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Il reporting per settori operativi nella comunicazione interna ed esterna. Il passaggio dallo IAS 14 all'IFRS 8. Uno studio empirico sul fenomeno.

Il lavoro prenderà avvio dall’analisi del quadro giuridico di riferimento originato dall’introduzione dei principi contabili internazionali nell’ambito europeo, individuando le regole cui devono o possono riferirsi i gruppi quotati e gli altri gruppi che hanno l’obbligo di redazione del bilancio consolidato. Da questo punto di vista, saranno messe in evidenza soprattutto le interrelazioni tra le norme derivanti dalle direttive contabili europee, da cui originano le leggi nazionali in materia di bilancio e di bilancio consolidato, e le problematiche indotte dall’utilizzo degli IAS/IFRS. Si esaminerà dapprima il ruolo del Segment Reporting, e successivamente il ruolo che lo stesso assume nel sistema contabile nazionale. In particolare, l'obiettivo è quello di evidenziare le limitate disposizioni civilistiche vigenti nel contesto nazionale relativamente alla predisposizione e diffusione di informazioni disaggregate dettate dagli articoli 2427 c.c. e 2428 c.c., per quanto concerne rispettivamente la nota integrativa e la relazione sulla gestione. Si vedrà poi in particolare qual è la funzione ed il relativo contenuto dei report per settori operativi e per aree strategiche di affari e qual è la funzione del report per settori operativi rivolto agli stakeholder. Infine si darà un breve cenno sullo IAS 14, IAS 14 Revised e sull’IFRS8.
Nel secondo capitolo si esaminerà poi l’evoluzione che tali regole hanno avuto con il passare del tempo cominciando con l’introduzione dello IAS 14 del 1981, passando per l’intervento di revisione nella sostanza dello stesso avvenuta nel 1997 e quindi con l’introduzione dello IAS 14 Revised, evidenziando le innovazioni e le differenze apportate dallo stesso IAS 14 Revised. Si illustreranno le finalità dello IAS 14 la nozione di segmento operativo e il loro abito di applicazione secondo lo stesso IAS 14 e secondo lo IAS 14 Revised. Dopo aver illustrato i principali approcci alla identificazione dei settori/segmenti aziendali (Risk return approach, Management approach, Management approach with risk and reward safety net), si effettuerà una disamina del Segment Reporting nell'ambito dei principi contabili statunitensi (SFAS 131), e si delineano i principali aspetti contabili connessi alla predisposizione di informazioni settoriali secondo il principio contabile internazionale IAS 14 Revised.
Si illustreranno, dunque, quali sono i segmenti operativi che saranno oggetto di comunicazione esterna e la selezione dei settori oggetto di informativa esterna. Si concluderà il capitolo facendo un raffronto tra lo IAS 14 e lo IAS 14 Revised illustrando quali sono le differenze e le analogie tra i due principi contabili.
Il terzo capitolo invece sarà dedicato all’analisi dello IFRS 8, redatto nel 2006 ed entrato in vigore dal gennaio 2009, che è andato a sostituire lo IAS 14 Revised. Si analizzerà l’origine dell’IFRS 8 ed in particolare il contributo apportato dal Norwalk Agreement e dal c.d. Convergence Project in relazione alla realizzazione di un vero e proprio confronto sulla problematica dell'informativa settoriale: il nuovo IFRS 8 è il risultato del suddetto convergence project e, sostanzialmente, riflette il contenuto dello statunitense SFAS 131. Si evidenzierà il ruolo del Segment Reporting nell'ambito della comunicazione d'impresa sia interna che esterna. Come fatto nel secondo capitolo per lo IAS 14 e IAS 14 Revised, si illustreranno qual è il significato di Operating Segment secondo l’IFRS8, quali sono i settori oggetto di informativa e quali sono le informazione da presentare nella prospettiva settoriale e nella prospettiva aziendale. Si andranno a vedere infine quali sono i punti di convergenza e divergenza tra IAS 14 Revised e IFRS 8.
Nel quarto ed ultimo capitolo, a conclusione del lavoro, si effettuerà uno studio empirico su quelli che sono gli effetti connessi all'adozione del nuovo standard internazionale e quindi su come è cambiata l’informativa settoriale nella prospettiva di diversi gruppi aziendali non finanziari, adottanti tali principi negli anni a cavallo tra il 2008, ultimo anno di applicazione dello IAS 14 Revised, e nei quattro anni seguenti, arrivando dunque fino al 2012, i primi anni di applicazione dell’IFRS 8. Si prenderanno ad esame 128 società quotate nella Borsa Italiana nel Mercato Telematico Azionario. Tale analisi sarà articolata su tre punti. In particolare si evidenzierà se l’introduzione dell’IFRS 8 ha in qualche modo portato ad un cambiamento nelle modalità di rilevazione e nella quantità di dati forniti, quindi quali dati informativi erano forniti dalle aziende e quali e quanti settori operativi venivano enucleati nell’ambito applicativo dello IAS 14 Revised. Poi si andrà a vedere se l’informativa settoriale è in qualche modo correlata ad alcuni fattori intriseci della società come la sua dimensione, la redditività, la struttura finanziaria, il tasso di crescita e la diffusione della proprietà aziendale.

