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Storia di un impegnato. Fabrizio De André tra letteratura e canzone d'autore

Il presente lavoro ha come oggetto l’analisi del rapporto tra la letteratura e la canzone d’autore italiana degli anni Sessanta e Settanta del Novecento, attraverso la produzione artistica del cantautore genovese Fabrizio De André. In particolare si prenderà in esame l’album discografico Storia di un impiegato, pubblicato nel 1973 dall’etichetta Produttori associati, nel quale per la prima volta l’autore si dichiara politicamente in maniera diretta. Se, infatti, fin dai primi anni della sua esperienza musicale De André ha lasciato trasparire la sua volontà di rinnegare i valori borghesi di cui è figlio, l’antimilitarismo e la sua attenzione verso gli ultimi e gli emarginati, attraverso canzoni che dai primi 45 giri lo hanno poi portato al successo del grande pubblico. Per citarne solo tre: La guerra di Piero (1964), La canzone di Marinella (1964) e La città vecchia (1965).

Il primo capitolo fornisce una panoramica sul tema letteratura/cantautorato e sul ruolo rivoluzionario della canzone d’autore, che pur non sostituendosi del tutto alla canzonetta sanremese incentrata su temi amorosi, segna una svolta e profila nuovi orizzonti culturali che influenzeranno l’opinione pubblica e animeranno il dibattito tra gli intellettuali impegnati.

Il secondo capitolo espone le premesse che stanno alla base del pensiero deandreiano, inquadrandolo all’interno del periodo storico considerato, che va dalle agitazioni sessantottine agli Anni di piombo.
Storia di un impiegato ricevette numerose critiche, sia da parte del pubblico che della critica, in gran parte a causa del sensibile cambio di rotta stilistica dell’album rispetto alla sua produzione precedente. Le accuse di eccessivo ermetismo portarono l’autore ad una severa autocritica. Tuttavia l’album negli anni è diventato un manifesto di lotta contro il potere costituito e un punto di riferimento culturale anche per le generazioni ormai lontane dagli scontri di piazza e dalle stragi terroristiche, grazie al messaggio sociale veicolato e al suo riconosciuto valore letterario e poetico.

Nell’ultimo capitolo si analizza l’album dal punto di vista formale, attraverso l’esame dei testi e si metterà in luce come l’impianto narrativo e la scelta di strutturare il lavoro come un concept album siano funzionali all’intento di trasmettere un messaggio politico-sociale (che sta a metà tra l’anarchismo di De André e il marxismo di Giuseppe Bentivoglio, coautore dei testi) per mezzo delle parole e della musica, senza sfociare nei toni di un trattato politico-filosofico.

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9 INTRODUZIONE E spararono al cantautore in una notte di gioventù, gli spararono per amore per non farlo cantare più; gli spararono perché era bello ricordarselo com'era prima, alternativo, autoridotto, fuori dall'ottica del sistema. 1 Paradossale ed eccessivo, questo brano di Roberto Vecchioni riassume magistralmente i risultati delle aspettative del pubblico di cui si caricano i cantautori impegnati. L’ispirazione in questo caso venne da un episodio di dura contestazione subita da Francesco De Gregori nel 1976, durante un concerto al Palalido di Milano, ad opera di un gruppo di spettatori appartenenti alla sinistra extraparlamentare, che lo accusava di servirsi dei temi politici delle sue canzoni per arricchirsi. Erano gli anni di piombo, in una Italia lacerata dal terrorismo stragista derivante dall’estremizzarsi della dialettica politica. In questo clima, chi non si schierava era guardato con sospetto ed ostilità. I reduci della rivoluzione sessantottina dovettero fare i conti con la degenerazione delle aspirazioni collettive più nobili ed utopistiche in una carneficina a puntate che sconvolse le basi della convivenza civile. Ora, se la ricezione di un’opera d’arte - qui evidentemente da intendere come una canzone o un album musicale - è inevitabilmente influenzata dal contesto storico-sociale nel quale è inserita ed è espressione dello Zeitgeist, in che modo la canzone cantautoriale degli anni ’60-’70 può essere considerata oggetto di studio della sociologia della letteratura? Esistono metodi empirici e criteri oggettivi per valutare la letterarietà di un testo 1 R. Vecchioni, Vaudeville (Ultimo Mondo Cannibale), in Samarcanda, Philips, 1977.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Carla Licari Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3730 click dal 29/07/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.