dell’Unione. In particolare ci soffermeremo in primis, sugli strumenti di cui la BCE si avvale per pilotare l’economia (e tali strumenti sono essenzialmente di tre tipi: operazioni in mercato aperto, operazioni per la gestione giornaliera della liquidità e vincoli di riserva obbligatoria); quindi sui cosiddetti VAR che hanno trovato applicazione nell’ambito della macroeconomia, come strumento statistico per lo studio nel tempo di variabili economiche e per la previsione degli effetti delle manovre di politica economica.
Per finire, non potevamo non dedicare un capitolo sull’altra istituzione cardine di conduzione della politica monetaria, ovvero la Federal Reserve, che è la Banca Centrale degli Stati Uniti. Avendo introdotto la Fed, ci si è dedicati al concetto della Taylor Rule, (equazione ideata appunto per la politica monetaria americana) che rappresenta il comportamento delle banche centrali nel determinare i tassi di interesse e che ha l’obiettivo di creare dei segnali nel caso in cui la politica monetaria non fosse allineata correttamente all’attività economica e all’andamento dei prezzi.

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6 Introduzione La Banca Centrale Europea è l’istituzione, dotata di personalità giuridica, che dal 1° gennaio 1999 definisce e gestisce la politica monetaria all’interno dell’Unione Economica e Monetaria, con il fine primario di assicurare la stabilità dei prezzi. Il comportamento e le motivazioni di taluni interventi nella politica economica dell’Eurozona della BCE e delle altre Banche Centrali saranno oggetto di studio del presente scritto. Saranno trattati pertanto vari modelli, partendo dai contributi classici, quali Poole, Nelson-Siegel-Svensson per poi soffermarsi sul tema “dell’incoerenza temporale”. Quest’ultimo, affrontato prima da Kydland e Prescott e poi da Barro e Gordon, è fondamentale per spiegare il meccanismo che genera l’inflazione, in quanto le Banche Centrali dopo aver annunciato pubblicamente una determinata condotta politica, possono successivamente trovare conveniente deviare da tale annuncio, creando inflazione a sorpresa. L’analisi segue con la descrizione di come si sia costituito il Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) e la BCE, dal punto di vista strutturale, degli obiettivi (intermedi e finali), aree di competenza e caratteri giuridici dell’istituzione incaricata di gestire la politica monetaria nell’Eurosistema; Il SEBC, istituito dal Trattato di Maastricht e costituito attualmente dalla BCE e dalle Banche Centrali Nazionali (BCN) dei 28 stati membri dell' Unione Europea, a prescindere dall'adozione della moneta uni ca, influenza continuamente la vita economico-finanziaria europea. E’ sembrato quindi analizzare i temi dell’indipendenza, trasparenza, responsabilità e i principi statistici su cui si sorregge la giovane istituzione monetaria. Successivamente saranno esposte alcune considerazioni su come si intreccia la politica monetaria della BCE con la politica fiscale, anche se ad oggi non esiste un ordinamento fiscale europeo inteso come insieme organico di imposte europee derivanti dall’esercizio di una piena competenza fiscale dell’Unione. In particolare ci soffermeremo in primis, sugli strumenti di cui la BCE si avvale per pilotare l’economia (e tali strumenti sono essenzialmente di tre tipi: operazioni in mercato aperto, operazioni per la gestione giornaliera della liquidità e vincoli di riserva obbligatoria); quindi sui

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il modello di kydland e prescott
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gli strumenti della politica monetaria
la politica fiscale nell’area euro
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