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INTRODUZIONE   Sul   mercato   si   muovono   numerose   imprese,   spesso   denominate   imprese   diversificate,  che  “innovano”  araverso  lo  sviluppo  di  ulteriori  classi  di  beni/servizi,   l’applicazione  di  tecnologie  che  si  aggiungono  a  quelle  in  uso  e  l’ampliamento  dei   merca,   anche   araverso   l’estensione   delle   aree   di   vendita   che   può   essere   affiancata   da   una   rimodulazione   territoriale   delle   avità   di   produzione   e   di   distribuzione.   Quando  l’impresa  decide  di  spingersi  al  di  fuori  del  “seore”  tradizionale  di   avità   si   determinano   nuove   unità   economiche   parcolari,   con   processi   (di   acquisto,  di  trasformazione,  di  vendita,  ecc.)  e  componen  reddituali  peculiari.  Le   unità  in  parola,  dal  momento  che  esprimono  “fenomeni  gesonali  differenzia”   nell’ambito  del  complessivo  sistema  dell’impresa  diversificata,  si  caraerizzano  per   livelli   di   rendimento   e   rischiosità,   nonché   per   opportunità   di   crescita   del   tuo   peculiari,  concorrendo  in  maniera  assolutamente  originale  alla  determinazione  dei   flussi,  della  rischiosità  e  delle  opportunità  di  crescita  dell’intero  complesso.   Per  procedere  ad  una  compiuta  analisi  della  situazione  presente,  dell’andamento   passato  e  della  presumibile  evoluzione  futura  dell’impresa  in  esame,  che  -­‐  come   deo  -­‐  si  caraerizza  per  opportunità  e  rischi  differen,  un’ampia  e  autorevole   dorina   economico-­‐aziendale   riene   che   siano   necessarie   informazioni   disaggregate.   La  problemaca  dell’informava  disaggregata  può  essere  inquadrata  nei  suoi   aspe  struurali  e  nelle  sue  implicazioni  prache,  vagliando  le  differen  esigenze   informave   espresse   dai   vari  stakeholder,   da   un   lato,   nonché   i   vantaggi   e   gli   svantaggi   che   la   produzione   di   tali   disclosure   può   comportare   per   l’impresa,   dall’altro.   Il   ragionamento   fa   leva,   infa,   sulla   circostanza   che   le   aspeave   dei   vari   stakeholder  -­‐  che  ruotano  intorno  all’impresa  e  che  sono  a  vario  tolo  interessa  al   divenire  della  gesone  -­‐  possono  essere  assai  arcolate.  Bas  pensare  alle  esigenze   informave  degli  investori  e  degli  analis,  di  norma  denomina  professional  user   delle  informazioni  economico-­‐finanziarie  d’impresa,  ma  anche  a  quelle  degli  aori   pubblici  che,  grazie  a  valide  informazioni,  possono  adoare  adeguate   public-­‐policy   1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Dario D'Amico Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

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