Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Interazione tra pianta, fungo patogeno, fungo antagonista e collemboli

Numerosi studi hanno dimostrato che i funghi del genere Trichoderma risultano efficaci nel contenimento dei patogeni fungini che sono causa del "mal del piede" dei cereali, poiché si comportano da antagonisti nei confronti di tali patogeni.
Da prove svolte in laboratorio ed in ambiente controllato risulta che anche i collemboli (piccoli artropodi terricoli) sono efficaci nel contenere, grazie alla loro attività alimentare, lo sviluppo di tali patogeni fungini, riducendone la quantità di inoculo nel terreno di crescita delle piante.
Sembra quindi sia possibile considerare anche i collemboli come agenti di biocontrollo.
Lo scopo di questa ricerca è pertanto quello di studiare l'interazione tra pianta di frumento, fungo patogeno, fungo antagonista e collemboli, per verificare la compatibilità tra i collemboli e il Trichoderma, che interagiscono a livello di terreno e di rizosfera.
Dai risultati ottenuti emerge che sia la concia dei semi con il formulato polverulento di T. harzianum ITEM 908, sia la distribuzione dello stesso nel substrato di crescita delle piante è compatibile sia con il ciclo vitale dei collemboli della specie O. armatus. sia con la loro attività di bioprotezione nei confronti della malattia.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE CENNI SULLA LOTTA BIOLOGICA CONTRO LE MALATTIE FUNGINE: L’agricoltura, per essere sostenibile, deve essere in grado di salvaguardare la salute e l’economia di una nazione nel presente e nel futuro. Per “salute ed economia di una nazione” si intende la capacità del sistema agricolo di fornire prodotti alimentari di elevata qualità, sicuri, diversificati, a prezzo moderato e socialmente accettabili, ed altri prodotti vegetali ed animali per uso domestico e/o per l’esportazione, quali fonti di crescita economica. Tale capacità deve poter persistere invariata negli anni , a vantaggio delle generazioni sucessive (Cook, 2000). Pertanto, i sistemi di produzione non dovrebbero impiegare le risorse naturali in maniera tale da non poter essere reintegrate e non dovrebbero liberare inquinanti in quantità non assorbiti in breve tempo dall’ambiente (Merkel, 1998), poiché un sistema agricolo che non protegge l’ambiente e le risorse naturali può sopravvivere nel breve periodo, ma non può durare e non risulta economicamente vantaggioso nel lungo periodo. La lotta biologica bene si adatta al concetto di agricoltura sostenibile, in quanto sfrutta al massimo cicli naturali ad impatto ambientale nullo o comunque ridotto (Cook, 2000) Negli ultimi anni le tecniche di lotta biologica sono quindi state prese sempre più in considerazione, poiché si è appurato che le tecniche più tradizionali di lotta chimica spesso comportano inconvenienti notevoli, con pesanti ripercussioni a livello ambientale, igienico- sanitario, economico. I fitofarmaci infatti, contribuiscono all’inquinamento del terreno e delle acque, sono spesso presenti

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Maurizio Ventura Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2732 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.